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  • Sindrome cinese

    Ma cosa mi è venuto in mente di guardare la serie “Chernobyl”, proprio in questo momento quando la psicosi del Coronavirus la fa da padrona?
    E cosa c’entra il disastro nucleare russo con l’epidemia di portata mondiale in corso?

    Non mi fidavo di cosa raccontavano i sovietici nel 1986 e non mi fido di quanto divulgano i cinesi oggi, in particolare sui numeri che diffondono e sulla vera origine del virus.
    Il parallelismo rispecchia la realtà più di quanto non lo abbia già fatto indirettamente il film di Sky: due tragedie, due regimi totalitari, entrambi comunisti, che devono, prima di tutto, salvaguardare la supremazia e l’orgoglio della nazione per non vederla umiliata davanti al mondo, la buona faccia del partito e le scelte dei suoi bravi compagni burocrati. In entrambi i casi, inizialmente, prima che il problema scappasse di mano, il mantra recitato era sempre lo stesso: “Perché preoccuparsi di una cosa mai accaduta e di cui non siamo direttamente responsabili?”.

    In Cina questa serie televisiva è stata censurata, si tratterà di un caso? Non credo... in Russia, nei primi giorni, volevano addirittura negare il disastro nucleare davanti al mondo, e per questo evitare anche di evacuare i 300.000 cittadini residenti a Pripyat, Chernobyl e dintorni. Se poi hanno cercato di “salvare il salvabile”, è solo grazie all’intuizione provvidenziale di un paio di fisici, agli Stati europei e agli USA, che avevano compreso la gravità del problema, dovuta all’esplosione del nocciolo del reattore numero 4 (la nuvola radioattiva non rispettava i confini politici).
    La ricostruzione dei tanti errori e delle infinite omissioni compiute a Chernobyl rivelano una comunicazione scarsa e pilotata, la minimizzazione del problema tra il governo e la popolazione ignara, oltre all'arresto di chi diffondeva notizie "non concordate", esattamente come sta accadendo in questi giorni in Cina.

    Se davvero si trattasse di una comune influenza, perché dichiarare l'emergenza sanitaria globale, con 1 miliardo di persone chiuse dentro ai suoi confini; costruire nuovi ospedali in pochi giorni; chiudere le fabbriche e tutte le famose catene dei grandi marchi internazionali; bloccare i voli aerei da e per la Cina, con un congedo non retribuito per 27mila dipendenti della compagnia Cathay Pacific? Perché mettere in forte difficoltà le fabbriche di tutto il mondo per la carenza di forniture? Installare scanner termici in tutti gli aeroporti del mondo? Causare danni incalcolabili a import, export e al turismo mondiale? I mercati finanziari soffrono quanto gli infettati; alta è la mortalità dei contagiati; e non per ultima, c'è una strana anomalia che richiama una probabile sperimentazione sfuggita dal laboratorio militare di Wuhan: nessun caso per ora fra i bambini/ragazzi, l’età media dei pazienti infettati e deceduti è alta e oltre il 60% dei casi si tratta di maschi…

    Ora è tempo di scongiuri, di non pensare al peggio, magari in attesa di un altro film dove ci verrà raccontata una verità postuma su quanto sta accadendo ora, svelandoci così omissioni, crimini e misfatti compiuti, ancora una volta, dalla follia umana.

14 Commenti

  • Laura

    10/02/2020

    E' quello che penso anch’io Gigi, milioni di persone in quarantena per 800 morti, mah, speriamo bene.

  • Sonia Carini

    10/02/2020

    Sono tornata da Londra e anche il Regno Unito è ormai certo che il peggio debba ancora arrivare e il Ministero della Sanità Britannica avverte per mezzo di tv e giornali che l’epidemia in corso si una minaccia seria e imminente per la salute pubblica, mentre il direttore dell’Oms ribadisce che i contagi fuori dalla Cina rappresentano un rischio concreto e che siano solo la punta dell’iceberg. Lo faranno ma purtroppo questo non è un film.

  • Guido Sardella

    10/02/2020

    Che bisogno c'è di un retropensiero complottista? Noi umani siamo tantissimi e mobilissimi sul pianeta, siamo la preda ideale per un predatore capace di superare le nostre difese. È normale che l'evoluzione ce ne presenti uno ogni tanto. E più numerosi, più densamente raggruppati e più densamente mobili saremo, è più ci verrà presentato il conto.

  • Eduardo

    10/02/2020

    Ormai lo sappiamo che la Cina ha fatto trapelare la notizia del virus solo dopo 55 giorni, quindi il numero dei morti e contagiati resi noti sono solo la punta dell'isberg, perciò prepariamoci al peggio

  • Paolo Muratori

    10/02/2020

    Il virus in Cina potrebbe essere fuori controllo. L'unica possibilità che abbiamo per non farlo entrare in Italia è solo e solamente la quarantena di chi rientra da quel Paese. Lo afferma il virologo Roberto Burioni, secondo cui la quarantena è una misura che va applicata a tutti, senza distinzione.
    Non è razzismo, capito gente del PD, si tratta di cautela, ma per salvare la vostra ideologia e far i bastian contrari solo perchè lo hanno suggerito le regioni del nord a guida Lega, avete votato contro la proposta di mettere in quarantena i bambini (alunni) che rietravano dalla Cina. Cecità assoluta di cui vergonarsi.

  • Barbara Cavalli

    10/02/2020

    Il parallelismo che hai esaminato è pienamente calzante. Ad oggi non si può dire con esattezza quante sono state le reali vittime di Chernobyl e mai sapremo quante sono e saranno quelle del coronavirus. Purtroppo è così, l’ideologia dei compagni è tanto in Cina quanto in loco, basta leggere ed ascoltare i vari commenti. Niente purtroppo è come sembra, speriamo solo non dover dire: lo dicevo io...

  • Giovanna Botti

    10/02/2020

    Il presidente cinese oggi è comparso con mascherina e misurartore di temperatura e se è lui stesso a dire che la situazione è molto grave, non è di certo rassicurante e non si può immaginare quello che stia succedendo davvero in Cina

  • Ruggero

    11/02/2020

    Ritengo doveroso affermare che quando si parla di virus devono parlare i dati per capire mortalità e pericolosità e la loro ormai famosa “R”.

    Al momento questi dati reali, o quantomeno presunti, vista la capacità cinese di fornire meno informazioni possibili, ci dicono che il coronavirus è molto meno pericoloso di Sars e Mers e udite udite.... di una nostra “normale” influenza stagionale dove la maggior parte di noi ritiene di non vaccinarsi per menefreghismo (o perché tanto lo fa il vicino di casa!!) ma ogni anno raggiunge quasi 6.000.000 di ammalati con circa 4.000 decessi influenza-correlati.

    Questo coronavirus ad oggi ha fatto 910 vittime con una mortalità che sembra essere inferiore al 1%. Mettiamo che siano anche di più perché molti decessi “casalinghi” sfuggono alle rilevazioni, ma rimaniamo comunque lontani dal virus influenzale.

    Altro fattore importante è che muta rapidamente quindi presto infettando perderà geni arrivando poi a perdere patogenicità e spegnendosi a innocuità come successe con la Sars che nel 2003 a fronte di 8400 casi fece 845 decessi.

    Vabbè possiamo credere alla favola dei ricercatori italiani primi ad isolarlo (le banche dati genetiche dicono che era già stato fatto in altri paesi) per metterci la nostra bandierina oppure ascoltare le spiegazioni di Barbara D’Urso!!

  • Mrm

    11/02/2020

    Senza nulla togliere alle riflessioni del buon gigi e di voi tutti (e speriamo di estinguerci presto, magari), segnalo un'altra reale epidemia, coi suoi numeri :(
    https://altreconomia.it/la-violenza-inesplosa-delle-guerre/

  • Gigi / Esvaso.it

    11/02/2020

    Ruggero, il dubbio che pongo, dopo quanto ho scritto sopra, analogia con la Russia a parte, è semplicissimo, ma nonostante questo non mi ha risposto, perciò te lo pongo nuovamente, da ex farmacista rurale quale sei: "Dimmi, ma se si trattasse di una comune influenza polmonare, come quelle che ogni anno subiamo oppure anomala come la SARS del 2003, quale sarebbe il motivo che spinge la Cina principalmente, ma ormai tutto il mondo, a cautelarsi nei modi e nei tempi che tutti vediamo... con relativi costi e crisi finanziarie con numeri da capogiro?
    Pertanto, ciò accadrebbe solo per divertirsi a chi scopre per primo il vaccino? E se la SARS era più temibile, perchè 15 anni fa non c'è stato tutto questo pandemonio?
    Qualcosa non torna. Risposta please...

  • Ruggero

    11/02/2020

    Scusami Gigi ma il problema di cui discutiamo è la presenza di un virus di eziologia sconosciuta o di complotti internazionali?
    In realtà se parliamo del virus con questa sua bella corona che stiamo vedendo su tutti i giornali.......sappiamo dove è nato ovvero Wuhan regione interna cinese, possiamo anche ipotizzare il come sia nato, ovvero si è originato per il classico spillover che si realizza nei loro famoso mercati del pesce dove c’è sempre una vendita ai banchi con commistione di animali di varia specie compresi rettili e i virus passano facilmente da animale a uomo mutando come è capitato anche ai precedenti virus.

    L’allarme è corretto? Certo che lo è, perché non hai un vaccino per salvare le persone più deboli a livello immunitario perché sia chiaro che la mortalità è più elevata nelle categorie a rischio come coronaropatici o neonati o immunodepressi. Persone perfettamente sane superano la crisi respiratoria di questo virus, e gli ultimi dati lo confermano.

    Creare invece il panico giova a qualcuno che si arricchisce e crea danni a qualcun altro che si impoverisce. Ora la Cina che si sta affacciando prepotentemente al Occidente ha di certo pensato che oltre a firmare trattati per la Via della Seta......era opportuno cercare di nascondere una figuraccia planetaria simile quindi si sono adoperati in maniera tardiva e poi ora eclatante, per tornare sui lori passi, isolarsi e chiudersi a riccio per fare meno danni possibili o forse per nascondere i numeri reali dell’epidemia.........che ripeto al momento non mi sembra Ebola!! Il comportamento cinese però è corretto, senza vaccino si fa la quarantena, il resto son chiacchiere!!

  • Valmozzola

    23/02/2020

    Chernobil si trova in Ukraine, non in Russia. Pero Fukushima si trova in Giapone, noto paese totalitario rosso. Prima di questo nel 94 abbiamo avuto Bophal in India, causata li dal'Union Carbide, una dita rossa di gran fame totalitaria. Prima ancora nella rossa Padania, abbiamo avuto Seveso :-))

  • Mrm

    23/02/2020

    Mi spiace per chi aveva organizzato il carnevale (io che non ci sono mai andata), ho appena ricevuto la chiamata automatica del comune.
    a me personalmente pare pura follia, non so chi ci marcia.

    ribellarsi?

  • Paolo Muratori

    24/02/2020

    Coronavirus, l'esperto americano di bioterrorismo: "Creato in laboratorio, è un'arma da guerra biologica". Francis Boyle, professore di diritto all'università dell'Illinois e creatore del Biological Weapons Act, getta nuove ombre sul virus che ha visto la luce nella città cinese di Wuhan.

    "Il coronavirus è un'arma da guerra biologica creata in un laboratorio di Wuhan e l'Organizzazione mondiale della Sanità ne è già a conoscenza". E' quanto afferma. in un'intervista video rilasciata al sito Geopolitics and Empire. Francis Boyle, professore di diritto presso l'Università dell'Illinois. Nel 1989 ha redatto il Biological Weapons Act, la legge sull'antiterrorismo per le armi biologiche.

    Boyle sostiene che il coronavirus, "un'arma da guerra biologica potenzialmente letale", sarebbe "fuoriuscito da un laboratorio di massima sicurezza" di Wuhan. Il governo cinese avrebbe quindi inizialmente cercato di coprire il caso mentre ora sta adottando misure drastiche per contenere l'epidemia. Il laboratorio BSL-4 di Wuhan è anche un centro di ricerca dell'Organizzazione mondiale della Sanità e per questo motivo, secondo Boyle, la stessa Oms "non poteva non sapere".

    La posizione del professore dell'Università dell'Illinois è in netto contrasto con la versione ufficiale, quella secondo cui il coronavirus si sarebbe diffuso a partire dal mercato del pesce di Wuhan. Versione che però è stata già contestata da altri esperti del settore. Nei giorni scorsi la rivista The Lancet aveva dichiarato che il primo caso di infezione risaliva al primo dicembre e che la persona contagiata non si era mai recata al mercato ittico di Wuhan. Dei primi 41 casi esaminati dal gruppo di ricerca cinese guidato da Chaolin Huang, dell'ospedale Jin Yin-tan di Wuhan, 27 (pari al 66%) erano stati al mercato a partire dal 10 dicembre.

 

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