post commenti
  • Tu chiamale se vuoi emozioni

    Ci siamo persi di vista per circa quarant'anni, in sostanza da un'eternità.
    Con la mia 'tata' ci passai i primi quattro anni della mia vita. Era la fine degli anni sessanta, praticamente un anno luce fa. In seguito seppi che andò via da Bedonia, si trasferì in un paese 'lontanissimo', a Borgotaro, ma nonostante fossero solo tredici chilometri a separarci non ci siamo più incontrati. In compenso non l'ho mai dimenticata. Di lei non ricordavo un viso o un corpo, ero talmente piccolo, ma il suo affetto, le carezze e le sue attenzioni le avevo, le ho ancora ben chiare, forse è per questo motivo che non ho mai smesso di chiedere di lei, volevo rivederla, anche solo per un ciao, per guardarci nuovamente in faccia, oggi, dopo quarant'anni, da adulti.
    Lo scorso dicembre sono poi riuscito ad incontrarla. Ormai sapevo dove abitava, me l'avevano persino indicata per la strada. La verità è che la prima volta che ho incrociato Giuseppina non avuto nemmeno il coraggio di dirle chi sono, ho tirato dritto, il cuore batteva troppo per parlare. Poi qualche giorno prima di Natale sono andato a comprare un vaso di fiori e ho suonato al suo campanello il resto lo si può immaginare.
    Da allora, ad ogni incontro, non c'è volta che non ci fermiamo a fare due chiacchiere, a scambiarci un sorriso, a dirci 'come và?', quando invece è sul balcone e mi vede passare mi chiama, mi saluta e poi mi 'tira' un bacio. Ieri è venuta a trovarmi in ufficio, sempre con quel suo stesso atteggiamento, delizioso, oggi come allora, proprio come se il tempo fosse un'ipotesi, e mi ha detto: 'ciao ninì, ho un regalo per te, guarda cos'ho trovato'.

10 Commenti

  • NDM

    17/11/2008

    Un incontro delizioso direi! Pensare che anch'io avevo perso ogni contatto con amici che non vedevo da 20 anni e li ho ritrovati in questi giorni su facebook! dunque chi "ritrova" un amico...

  • vita

    17/11/2008

    Che storia dolcissima...:-)

  • Vale

    17/11/2008

    le storie favoleggianti manifestano la profondità d'anima dell'uomo o la paura di perdersi, qusta è una bella favola a lieto fine, con nessun lupo mannaro insomma.

  • lulù

    17/11/2008

    vivere in una favola direbbe vasco

  • Peonia

    18/11/2008

    che bella storia...

  • FR

    19/11/2008

    Sono tutte balle!!!!...GG vi sta prendendo in giro!!! Lui la tata non l'ha mai vista!! Ma non lo vedete che per essere cresciuto cosi' tanto e velocemente deve essere per forza scappato di casa appena nato???!!!???

  • ciaosonorita

    19/11/2008

    ...cosa ti aveva portato?
    a parte la curiosità, leggere questo post mi ha letteralmene commossa... Dalle un bacio dal blog e dille che un po' le vogliamo bene anche noi.

  • tatagi

    20/11/2008

    io non so' se è vero cio' che racconta FR,ma certamente EVASO ha grande comunicativa.Sa sciogliere i cuori e e far vibrare l'anima come una corda di violino!Grazie per inviarci sempre dolci pensieri e descrizioni degne di grandi scrittori.

  • Annalisa

    20/11/2008

    Esistono delle persone, che passano nella nostra vita brevemente, in punta di piedi, tanto che, spesso, non ricordiamo bene nemmeno il loro volto o la loro figura...Eppure, di loro, resta in noi qualcosa di più di un'immagine: una sensazione di calore, un odore, un gesto, un insieme vago ma appagante.
    E' cià che i sensi e il cuore hanno registrato tempo fa, e si portano dietro, nella loro inspiegabile memoria, all' improvviso, e al bisogno...

  • butterfly green

    27/12/2008

    ...ti ha portato o una foto o la tua cuffietta di quando eri piccolo, l'orsacchiotto non puà essere, so per certo che lo custodisci (bellissima parola n.d.r.) gelosamente sotto il letto...

 

Commenta

Accetto Non accetto
Scrivi la somma e invia: 1 + 2 =
Resta aggiornato


Cancellazione POST

Se desideri cancellare e gestire i tuoi post clicca qui ed accedi alla tua area riservata.
Se non utilizzi piu' la mail con cui hai scritto il post che vuoi eliminare contattaci e cercheremo di aiutarti: esvaso@gmail.com