post commenti
  • Cena bedoniese

    Le attese c’erano e da più di un anno. Infatti in un caldo pomeriggio estivo si proponeva di mettere alla prova giovani fanciulle sulle specialità culinarie tipiche “pievasche”… e di rimando in rimando, dopo ben tredici mesi l’ “esame” ha avuto luogo!
    C’era tutto: una bella serata di mezz’estate, il caldo, la voglia di star in compagnia, la pelle colorata dal sole, il campanile della chiesa che osservava tutti dall’alto scandendo il passar delle ore, candele sparse ovunque, un giardino fiorito dai mille colori, profumo di lavanda nell’aria, un trono, vini eccellenti degni dei migliori banchetti papali (abbiamo avuto pure l’onore di sorseggiare rossi di Avignone..), insomma una tavola imbandita con ogni ben di Dio… ovviamente con specialità tipiche bedoniesi.
    L’accoglienza non era da meno, c’erano persino le tovagliette in “carta matta” personalizzate: "Seina all’ombra du campanin", il menù era trascritto accanto ad una vecchia fotografia in bianco e nero che ritraeva la "piazza delle corriere" in un’assolata giornata primaverile.
    La cena si è aperta con una sublime “turta de patete” della cuoca-Maria Pia… ora c’è chi porterà avanti con onore la tradizione culinaria pievasca! Brava brava! A seguire la “resdora” Mila che ha superato se stessa con un’eccellente “turta d’erbe”: sfoglia unica e "croccosa”. Dopodichè è stata la volta della mamma di “Hollywood” che ci ha deliziato con il piatto “Tajarin patete e fasö” (tagliatelle con patate e fagioli), anche se per qualcuno la mancanza di un’abbondante nevicata di Parmigiano è stata bruciante per il giudizio finale…. grande “Geom”!
    Un attimo di pausa per poi proseguire con la vincitrice della cena, la “Pessè”: un sottile strato di torta d’erbe, uno di castagnaccio e poi sopra “pezzata” di ricotta. Si tratta di un’antica ricetta bedoniese e preparata dalla Mina, zia del padrone di casa… lì, la vera essenza della cucina bedoniese trasudava in ogni senso!! Questa prelibatezza non ha bisogno di parole… va solo degustata!!!
    Per concludere “Canestrellu ca levee” (ciambella fatta con il lievito madre), gentilmente preparato da Maria Pina, mamma del buon “Tremonti”, la quale, pur essendo stata avvisata all’ultimo minuto dal figliolo, ha superato ogni aspettativa; infatti nulla ha scalfito la bontà di questa delizia... se pur giunta a fine pasto tutti hanno fatto il bis (e chi il tris)! Una cosa però mancava… i “Frisssö de pumme” (frittelle di mele)! Colpa dell’organizzatore che si è soavemente dimenticato di avvisare la premurosa Olga che la cena era stata anticipata di qualche giorno…
    Una serata fatta di un cielo di stelle, di deliziose sorprese, di piacevoli chiacchierate, disquisendo su caviglie, fontane, umidità e temperature, di bionde anzi di “Blonde”, di ricette, musica, fotografia, sigari, vini, diete… tra candide risate, nuvole di sigari, brindisi millesimati, foto rubate, luci soffuse, musica lounge, D.I.A. che non verranno mai messe in cantiere…
    È stata una piacevolissima serata, attesa pazientemente per più di un anno, ma il padrone di casa ci ha sorpreso in maniera unica ed armoniosa. Pertanto, se il buon Esvaso vi dirà che organizzerà qualcosa, dategli fiducia… ci metterà il tempo dovuto, ma per il risultato ottenuto varrà decisamente la pena attendere!!!
    Grazie Gigi, a nome di tutti i partecipanti e soprattutto dalla tua vicina… solo dopo che hai spento la musica ha potuto tranquillamente dormire!

    Anto

23 Commenti

  • ValeBD

    11/08/2008

    ecco la famosa cena che mi hai accennato l'altro giorno....ecco ora mi è venuta fame....

  • Esvaso

    11/08/2008

    'Diamo a Cesare quel che è di Cesare'. ovvero siamo in buone mani!
    Fanciulle. promettete bene! Siete riuscite a stupirci tutti quanti, non tanto per il vostro batter d'occhi o per le caviglie sottili, quanto per le vostre doti culinarie, sopraffine certamente.
    Cucinare alla 'bedoniese' non è facile, bisogna aver appreso con diligenza la metodologia, le dosi e gli ingredienti, proprio gli stessi identici passaggi tramandati di generazione in generazione.
    Il ringraziamento è quindi tutto mio e dei restanti commensali.
    Non mi rimane che sperare al prossimo incontro. e con gli anolini come ve la cavate?

  • Cpt

    12/08/2008

    Ecco il luogo adatto per fare la domanda:
    i "crocetti" con sugo di lepre sono una ricetta ligure o bedoniese?

  • anto

    12/08/2008

    Gigi non sfidare le "novelle - scoperte - cuoche" perchè potrebbero stupirti!!!!!!
    ho visto qualcuna che sta già allevando il cappone per il brodo ...

  • claudio

    12/08/2008

    E "goffe" ne te ie miga fatte eh. A prossima vota se te mu disi te prestu culla specie de paletta per faie.

    te saluttu

  • fiascotti

    12/08/2008

    per Cpt --------assolutamente Bedoniese----------

    colleziono stampi antichi per farli, bellissimi.

  • fiascotti

    12/08/2008

    ho visto le foto...................ma, non avevi smesso di fumare???....

  • Esvaso

    12/08/2008

    Claudio... di queste "goffe" me ne devi parlare assolutamente, è bello scoprire piatti "lontani"... cumme te se ben tra Runcunovu e u campanin ghè de mezzu u r' du redit¸

  • Esvaso

    12/08/2008

    X CPT: i crocetti sono senz'altro di origine ligure, ma da noi adottati da molte generazioni, mentre il modo di condirli con il sugo di lepre è tipicamente bedoniese (credo).

    X Fiascotti: non avevo detto che non fumavo più, il riferimento era ai "Senesi", miei sigari preferiti, che hanno smesso di produrli... purtroppo! Complimenti invece per questa tua collezione di stampi per crocetti, potremmo fare un post dedicato a questi "timbri" culinari, visto che anche mio fratello ne possiede molti.


  • meri g.

    12/08/2008

    I croxetti sono liguri, molto liguri, il sugo di lepre non so.

  • Telma e Luise

    13/08/2008

    Tutte balle........... diero alle cuoche fanciulle ci sono le mani esperte delle cuoche mamme..... abbindolare dei maschietti è facile

  • G.T.

    13/08/2008

    Complimenti Anto, non hai portato manicaretti, ma la relazione sulla serata è meravigliosa...e pure le foto...di nuovo complimenti alle cuoche...chiunque esse siano...Thelma, dai, la vostra è solo invidia per queste novelle suor Germana...vuol dire che la prossima volta Esvaso, ovviamente dopo la D.I.A. che già prevede il forno a legna, con una piccola variante farà costruire una cucina a vista dove chi ritiene di essere in grado si mostrerà in tutta la sua arte...proporrei poi un piccolo referendum sul fatto che la D.I.A. preveda che si sbanchi una parte del giardino per allargare la parte destinata al settore cucina/forno/tavoli, dalle foto emerge chiaramente che i commensali non avevano lo spazio a disposizione previsto per un avvenimento del genere...valutate dalle foto e date il vostro parere...

  • Hag

    14/08/2008

    io sono a favore delle ruspe, le ruspe servono!
    spazio, ci vuole spazio!
    l'invidia, è brutta e sporca l'invidia!!
    una DIA, scusate ma cos'è una DIA???

  • Davide

    14/08/2008

    La DIA è la dichiarazione di inizio attività edilizia!!
    Che buona la torta alle erbe ne vado ghiotto.... la torta Pessè mi manca, mai assaggiata... deve essere deliziosa... voglio assaggiarla assolutamente!

  • tatagi

    15/08/2008

    che bella e buona cena!l'atmosfera dev'essere stata fantastica,ma il palato deve aver prodotto sensazioni ancor piu' preziose! sono molto curiosa della ''pesse' ma ancor piu' queste ' goffe' citate da claudio,non ho idea di cosa si tratti.forse pasta con sugh,...frittelle,...dolcetti fritti?e' bello fantasticare anche sui sapori......mi informereo'.

  • claudio

    20/08/2008

    Allora su sollecitazione del capo cerco di completare l'informazione in merito alle "goffe".

    Praticamente non ne so nulla!!!!

    Beh diciamo poco. Posseggo lo stampo per farle che è una pinza particolare, molto grande che finisce a forma rettangolare (circa 15x10 cm). L'impasto veniva messo all'interno di questo spazio, disegnato a forma di "cassettoni" tanto per intenderci quelli dei soffitti, e veniva poi chiuso e messo nel forno preventivamente preparato con le braci.

    Per quanto riguarda la "ricetta" se possiamo chiamarla così a quanto mi ricordo io si faceva con farina, latte e sale, quello che c'era in casa insomma.

    Il risultato era una via di mezzo tra una focaccia e una farinata. L'ultima volta che l'ho mangiata vediamo...35 anni fa?!

    La prossima volta che fai una cena a base di delicatesse bedoniesi ti impresto lo stampo così fai un figurone eheh

    ciao

  • anto

    27/08/2008

    per claudio: le "goffe" non son per caso le gauffres francesi-belghe?? (ce n'è una versione anche americana, le waffles, cambia lo stampo, ma la preparazione base è quasi la stessa...).
    mi ricordo di questo perchè la prima volta che son andata a Parigi le avevo assaggiate in un banco ambulante dal Trocadèrà e non me le scorderà mai!!! erano buonissime!!! (ogni volta che torno nella Ville Lumière son tentata di riassaggiarle...)
    con sopra lo zucchero ... una bontà!!!



  • claudio

    27/08/2008

    Anto, mi hai incuriosito e sono andato a vedere su mamma web (una volta c'era mamma Rai) e devo dire che in effetti lo stampo è molto simile. C'è una foto su Wiki ma se cerchi su google image ne trovi molte altre.

    Ora mi sorge un dubbio. Saranno davvero un prodotto tradizionale delle nostre parti? I miei nonni le hanno sempre fatte per Carnevale ma devo dire che sia mio bisnonno che suo padre hanno vissuto in Francia. Non avranno mica portato a casa lo stampo?... Mah

    Ah Esvaso ho chiesto come chiamavano lo stampo. Beh Stampu eheh.

    Ultima cosa per Esvaso...ci mettiamo un po' di buona lena e diamo la possibilità di postare almeno una foto a questi poveri adepti?

  • trovata anche una ricetta per le gouffre (goffe)

    27/08/2008

    A questo punto sono loro.

    La ricetta è un po' più elaborata di come me la ricordo io ma sapete dalle nostre parti magari si faceva con più parsimonia.

    ricetta:
    Gauffre Traditionelles

    Ingredienti per circa 12/14 pezzi

    400 gr farina
    330 gr latte
    100 gr burro
    75 gr zucchero
    2 uova
    un pizzico di sale
    1 bustina lievito in polvere per dolci

    Fondere il burro e lasciarlo raffreddare.
    Sbattere con una frusta le 2 uova con il latte, poi aggiungere gradualmente lo zucchero, la farina, il lievito, il pizzico di sale e infine lo zucchero. Per ultimo il burro. Cuocere brevemente risultano (rigide, non molli) con lo stampo apposito rettangolare e farcire a piacere.

  • tatagi

    31/08/2008

    ma siete niente poco formidabili! anch'io ho cercato e devono essere buonissime queste " goffe ". vorrei suggerirvi un'idea proporre la riproduzione dell'utensile , e perche' no alla festa del cioccolato vendere le goffe farcite,oppure in estate farcite con frutti di bosco e panna. Sarebbe un'idea di Bedonia anche se si cucinano in altre parti del mondo.....Dai!.....via con la fantasia!!!

  • helen

    24/09/2008

    dopo aver visto l'immagine delle goffe nel bar a Piacenza,
    nella gelateria di Parma ho scoperto il nome ufficiale delle goffe: WAFFEL!!
    sono proprio loro!!

  • anto

    21/10/2008

    Un pà come succede a Napoli con San Gennaro, o come ad Arcore per i capelli di Berlusconi ... un'altro miracolo si è compiuto pochi giorni or sono!
    Dopo specifiche richieste è apparsa su una traboccante tavola autunnale la sublime "pessè" della deliziosa Mina! ci dispiace per gli amici assenti e per coloro che non ne hanno ancora apprezzato la bontà, ma un elogio alla cuoca deve essere fatto. un grazie a nome di tutti i commensali!!

  • ergastolano

    24/10/2008

    un idea per la cena alla bedoniese.

    .. La vigilia di Natale era tradizione - nelle famiglie povere e contadine - di preparare le tagliatelle di farina di castagne condite con la ricotta fresca.
    Non ho ancora trovato un vino che si possa accompagnare con tale prelibatezza.

    Non si mangiava altro.

    Poi il giorno dopo..era Natale...
    Anolini di stracotto di manzo in brodo di terza
    Lessati - prodotto finale del brodo di terza- con salsa rossa e salsa verde.
    Una specie di salame di spinaci e erbe cotto nel brodo e cucito con una tela di stoffa.
    Arrosto di pollo con patate al forno
    Spongata fatta in casa.

    ..era una gioia di colori e sorrisi.



 

Commenta

Accetto Non accetto
Scrivi la somma e invia: 15 + 3 =
Resta aggiornato


Cancellazione POST

Se desideri cancellare e gestire i tuoi post clicca qui ed accedi alla tua area riservata.
Se non utilizzi piu' la mail con cui hai scritto il post che vuoi eliminare contattaci e cercheremo di aiutarti: esvaso@gmail.com