DA MARCO IL MAGO DEI VINI

Un ricordo della storica osteria di Anzola, a lungo gestita dalla famiglia Chiappari-Valentini
Da quando questa trattoria ha chiuso i battenti sono trascorsi quasi trent'anni, ma non per questo è stata dimenticata, anzi: basta pronunciare "Il mago dei vini", che ancora oggi sono molti a reagire con un sorriso o tramite un piacevole ricordo.
È il 15 aprile del 1954, ad Anzola di Bedonia, quando Marco Chiappari e la moglie Maria Valentini "da Drusco" aprono l'osteria con pensione (12 camere) "Da Marco": lui il tipico oste gioviale che ti catturava con il sorriso e una battuta, lei la classica cuoca capace di far resuscitare i morti con la sua pasta sfoglia.

Quando non si cucinava c'era il bar e tra quei tavoli esisteva solo il buon umore: qualcuno giocava a carte attorno alla stufa e altri facevano quattro chiacchiere appoggiando sul bancone il bicchiere, anzi la coppetta di "Champagnina" -è così che Marco chiamava il "suo" bianco piacentino, un vino prodotto dalla cantina Italo Testa di Castell'Arquato (in pratica si trattava di un blend ottenuto con uve Champagnina, Pinot Nero e Chardonnay). Quando poi c'era aria di "Cantamaggio" la baldoria era assicurata, i suonatori di fisarmonica e i cantori finivano lì la "dura" giornata, in attesa che Maria preparasse la grande frittata con le uova che avevano raccolto, su e giù per l'alta Val Ceno, durante il loro "porta a porta" musicale.

Il figlio Agostino, pur avendo intrapreso la strada dell'insegnamento -era comunque cresciuto tra le dinamiche del bar, ma anche tra i sapori e i saperi della cucina e della sala- aveva intuito le potenzialità di quel locale e decide di dare man forte ai genitori.
Siamo nei primi anni '80, e da quel momento tutto cambia, e non solo per la "H" posta davanti ad "ostaria" prevedendo la rivoluzione apportata da Slow Food al concetto di osteria. Inizierà così un percorso commerciale rivoluzionario e moderno, realmente precursore dei tempi, anticipando di oltre un ventennio quel modo di "mangiare e bere bene" che sarà poi il leitmotiv degli anni Duemila. Nel contempo, valuterà anche di trasmettere un'immagine turistica e soprattutto il modo di comunicare la tipicità, tra cui il famoso slogan: "Il Mago dei Vini: si mangia male e si beve peggio": mai pubblicità in zona fu così penetrante ed indovinata.

Ricordo benissimo anche il posizionamento dei cartelli stradali con il logo "La strada del vino" che accompagnavano gli avventori fin davanti al locale e poi oltre, per far conoscere i dintorni, magari per mezzo di una passeggiata per meglio smaltire il succulento pranzo, ma non prima di avergli venduto qualche souvenir di produzione propria: dai classici oggetti in legno per la montagna alla bottiglia di grappa "La Valcenina", dal vaso di funghi sott'olio a qualche boccetta di elisir a base di frutti di bosco locali.    
   
Anticipò i tempi anche nella preparazione dei gelati artigianali e dei frappè: chi quarant'anni fa serviva la crema fatta con il latte appena munto, oppure gusti come "Fragolina di bosco" o "Mirtillo del Penna"?  E fino ad allora non si era mai visto nessuno in valle portare in tavola piatti specificando che si trattava di "Tartufo nero della Valceno" o addirittura, nei mesi autunnali, offrire l'opportunità di poter degustare il "Tartufo bianco di Alba" o altre specialità tipiche dell'Alto Adige, della Valtellina o della Bassa Parmense.

È quindi il caso di dire che sono stati "osti" all'avanguardia, in grado di raffigurare il territorio, utilizzando quanto lo stesso offriva, ma anche capaci di allargare l'orizzonte catturando quei prodotti espressione di luoghi e tradizioni a noi distanti.
Questo incredibile cammino eno-gastronomico s'interruppe però nel 1994, e con esso la bella storia del "Mago" dell'Alta Valle del Ceno: "Ma porca miseria... solitamente le favole finiscono sempre bene".
 
Hanno collaborato a questo post, fornendo le fotografie: Agostino Chiappari - Isabella Molinari - Fabrizio Pioli

Le foto dell'osteria di Anzola



20 Commenti
  1. Isa

    Bravo Gigi... ci voleva...
    Che bello rivedere Marco (purtroppo non ho foto sue) rivedere l'osteria di quando ero piccola... le sedie blu e i tavolini gialli... e c'è anche Kim il cane di Agostino... quanti ricordi.
    Io mia sorella e i miei fratelli ci siamo cresciuti lì... le nostre famiglie sono sempre state legate... la mamma è stata la prima tata di Ago... poi andava a lavorare dalla Maria negli anni 70 quando l'albergo era strapieno da Giugno a Settembre io ero piccola e mi portava con lei...
    Ricordo la cucina enorme... le stanze... i clienti... e Marco che mi viziava a suon di gelati... la Maria che mi chiamava "Sibretta"... la sala da pranzo che diventava balera con Tognu e Putacello che suonavano su un tavolo trasformato in palco...
    Poi siamo cresciuti... ma siamo rimasti lì... le cene... gli amici... i sabato sera... le domeniche pomeriggio ad ascoltare le partite... e i cenoni di capodanno che iniziavano alle 20 del 31 dicembre e finivano alle 8 del 1 gennaio... quanto era bello e quanto mi manca tutto questo ❤

  2. Franca Zambelli

    Ciao Marco, ciao Maria, eravate davvero persone speciali, ci siete davvero mancati tanto; sapevate sempre accogliere con il sorriso e far fare tra voi una permanenza piacevole e appagante nelle proposte di consumazione e per la simpatia.

  3. Muri Maria Graziella

    Quanti ricordi.... quanti pranzi domenicali e interi pomeriggi con mio marito e i miei figli...
    Giorni felici, indimenticali, persone allegre, gentili, speciali, accoglienti...... come dimenticare la simpatia di Marco e la cucina di Maria.....💕

  4. Monica Ponzini

    Gran bel posto anche se piccola ricordo bene la festa del cantamaggio e anche qualche cena di S. Antonio...

  5. Davide

    In estate alla sera si partiva a piedi da Tomba, passando dalla strada vecchia, per andare a mangiare il gelato dal Mago. Bei ricordi.

  6. Paola Mariani

    Io li ho conosciuti quando andavo in “missione” in ufficio postale da Bedonia. Persone molto accoglienti e gentili. Andavamo a prendere la mattina il cappuccino e Marco me lo presentava esclamando: “guarda che cappuccino neanche al Biffi di Milano, ti fanno questa schiuma”
    Quanti ricordi!

  7. Francesca

    Grazie Gigi per lo splendido racconto e a Isabella per le foto, che documentano quanto di attrattivo e gioioso c’era nel Paese. Io, nipote dei concorrenti, trascorrevo con i “villeggianti” le mie vacanze dal Mago dei Vini. Ho ricordi di Agostino, l’Anna e la Maria, mentre l’immagine di Marco è un po’ sbiadita. Hai ragione nello scrivere che erano proprio all’avanguardia. Non c’era bisogno di andare fino a Borgotaro per gustare una coppa di gelato e frutti di bosco caldi, la veranda era sempre piena di giovani e di allegria. Ho festeggiato solo un ultimo dell’anno, ma rammento che la cucina era veramente varia e i piatti tutt’altro che scontati.
    La chiusura del Mago dei vini ha rappresentato un duro colpo per tutti, in particolare per il turismo, perché ad Anzola non c’è più quella varietà di offerta dei fantastici anni ‘80. Ecco cosa resterà: tantissimi bei ricordi e racconti di chi ha scattato “la fotografia”.

  8. Giampaolo Sandroni

    Su quelle seggiole blu quante cantate con la chitarra e le amiche ed amici di sempre... ❤

  9. Claudine

    Noi Da Costa d azzetta partivamo a piedi da ragazzine per un gelato (in particolare il gusto marron glacé era ottimo) …per il ritorno c era sempre qualcuno disponibile a riportarci a casa ….e poi le serate discoteca negli ultimi tempi ….bellissimi ricordi …peccato vedere il locale chiuso !!!!

  10. Virgy

    Che ricordi meravigliosi! Grazie Gigi per riportarci indietro col tempo e di non farci dimenticare persone care, che hanno fatto grandi cose per la nostra valle

  11. Donatella

    Passando li davanti ogni volta il mio pensiero torna a quando era aperto e il locale in attività
    … diciamo che a me mette sempre tristezza ogni volta che ci passò davanti vederlo chiuso !!!

  12. Mac

    Quando il bar o la trattoria di un piccolo paese chiude muore con lui anche il paese

  13. Mirko Filiberti

    Bravo Gigi !!! Che nostalgia !! Magari potessero tornare quei tempi !!!

  14. Sonia Carini

    E' il destino dei piccoli paesi. Lo sappiamo tutti. E’ quasi impossibile andare controcorrente, specialmente in quelle realtà dove ci sono dieci case, un bar e i giovani se ne sono andati per studiare e poi lavorare, magari all'estero, come è successo a me. Di chi è la colpa della decadenza? Anche nostra e soprattutto mia. C'è poco da lagnarsi ma la vita è fatta di scelte e priorità, anche se amare. Ma forse qualcosa sta per cambiare. Forse.

  15. Anna

    Io da villeggiante ricordo benissimo i coni gelato, i tornei di calcio organizzati da Agostino e le compagnie estive.
    Ciao Isabella .....
    Le chitarre suonavano anche un po stonate ma non era un problema

  16. Paolo Bosco

    Quanti ricordi due belle persone Marco e la Maria e soprattutto grandi personaggi, peccato che il tutto non ha avuto un seguito!!!!

  17. Maria

    Anzola ❤️ ha un incredibile fascino. Anche se è rimasto un solo Bar e un negozio Alimentari attira sempre un sacco di persone. Ancora oggi per me andare in Valceno è sempre una festa ed è uguale per le mie figlie che hanno 24 e 16 anni. La convivialità, la semplicità, l'ospitalità, l'allegria .....che si vive lassù entra nel Cuore di chiunque.

  18. Luciano

    Tra le fotografie ho visto il giovane cameriere Bertuzzi, alle prime armi ma il buon sangue non mente, ricordo bene il babbo che ha passato in lungo e in largo ristoranti-alberghi-ricevimenti con grande professionalita'

  19. Adele

    Se come me avete avuto l'opportunità di passare per questo locale, ricorderete l'accoglienza, il sorriso e le battute spiritose di Marco, le mani d'oro di Maria, la gentilezza del personale che vi transitava tra i tavoli. Che il Mago dei vini di Anzola abbia chiuso dispiace molto e intuisco che non sono sola. Sono lontana e sentirsi raccontare una storia di vita come questa è la dimostrazione che il tanto lavoro e l'impegno di queste persone è ancora oggi una valevole ragione per trasmetterlo ai nostri giovani. Au revoir! Adèle

  20. Remo Ponzini

    Mi sovvengono infiniti ricordi di questo personaggio che aveva una vivacità di spirito estremamente comunicativo. Il solo pensiero di andarlo a trovare per una cena o altro mi metteva di buon umore.

    Gli piaceva troneggiare dietro al bancone del bar dispensando battute e sorrisi a destra ed a manca. Gli argomenti erano svariati e divertenti ma il tutto si concludeva con la glorificazione del suo vino.

    La simpatia dicono che sia un dono.... piovuto dal cielo (?) ma io credo che invece abbisogni di essere coltivata con molta attenzione e sensibilità. E' possibile che ci sia anche una predisposizione innata ma solo in minima parte.

    Comunque Lui era anche un abile comunicatore e la pubblicità inversa che aveva creato fu quella che gli diede una notorietà non solo nelle nostre valli, ma ben oltre.
    Quando l'astuzia va a nozze con l'ingegno i risultati ti piovono addosso.

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