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  • La casa di Uria

    Di case ne vedo parecchie, praticamente ogni giorno, per forza di cose. Molte di queste sono disabitate, spesso da molti anni, lo si capisce immediatamente, oltrepassata la porta è l'aria dell'abbandono che ti accoglie. Non sono le ragnatele a confermarlo quanto i calendari appesi alle pareti e gli orologi fermi: "Case senza tempo".
    Guardandomi intorno vengono all'occhio molti oggetti legati ai ricordi d'infanzia, a vederli lì, come se aspettassero di essere ancora usati, mi fanno sorridere dentro, hanno persino la capacità di far rivivere persone che da tempo non ci sono più: la brillantina Linetti appoggiata sul lavandino del bagno; i fiammiferi da cucina sopra al fornello con sotto la bombola del gas e il televisore coperto dal telo "copritelevisione" (allora era ancora considerato un elettrodomestico).
    Quando c'è l'opportunità di entrare in queste case accade spesso di poter "ascoltare" la loro storia, sono poi gli stessi oggetti impolverati, le tendine scostate alle finestre, la biancheria che esce dai comò, i quadri sghimbesci appesi ai muri che la raccontano.
    Quella di oggi mi ha rivelato che è stata l'ultima occasione dove c'è stata la possibilità di partorire in casa, era il 1975 a Ponteceno di Bedonia, da quel momento in poi sarebbero tutti nati a Borgotaro, all'ospedale. Quella bambina la chiamarono Uria, un nome, non a caso, fuori dal tempo, proprio come i ricordi conservati dentro a quelle stanze.

17 Commenti

  • Trilussa

    14/04/2008

    Alla bambina gli è toccato un nome veramente anomalo, non l'ho mai sentito. Sarà un retaggio familiare? La sostanza è che le è stato dato e mi piacerebbe sapere se il suo nome ha una corrispondenza sul calendario o se il suo santo esiste?

  • Gianca

    14/04/2008

    URIA è un nome favoloso, uscito da una favola.... si potrebbero scrivere pagina e pagine su di lei, ma sarà esistita veramente?

  • Peonia

    14/04/2008

    Uria è una specie europea di uccelli, è una piccola località calabrese ed è un singolare nome biblico di origine ebraica, il cui onomastico si festeggia il 1 novembre e che significa "luce di Dio". Chissà se la signora Uria esiste veramente e se realmente sia stata l'ultima nata in casa?! Il tutto ha un che di misterioso! Peccato però che di quella luce divina, in quella casa sia rimasto poco...

  • Hellen

    14/04/2008

    Avevi ragione sabato a dire che hai provato delle sensazioni molto forti, le sto provando anch'io mentre leggo. Io conosco Uria e i suoi due fratelli.
    Domenica sono passata davanti a quella casa, sono andata a votare nella scuola, nella mia scuole delle elementari, ero con mia mamma quando ho visto il cartello vendesi, è stata una vera e propria sorpresa, a volte vedo ancora i fratelli di Uria in zona e non immaginavo volessero vendere.
    la scuola, il loro cane , la paura del loro cane enorme, la mamma la nonna, cinque anni di ricordi, io e Donatella che giocavamo........ora non solo le persiane sono chiuse ma VENDESI
    che strana tristezza

  • Miss Parker

    14/04/2008

    Vendo case, è il mio lavoro. Ne vedo quotidianamente di tutti i tipi: fatiscenti, ristrutturate, bellissime agli occhi dei proprietari, ma veri obbrobri ai miei, case nuove, in costruzione, col tetto da rifare, senza tetto, altre senza pavimento... veramente tante e tutte diverse. Non è vero che ognuna ha il suo fascino, ma è vero che ognuna ha una sua storia e ne ho avuto conferma.
    Mi chiamano per andare a vedere una casa, prendo la macchina e vado. Parcheggio davanti ad essa, infilo la chiave nella toppa e cerco di entrare, ma il portone, cotto dal sole e dalla pioggia di chissà quante stagioni passate, oppone resistenza, faccio forza, si scosta appena, giusto lo spazio per potermici infilare e una collina di posta infilata sotto la porta non mi permetteva di entrare.
    Prima stranezza: è una casa disabitata da anni, ma riceve costantemente posta. Ce n'è anche di aperta riversa sul tavolo in cucina, altra ancora da aprire.
    Cerco il quadro della luce e click, si accende immediatamente. Secondo stranezza.
    Mi guardo attorno, compio i gesti abituali, poi salgo al primo piano. Apro gli antoni della finestra per apporre il cartello dell'agenzia 'VENDESI' e sento squillare un telefono. Terza stranezza. Cerco il telefonino nelle tasche ma non lo trovo, mi ricordo di averlo lasciato in macchina.
    Continuo con l'analisi della casa: tetto da di rifare, impianti da sistemare, finestre pure ecc.. operazioni di rito. Mi accingo ad uscire, finalmente posso tornare a casa a leggere il mio libro e prepararmi quel fantastico thè al gelsomino. Un'ultima controllata per non dimenticar nulla, tutto ok, sto per abbassare la leva del contattore e sento nuovamente squillare un telefono. Incuriosito rientro, nel soggiorno, sopra ad un pianoforte a muro, nascosto sotto una montagna di posta ... un telefono ancora 'vivo'. In una casa come tante, senza tempo, c'è ancora qualcuno che dopo tutto questo tempo non lo ha dimenticato. Vorrei rispondere ma so che non cercano me, cercheranno Uria... quando abitava ancora lì dilettava i propri ospiti seduta a quel pianoforte, adesso nascosto da ragnatele color perla e polvere di stelle.

  • Laura

    14/04/2008

    Voglio dire la mia perchè anche io ho una sorta di idea fissa per le case vecchie e abbandonate. Ne sono attratta, mi piacerebbe entrare in tutte per capire come si svolgeva la vita là dentro, toccare gli oggetti che sono stati lasciati e capire perchè non li hanno portati con loro da un'altra parte, guardare a che anno risale l'ultimo calendario appeso al muro. Una volta, tanti anni fa, sono riuscita a entrare in una casa abbandonata, era una grande casa vicino lago di Como. I vicini mi dissero che ci abità una nobile famiglia, un conte o un marchese non ricordo bene. C'erano le scuderie per i cavalli e un grande parco con alberi molto grandi. In quel periodo ero lì in campeggio e il giorno successivo sono entrata nella villa principale assieme ad un amico. Si notavano ancora dei segni di vita perchè non era stata riadattata e curiosando ho trovato un giornale del 1954.... che brivido, non ne avevo visto uno così antico e da lì ho pensato per giorni a chi l'avrà lasciato sul pavimento? Di chi sarà stata quella stanza? Cosa sarà successo a quella nobile famiglia? Non ho saputo nulla ma è stata ugualmente un'emozione incantevole! Vi capisco.

  • Uria

    15/04/2008

    Ciao sono Uria.. scoop... ebbene si' esisto veramente....
    mi ha fatto molto piacere scoprirmi su internet e sapere di essere l'ultima nata in casa.... chissa' magari e' di buon auspicio!!!!! Saluti a tutti

  • MEX

    15/04/2008

    ..... URIA bellissimo nome fantastico .... come chi lo porta!!!!

  • Uria

    15/04/2008

    Complimenti a Peonia per la conoscenza.... per amore della cronaca il personaggio biblico si chiamava Uri'a ed era un valoroso soldato ucciso in battaglia per ordine del re Davide innamorato della moglie Betzabea, una soluzione alquanto discutibile per coronare la loro storia d'amore.... mentre in arabo significa Liberta'.......

  • GIANKA

    15/04/2008

    Uria è un piacere avere la conferma che esisti, in questo mondo non bisogna mai fidarsi di nessuno..... ma.....

  • Peonia

    15/04/2008

    devo essere sincera: ho fatto una piccola ricerca su Google! sono fatta così, appena c'è qualcosa che non conosco, scatta la molla della curiosità! è un piacere conoscerti...

  • Luciano

    16/04/2008

    Vicino a Bedonia c'è ancora la casa dove sono nato, nel vero senso del termine perchè anch'io ci sono nato dentro. Adesso abito in provincia di Varese ma penso spesso a casa mia. Non ci abita più nessuno dagli anni settanta e leggendo questa storia ho ritrovato molti punti in comune. Tanta tristezza.
    Nella mia casa ci sono tornato qualche anno fa , l'ho trovata immersa nel silenzio, gli unici rumori che cerano erano quelli degli uccellini sugli alberi del giardino, e quelle delle gocce d'acqua che rimbalzavano per terra. Le porte e le finestre si erano rotte e se guardavi in sù vedevi fuori. I pavimenti si erano ricoperti di muschio e i muri si erano scrostati. Mi sono fermato a pensare per qualche momento, poi ho iniziato a guardare fuori attraverso il vetro tutto sporco, allora ho spostato la tendina ma davanti a me c'era solo tanta tristezza e malinconia. Ho richiuso in qualche modo la porta e sono andato via. Ho riacceso la macchina e ho salutato la casa, gli alberi, quel posto fatto di silenzio e di goccie di pioggia.

  • ANGEL GIRL

    16/04/2008

    KE BELLE STORIE KE HO LETTO.... SEMBRA ABITIATE IN UN ALTRO MONDO.
    URIA.... KEFFAI ADESSO? NON DIRMI LA FATA???

    CIAO BY ANGEL GIRL

  • Max

    16/04/2008

    E' il destino di chi vive lontano dal paese in cui è nato.
    Anch'io sono nato in casa. La mia casa è lontana mille km e più. C'è ancora papà a darle vita, a lustrarla, a tenerla in ordine. Di mia mamma si percepisce solo il suo profumo quando si chiudono gli occhi. Adoro accarezzare i soprammobili sempre uguali per decenni e che lei spolverava con cura ed attenzione. Quando sento papà al telefono la sua risposta è sempre la stessa: come vuoi che stia? Solo! Ma sono contento che mi hai chiamato e che stai bene. Non oso pensare quando quel telefono suonerà invano, come quello di cui parla ESVASO. Prima che mia mamma mancasse mi sembrava impossibile, ora so che è inevitabile.
    Si le case sono fatte dalle persone i muri servono solo a proteggerne l'intimità e senza le persone crollano...
    Il mio sogno è proprio quello di ridare vita ad una vecchia casa, di ristrutturarla, scoprirne la personalità ed adattarla alle mie esigenze... ma questa è un'altra storia.

    Max

  • Uria

    16/07/2014

    Anche io mi chiamo Uria figlia di Urio si.. incredibile vero? Più che altro originale.
    Comunque ho sempre adorato il mio nome ed ho sempre cercato chi lo portasse come me... ma non sono io l'ultima bimba nata in casa. Io sono più banalmente nata e cresciuta a Roma... Qualcosa di magico in effetti c'è. ..Uria Zuccari era una delle streghe del sabbia di Benevento. E poi ci sono tanti altri significati. ..4 lettere 3 vocali.. figo no?

  • Brontolo Né

    17/07/2014

    Vendere una casa, ne ho vendute diverse fra le quali alcune delle mie, è per me comunque un distacco, un cordone ombelicale con le mie radici ed allora le ho "accompagnate".
    Non ho venduto mai a chi più mi conveniva ma, a chi più ho visto che era capace d'amarla; ... e poi! e poi lo sappiamo bene, chi compra vuol fare delle modifiche, degli aggiustamenti ed allora come clausola a parte, privata, ho preteso che la ristrutturazione la facessi io, seppur con le loro indicazioni, i miei consigli, conoscendo bene l'immobile sono sempre stati preziosied il "distacco" è stato meno doloroso, come dirle: ti lascio, mi dispiace, ma ti lascio in buone mani, guarda ti ho rifatto il vestito nuovo! Vedi ora come sei bella, devi essere contenta! Io sono lontano non ti potevo più curare... perdonami, vedi che belle mattonelle! Che intonaci ! Ora hai i tubi nuovi... perfino multistrato! Cara sei uno splendore... mi dispiace ma devi essere contenta!
    Oggi ho finito di curarti e di imbellettarti e darò le chiavi al nuovo proprietario anche te trattalo bene, accoglilo come hai fatto con me, mia cara antica casa e di notte se proprio vorrai sbattere gli impostoni fallo piano... non fare come con me che rompevi perfino i ganci pur di sbattere gli impostoni. Dai ora ti saluto stai bene e se viene il terremoto scricchila pure come hai sempre fatto, ma non ti crepare mi raccomando! Ed un impostone sbattè delicatamente... mi stava salutando.
    Ero solo in macchina sulla strada del ritorno
    Piansi

  • Ornella

    18/07/2014

    Ma che belle queste storie, sembra una bella favola raccontata dalla nonna

 

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