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  • L'anima araba di Malta e Gozo

    Fino al 1964 è stata una colonia del Regno Unito, forse è anche per questo che Malta la immaginavo diversa, più europea, però mi sbagliavo, l’ho trovata dal “sapor mediorientale”. L’impronta “English” ovviamente è rimasta: la guida a sinistra e i mezzi pubblici puntuali ed efficienti, ci sono persino le cabine telefoniche e le buche per lettere, proprio quelle rosse, i simboli di Londra.

    La sorpresa è stata anche nel sentir parlare i maltesi, una sorta di dialetto, o meglio suoni, tra il siciliano e l’arabo. C’era da aspettarselo, con la sua posizione geografica strategica e da sempre punto d’approdo di diversi popoli, l’isola conserva gelosamente molte delle tracce di chi l’ha conquistata e occupata.
    Un’altra sorpresa, specialmente nei quartieri della città vecchia e del porto della Valletta, sono i balconi delle case, un chiaro esempio di architettura araba: in legno, dai colori vivaci e con le persiane socchiuse, come se celassero lo sguardo di mille occhi puntati a osservare l’andirivieni nelle strade sottostanti.

    Gli stessi palazzi “giallognoli”, che si scoprono girando comodamente a piedi, tra vie e vicoletti, tra mura e piazze, tra corti e giardini, diffondono l’impronta artistica lasciata nei secoli da Cavalieri e Gran Maestri, da ottomani, arabi e cristiani. Inevitabile la tappa ad uno degli splendori dell’isola, la Concattedrale di san Giovanni Battista, custode di ben due quadri di Caravaggio: vera attrazione turistica maltese.

    Potevo poi mancare la visita al parlamento di Malta, considerato oggi uno degli edifici più belli d’Europa? È stato costruito utilizzando la tipica pietra locale, sotto la direzione dell’architetto Renzo Piano, mentre l’energizzazione delle facciate è stata curata dalla CFF Filiberti di Bedonia.

    Non da meno la visita a Mdina e Rabat, oggi due località distinte se pur attaccate, anche se in passato erano una sola città, divisa poi dagli arabi per ragioni difensive. Mdina, che era l’antica capitale e soprannominata “città del silenzio”, è racchiusa tra imponenti mura ed è posta su di un altipiano al centro di Malta. Oltrepassando la maestosa porta si entra in un mondo millenario (oltre che pedonale), la pianta del paese, le vie strette, i negozi e il numero di turisti rievocano molto l’atmosfera elegante e raccolta della nostra Civita di Bagnoregio, perciò un’esperienza unica e indimenticabile.

    Poi, a un quarto d’ora di traghetto, c’è l’isola di Gozo, piccola, ma ricca di splendidi borghi. Da vedere obbligatoriamente e il modo migliore per visitare i punti più caratteristici è il bus, è possibile scendere e salire a ogni fermata, per tutto il giorno e con un unico biglietto. Tra un paese e l’altro si notano molte coltivazioni: frutta, verdura e soprattutto vigneti di Gellewza e Ghirghentina per produrre i locali vini robusti e fruttati.
    Peccato invece non essere riuscito a vistare la terza isola delle Calipsee: Comino. Non c’era tempo, il traghetto per raggiungere Pozzallo in Sicilia era già in porto e con il comignolo fumante. Alla prossima tappa…

1 Commenti

  • Remo Ponzini

    10/07/2019

    Sono rimasto affascinato dalla architettura a dalla bellezza costruttiva di questa isola che si trova a metà strada tra la Sicilia e l'Africa. Guardando le foto mi sono incantato e lo stupore iniziale si è tramutato in una sorta di estasi dinnanzi a tanta magnificenza e sontuosità .

    I vari stili costruttivi si sovrappongono come in una composizione volutamente ricercata anche se , in verità, sono state le diverse dominazioni a determinarli. Il barocco mi ha fatto ricordare la città di Lecce ma quelli che predominano sono l'arabo, il paleocristiano, il greco-miceneo ed altri.

    Non sono mai stato in questa isola straordinaria ma guardando le numerosissime foto che ha postato l'Esvasante, ho avuto la sensazione di averla già visitata. Perchè ??? Posso solo dire che certe visioni fotografiche, se sono eccelse, scatenano la nostra fantasia e ci fanno navigare nei mari , nei cieli ed in ogni dove.

 

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