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  • L'antico borgo di Casacca

    Ci sono certi luoghi che apparentemente esistono solo nell’immaginazione, ma quando poi ti imbatti in uno che li rispecchia appieno, allora è giusto fermarsi a osservarlo, magari per il tempo dovuto e lo stupore che richiede. È il caso del borgo medievale di Casacca, nel Comune di Berceto.
    Quel gruppo di case, visibile anche dal passaggio in Auto-Cisa, mi ha sempre attratto e lo scorgere da lontano la sagoma di quei fabbricati, attraverso la forma dei tetti, del campanile e della torretta, trasmette quel senso di curiosità che alla fine va esaudito. E così è stato. L’ho raggiunto a piedi e a venirmi incontro, subito dopo l’ultima curva, è stato il silenzio, il profumo di legna bruciata e quel senso di arcano che solo un luogo così remoto può trasmettere.

    Oggi c’è un camino che fuma, ma l’ultima famiglia di residenti ha lasciato il borgo negli anni ’50 e da allora le case, il pozzo, le stalle, la chiesa con il campanile e il cimitero, sono stati lasciati soli, anzi in compagnia dell’abbandono. Così, dopo l’oblio durato oltre mezzo secolo, nel 2001, il borgo è stato acquistato dalla famiglia Cavandoli di Parma e dopo una decina d’anni di restauro è tornato all’antico splendore. Un lodevole impegno per sottrarlo ad una fine miserabile e annunciata.
    È proprio il Dottor Rodolfo Cavandoli, con il doveroso orgoglio, a spiegare “vita, morte e miracoli” di quel luogo, oltre alla sua sorprendente avventura: “Ci siamo imbarcati in un lento ma attento lavoro di restauro, cercando di riusare i materiali originari e non modificare nulla dell’assetto iniziale, una pianificazione comunque condivisa con la Sovraintendenza, con un risultato finale che ci rende sempre più orgogliosi”. Ed è stato sufficiente oltrepassare l’arco d’ingresso, aggirarsi tra quei vialetti e sostare nell’ampia corte, per capire il senso di quelle parole e ritrovare nuovamente ciò che il tempo aveva segnato.

    È infatti dal 1951, con la morte dell’ultimo parroco, Don Giuseppe Belloli, che iniziò il progressivo e definitivo spopolamento di questo piccolo centro abitato, un esodo già iniziato qualche decennio prima a favore del fondovalle, ovvero Ghiare, lì la “modernità” offriva un altro modo di vivere: la ferrovia e la carrozzabile per raggiungere la Liguria, ma soprattutto uno stipendio sicuro presso la fornace del cemento. Così, da lì a poco, Casacca cessa definitivamente di vivere: il bosco avanza e le piante rampicanti s’impossessano dei muri, le piogge squarciano i tetti e i pavimenti di legno marciscono. Non c’era più un’anima viva, nel vero senso della parola, anche perché i resti terreni di quelle donne, uomini e bambini furono traslati nel nuovo cimitero di Ghiare.

    La storia di Casacca e del suo toponimo parte però da molto lontano, dal X secolo, da un documento di donazione emesso da Ugo di Provenza a favore dei Canonici del monastero di San Remigio di Berceto. Da quest’atto si deduce che il borgo era formato da due sole abitazioni, mentre la chiesa sarebbe stata costruita dai Canonici solo in seguito, tra il 1000 e il 1200. Nei secoli a venire è stato oggetto di dispute tra l’Impero, il Papato e i Rossi, famiglia di feudatari di Berceto fino al XVII secolo.
    Nel 1666 si hanno invece tracce dei conti Gabbi, mentre nel 1693 acquista la proprietà il nobile anconetano Alessandro Tellini, epoca in cui Casacca diventa un importante centro per mezzo di una struttura amministrativa autonoma.
    Dalla seconda metà del XVIII secolo passa in mano ai conti Montanari di Parma e da qual periodo, la struttura urbana, rimane pressoché identica ad oggi: il palazzo, la chiesa, la canonica e sette abitazioni.

    Durante questa visita c’erano anche due preziosi testimoni borgotaresi che hanno rivissuto la loro permanenza a Casacca: Ivo Serventi e Luigi Levanti, quest’ultimo vide questo luogo per l’ultima volta quand’era bambino, anzi da chierichetto, quando alla domenica lo raggiungeva a piedi da La Pietra di Lozzola per servire messa.
    Una bellissima giornata insomma, vissuta grazie all’iniziativa gratuita promossa dalla Proloco di Ghiare, in collaborazione con la Guida Maria Molinari di Trekking Taro & Ceno e la famiglia Cavandoli-Piombi, per raccontare origini, vicissitudini e storia che hanno interessato nei secoli i due paesi bercetesi: la nascita di Ghiare e la morte con resurrezione di Casacca.

14 Commenti

  • Dina

    20/03/2019

    Stupenda. Andrei volentieri a vederla. Bisogna chiedere a qualcuno? Grazie

  • Rossella

    20/03/2019

    Ricordo nonna e mamma che mi parlavano di questo paese. Una volta mi accompagnarono entusiaste facendomi da cicerone. Complimenti per quello che fate pubblicizzando i nostri luoghi e che fai trasmettendo la nostra storia.

  • Piercarlo Manzini

    20/03/2019

    Una meta da segnalara al FAI. Per le giornate dei prossimi 23 e 24 marzo è impossibile mentre per la prossima primavera ci sarebbbe possibilità

  • Dolores

    20/03/2019

    Ma che meraviglia!!!! Merita sicuramente di essere visitato un posto così incantevole. Si può immaginare la vita che scorreva tanto tempo fa nel borgo... nelle stalle, nei campi e che via via ha spopolato... Come in tutti i paesi di montagna... Portandosi via ricordi e tradizioni. Saggio chi ha voluto farlo tornare in vita... Accendendo un camino... Aprendo le finestre!!! E chi lo ha ripreso... Per mostrarlo... Grazie Gigi... Dalla vista lunga... Che ci fa scoprire i tesori dietro l'angolo e che magari non sapevamo nemmeno l'esistenza....

  • Maria

    20/03/2019

    Bellissimo borgo! ho trovato su Youtube un filmato del 1987 fatto da Camillo Del Maestro quando era anche chiamato il Borgo dei fantasmi. É interessante vedere il cambiamento. Complimenti Gigi Cavalli!

  • Anna

    20/03/2019

    Pensa Gigi che quando ero ragazzina i miei amici più grandi organizzavano visite notturne a Casacca a caccia di spiriti e spiritelli...ti risulta che dopo l'abbandono degli abitanti si sia verificato un ripopolamento "diverso"?! Io non ho mai avuto il coraggio di verificare di persona,ma una visita in pieno giorno la farei volentieri!!!

  • Stefania

    20/03/2019

    Bellissima! Non mi dispiacerebbe come abitazione....magari!

  • Gigi

    20/03/2019

    Anna, una visita la merita senz'altro, se organizzeranno nuovamente l'escursione ti avviserò. Purtroppo ciò che dici è vero, negli anni 80/90 il luogo era meta dei soliti bontemponi notturni (sarò educato) ed ho omesso volutamente l'argomento, sai com'è...

  • Sonia Berni

    20/03/2019

    Bellissimo esempio di iniziativa privata per salvaguardare un bene di tutti

  • Federico Tanzi Marlotti

    20/03/2019

    Conosco bene Casacca, soprattutto grazie ai racconti che da bambino mi capitò spesso di ascoltare a casa dei nonni materni a Borgotaro. Mio nonno infatti, Camillo Delmaestro, nell'estate del 1987 organizzò una piccola "spedizione" giornalistica per conto dell'emittente locale Videotaro, allo scopo di documentare lo stato di degrado e abbandono in cui versava l'abitato, e allo stesso tempo per indagare sulle tante voci che all'epoca si rincorrevano circa presenze inquietanti e strani eventi che capitavano tra le mura diroccate delle abitazioni della frazione (voci ovviamente prive di alcuna fondatezza).
    Personalmente ho visitato Casacca 2 volte, la prima nell'estate del 1995: mi apparve lo stesso scenario descritto da mio nonno nel suo filmato, e una condizione di totale abbandono forse addirittura peggiore. Ricordo bene l'erba alta, il cimitero ormai irriconoscibile dopo i reiterati episodi di profanazione e furti a danno delle tombe e delle lapidi, l'immagine alquanto sinistra della facciata della chiesa di S. Felicita sormontata da una croce ricurva, gli antichi affreschi della chiesa deturpati da decine e decine di scritte e graffiti, il silenzio irreale, rotto soltanto dal rumore del vento.
    Per chi fosse interessato, indico qui di seguito il link Youtube al filmato di mio nonno:
    https://www.youtube.com/watch?v=MM8hzRlu2P4

  • Anna

    21/03/2019

    In realtà mi riferivo a innocue storie di fantasmi, di quelle che accompagnano sempre antichi borghi o castelli e che suscitano curiosità e un pizzico di brivido nell'immaginario dei ragazzi, di altri eventi più deprecabili non sapevo, mi spiace! Motivo in più comunque per gioire del recupero storico architettonico che ha restituito dignità ad un borgo che vedrei perfetto anche come palcoscenico teatrale o set cinematografico.

  • Dolores

    21/03/2019

    Ho appena visto il video e ringrazio Federico e suo nonno!!! Un avvincente telefilm con musica mooooolto adeguata al tema!... Con pause... Ombre... Disturbi vari di trasmissione... Tema e luogo adatto x sceneggiature come ha suggerito Anna... Ma com'è stato egregiamente restaurato ora... Ci vedrei un agriturismo coi fiocchi... Dove poter apprezzare cibi e tradizioni di un tempo e dar modo di ritornare alla vita ad un luogo veramente incantevole!

  • Katarina

    17/06/2019

    Sono Inglese ma, il mio bis nonno ( Orlando Guiseppe Antonio Malpeli ) e nato a Casacca a 1880 . ha lasciato Italia quando aveva venti cinque anni e ha abitato in Inghilaterra doppo e morte. io ho visitato Casacca due volte con le mie sorelle. me piace molto ... la mia nonna parlava sempre cerca i fantasmi...le storie sono in Inghilaterra con la mia famiglia !! Vorrei ritornare e purtroppo quando qualcuno possa mi mostrare la chiesa , e i registri vechii .. e possible perché ? lo sai ?

  • Davide S.

    24/06/2019

    Ci andavo da ragazzino in moto, inquietante la scritta "tremate nel mio santuario" sopra l'altare, cmq un posto di fascino antico, con il "churchyard" dietro la chiesa, come in antichità.

 

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