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  • Bertorella by Night

    Domenica pomeriggio, come al solito, sono passato nella cantina di mio fratello. Ci passo perché so di trovarlo. E' un momento che dedica all’attenta consultazione di documenti storici: stufa accesa, lente in mano e in tutta tranquillità.
    Apro la porta… cinquanta gradi, profumo di bucce d'arancio abbrustolite e un ammasso di fogli sul tavolo. Questa volta si trattava di uno scambio epistolare tra due importanti mercanti genovesi, risalente alla metà dell’ottocento, ma a dispetto suo ho dirottato la mia attenzione verso l’armadietto delle cianfrusaglie, proprio quello che tende a non aprire mai.

    Là dentro, tra altre lettere, cartoline, tessere, stipule, certificati, depositi e gingilli dall’uso ormai incomprensibile, tutto rigorosamente datato e appartenente al passato bedoniese, sbucava un album di fotografie mai notato prima.
    Tra queste ne ho trovate alcune che mi hanno veramente meravigliato. Prontamente ho estratto quelle riguardanti due feste in costume avvenute a Bertorella nei mesi di settembre e novembre del 1967, entrambe organizzate in casa di Arturo Curà.

    Ho deciso di condividerle perché tra i partecipanti spiccano tantissimi volti famigliari bedoniesi, un vero tonfo nel mare dei ricordi, anche se i particolari di quelle serate non tocca certo a me raccontarveli, io avevo solo due anni.

22 Commenti

  • Claudio Agazzi

    19/01/2011

    Insomma... uno SPETTACOLO.
    E' un po' che mi balena l'idea ma dopo aver visto queste foto... Cosa ne pensi Gigi di creare un angolo sul tuo forum o qui dove si possano condividere queste immagini... Dove ognuno con un po' di buona volontà tira fuori le vecchie foto e le condivide qui? magari descrivendo i personaggi e i luoghi?

    Boh non so... è un'idea... ma a me piacerebbe.

  • Gian Carlo

    19/01/2011

    ...se trovo le foto della prima festa organizzata in agosto.... un agosto in maschera... forse il primo in assoluto.... fu una cosa divertentissma... avevamo fatto un'enorme "ramina" di vino rosso, bianco, cognac e gin, ghiaccio e frutta varia... limoni... pompelmi... pesche... e miele... e fermavamo le macchina per offrirla... con un mestolo enorme... dove si beveva diretttamente... senza bicchiere... c'erano Managgia, due ragazze di Chiavari in villeggiatura, Jacopazzi (il famoso), Marco Bruschi, Franco Becchi e io... una festa che durò tutta la notte... fino all'alba... eravamo andati così mascherati a Bedonia (Mellini, allora c'era Previti e l'Equipe 84... ti dirò chi erano) e poi a BorgoTaro suscitando clamore e scandalo.... c'era la Ninni Sozzi in minigonna.... e noi tutti mascherati da Hippy... i famosi figli dei fiori... mi pare di ricordare che avevamo solo tre dischi.... Massachusset dei Bee Gees o Beach Boy?.... White shade of pale dei Procul Harum... San franciscan night degli Animals.... li abbiamo consumati.... c'era anche Andrea Marcenaro... vestito da giocatore di Baseball... poi la Regina del pagliaio... tutta sciantosa e un ragazzo di bologna suo parente che faceva Ramon Navarro.... io ero in pantaloni corti bianchi.... un panciotto a fiori, giallo, verde e arancione e cravattino... la camicia l'avevo persa a poker... che serata splendida.... le foto si riferiscono alle due feste successive organizzate sull'onda del successo e del divertimento della prima grande festa....
    a presto con altri ricordi e piacevolezze amene
    Gian Carlo

  • Ruggero

    19/01/2011

    Per i due protagonisti della foto in primo piano si preannunciano tempi durissimi alle prossime cene conviviali!! Sono sempre al centro dell'attenzione con i loro racconti di questa fantomatica "disco-baracca" in legno in Costalissera... ora rimarrano al centro delle discussioni ma su altri argomenti ovvero le loro passate e pittoresche carnevalate!!
    Mamma che lavoro questi vestiti davvero teatrali!!

    PS: entrambi avevano delle orecchiette niente male, forse per non farsi scappare ogni genere di suono che proveniva dal famoso giradischi!!

  • Esvaso

    19/01/2011

    Bravo Gian Carlo... hai reso l'idea, adesso aspettiamo i tuoi "soci" perchè ho l'impressione che ci sarà dell'altro da raccontare.

    X Claudio: quello che tu suggerisci è già previsto di poterlo fare nel sitio dedicato alla memoria storica di Bedonia ( www.43041.it ), già in costruzione, Steve si deve solo decidere a pubblicarlo...

  • Remo Ponzini

    19/01/2011

    Questo sito sta sempre più assumendo la dimensione di un casellario dei ricordi; un gigantesco e filantropico archivio dove vengono riposte e tutelate le rimembranze dei nostri antichi e roboanti trascorsi. Ed in questo esilarante revival un posto d'onore andava giustamente assegnato alle feste in costume organizzate dalla fervida, fantasiosa ed illuminata mente dell'illustre maestro Arturo Curà da Bertorella.

    Era il 1967. La mentalità popolare era ancora intrisa e pervasa da un becero bigottismo e da un provincialismo di vecchio stampo. Ma noi giovincelli impudenti scalpitavamo frementi e tumultuosi; eravamo pervasi dal desiderio di escogitare svaghi originali ed innovativi.
    Le classiche balere di quei tempi, che imperavano in tutta la vallata al ritmo di valzer e mazurche, non ci appagavano più. I Beatles avevano conquistato il mondo intero e i complessi musicali nascevano e si moltiplicavano come funghi.

    Ed un bel di, nei nostri cicalecci quotidiani, appoggiati alla ringhiera di fronte al bar Mellini sotto la sapiente regia del prode Arturo, si imbastirono le trame per allestire una festa in costume. Una fase progettuale che ci coinvolse con spassoso giubilo in un turbinio ricco di avvincenti prospettive festaiole. Gl abiti furono confezionati in economia ed il noto " regista" sopra citato dovette anche trasformarsi in costumista ed infine in arredatore... della taverna di casa sua in Bertorella.

    I partecipanti erano amici o amici di amici; non vi era alcuna distinzione di classe o di censo. Fu della partita anche il baldanzoso siculo Luciano Torregrossa che a quei tempi era stato confinato in " soggiorno obbligato " affinchè si distogliesse dagli intrecci mafiosi in cui sembra fosse aggrovigliato. Era di una rara simpatia e fu accettato con benevolenza e senza pregiudizio; era il nostro Mangano che anzichè fare lo stalliere fu locato a somministrare sangria armato di ...un mestolo.

    Le feste si protraevano sino a tarda notte in un tripudio di spensierata allegria e di sferzanti battute. I balli erano in prevalenza collettivi e ciò induceva alla giovialità ed all'esultanza. Il sarcasmo, l'ironia e le canzonature gioiose erano il condimento e la droga di quei tempi.
    Non mancarono le solite ciacole malevole ma vi assicuro che in quelle occasioni vi era solo della allegria un po'... scomposta ma nulla più.

    Un caro saluto a tutti.
    Remo

    P.S. Caro Ruggero, non ci hai fatto mancare le tue bordate assai facete. Allora le feste ce le confezionavamo con le nostre mani e con l'apporto di tutti.
    Avrai anche notato l'eleganza sopraffina del Billo ventenne. Un vero damerino compitissimo.

  • Ruggero

    19/01/2011

    In realta' caro Remo ho subito notato il tuo splendido vestito... non capisco bene se da principe o da menestrello, comunque sia e' confezionato con cura!
    Di certo si nota che avevano cercato di strozzarti con il nastro in plastica modello "lavori in corso" che si vede sulle strade!
    Ci sara' gia' stato anche in quegli anni preistorici presumo!
    Un bicchiere pieno a te resiste solo un secondo ed infatti manca meno di un terzo di "nettare degli dei" servito sicuramente dal "Conte" Carlo detto "Billo" che e' nelle retrovie!
    Confermo... mamma che roba che siete voi due... faccette un po bianche che fanno da preludio alla probabile corsa fuori dal locale per eliminare l'eccesso di alcolici ingeriti da entrambi!!
    Gia' le sento le tue solite frasi: " Noi ai nostri tempi ci divertivamo con poco, non come voi!! "....a me pare che vi divertite allo stesso modo!!

  • In'amiga

    19/01/2011

    Ooo ma che bella sopresa rivedere gli amici pievaschi: Marco Bruschi, Carlo Cavalli, Remo Ponzini, Pietro Galli con la povera moglie, Giancarlo Moglia e ovviamente Arturo Curà, la Ninì, Mercenaro e anche Luciano conosciuto come Siciliano.
    Un'emozione leggere anche i vostri racconti, per me nulla di nuovo ma sempre da gogliardici e spiritosi come un tempo.
    Ma chi l'ha detto che a invecchiare si diventa tristi? Anzi proprio non direi.

  • Remo Ponzini

    19/01/2011

    Caro Ruggero,
    ti dirò che quel nastro attortigliato era semplicemente una sciarpa d'epoca a ...strisce. Il costume non ricordo neppure dove l'avessi raccattato o chi me lo avesse confezionato.
    Principe o menestrello ??? Presumo principe ma non ne sono ben certo.
    E visto che non sono stato in grado di darti risposte esaurienti (..che non interessano a nessuno) farò una petizione al prode Arturo.
    Si interessava di tutto ed aveva un magazzino domestico in grado di vestire un esercito. Quelli che si mascheravano attingevano molto spesso a lui.

    Ovviamente in quelle feste si sbevacchiava; la sangria era molto di moda a quei tempi. Ero senz'altro su di giri ma ... non sono mai stato un santo.
    Avrai notato che non ti ho apostrofato con quelli frasi che tu hai citato.
    Dico solo che bisogna attingere alla fantasia ... se uno ce l'ha.
    Ciao

    Ciao In'amiga,
    mi piacerebbe sapere chi sei. Leggo spesso i tuoi arguti commenti e noto che conosci anche i bedoniesi d'epoca come il sottoscritto. Ribaltaci il tuo nome; ti prometto che non ti chiederò l'età.
    Un caro saluto.

  • Arturo Curà

    19/01/2011

    Come si fa a non partecipare a questo convivio balzando indietro di 44 anni in fila per sei col resto di due?
    Grazie, Gigi per questo improvviso Day After allegro!
    Devo ammettere che eravamo "avanti" almeno di 10 anni!
    Prima di tutto fu una "Festa" libera, controcorrente, aperta a chi era interessato e che poteva anche sfidare le sopportazioni magari anche un po' invidiose di chi si sarebbe vergognato di essere lì.
    Personaggi in costume in pieno agosto, uomini truccati, perfino un'antesignana delle attuali Escort, l'inarrivabile Edward formato "trans" che tutti rimpiangiamo. Uno spasso privo di ogni volgarità. Insomma un'anticipazione godereccia ma molto civile del '68.
    L'idea mi era venuta vedendo sui rotocalchi quella gran nottata delle Stelle, quelle vere non quelle finte di oggi, che aveva aperto con un Ballo in Maschera a Ca' Vendramin Calergi ( se ben ricordo ) la Mostra del Cinema di Venezia. C'era tutto il bel mondo di allora, da Elizabeth Taylor con Richard Burton alla Begum, a mezza Nobiltà internazionale. Un evento che fece epoca e riempì la stampa specializzata.
    "Perchè non mettiamo in piedi un Ballo in Maschera a casa nostra?" avevo detto al gruppo numeroso del Mellini che subito non vide l'ora di partecipare " Andiamo a casa mia fingendo di essere a Venezia!" L'entusiasmo che seguì sortì l'effetto persino magico di accendere una specie di set cinematografico dentro una casa di campagna. Che c'era di più originale? Il Canal Grande alla Bertorella!
    E allora tutti a cercare abiti, a saccheggiare soffitte e bauli, a inventarsi il personaggio, ad addobbare la Sala, a fornire il rinfresco che doveva durare tutta una notte, sangrilla in testa.
    Remo mi cita come costumista/regista tuttofare. In realtà avevo solo eseguito qualche intervento di trucco, niente più. Il resto l'aveva realizzato l'entusiasmo spontaneo per un divertimento nuovo e fuori schema, proprio quello che i ventenni di allora pretendevano da una società assonnata, ancora in bilico fra la tradizione soporifera e la libera gioia dei Figli dei fiori.
    Qualcuno gridò all' "orgia" ma ce ne facemmo un baffo, visto che oltretutto allora i baffoni andavano per la maggiore, poichè nello svolgimento di quella notte allegra, giovane e innocente si pensò solo al divertimento di sentirci "altri" dentro un gioco che oscillava tra il teatro d'avanguardia ( allora seguivamo con interesse il "Living Theatre" che aveva ribaltato tutto nelle piazze di mezza Europa...) e le magie visionarie de "La dolce vita" e di "Otto e mezzo" con l'apporto sonoro delle canzoni americane sulla scia dei Beatles: Procol Harum, i Whoo, i Pharaons.
    Ah, l'America com'era lontana e come la sentivamo vicina!
    Un bel sogno e un certo orgoglio di aver partecipato con vivacità a quel periodo che non era bello solo perchè avevamo vent'anni, ma era bello perchè pieno di speranze per un mondo finalmente uguale.
    Poi le cose cambiarono ma non è il caso di ricordarle. Ci basta ed avanza il grigiore disperante che abbiamo intorno.

  • Cri

    20/01/2011

    Quanta invidia mi fate!!!!!!
    Io sono classe 1984, quindi finita in una generazione svogliata, senza energie, senza fantasia... quei 2 sogni o idee che abbiamo vengono polverizzati dalla società, dalla televisione (alquanto squallida), dall' individualismo costante di tutti per tutto!!!! nessuno a piu voglia di divertirsi con poco... mi dispiace ammettere di far parte anch'io di questo gregge... tutti di corsa, tutti con mille cose da fare e poi alla fine senza concludere mai niente!!!!si parla con facebook e si fa sport con la wii.... non sappiamo piu stare insieme!!!!!
    Caro Arturo, voi eravate avanti ma non solo 10 anni, bensi 44 come i gatti in fila per 6 col resto di 2!!!!!! ora si esce solo per locali IN, ci si veste tutti uguali, si spende il piu possibile per essere piu furbi.... che amarezza!!!!!!
    questi post di Esvaso sono linfa, veramente fate nostalgia!!!!

  • Marco Biasotti

    20/01/2011

    che dire...... fantastico!

  • Arturo Curà

    20/01/2011

    Carissima CRI che non conosco,
    non ti dovresti abbattere in questo modo. A volte basta una piccola idea condivisa per innestare una marcia tanto semplice quanto rivoluzionaria. Se posso esprimere una riflessione sulla tua generazione, devo dire che vi manca il senso della Rivoluzione che non significa agitare i bastoni e mettere le bombe.
    La Rivoluzione di allora era solo la volontà di sentirsi diversi da chi seguiva una stanca routine quotidiana e bastava indossare un paio di calzoni a fiori per sentirsi realizzati.
    Per carità, non erano i calzoni a fiori o i capelli sulle spalle a creare il miracolo ( infatti i Figli dei Fiori furono solo una meteora ) perchè i miracoli, salvo rari casi, non esistono.
    La gioventù di per sè è un Miracolo ma i ragazzi devono saperlo e comportarsi di conseguenza....
    .... e il predicozzo potrebbe continuare all'infinito.
    Ti auguro di trovare il coraggio di differenziarti dall'appiattimento che sta soffocando la tua generazione cominciando ad essere curiosa, a sorvolare sulle cose inutili e a studiare quelle utili e belle che, guardandoci in giro, ci sono. Basta cercarle con passione.
    Ciao.

  • Michela

    24/01/2011

    Gigi le foto qui pubblicate sono stupende, aiutano noi giovani ad imparare in parte la storia di questo bellissimo paese e a conoscere un po' meglio le persone che hanno contribuito col tempo a renderlo tale.
    Grazie x' hai sempre delle bellissime idee e x' rendi tutti noi partecipi di momenti cosi belli; che x attimi ci allietano visitando questo sito e ci fanno sorridere.
    Grazie di cuore, spero di vederne tante altre ancora..

  • gian carlo gianka

    25/01/2011

    si è vero... ora ricordo l'idea nacque nel commentare la festa fatta a Venezia in Ca' Vendramin e non Ca' Rampana... sic... al grido e "nietri chi semma"...
    partimmo con il Franco Becchi, il Domingo, Sergio e Andrea a propagandare l'idea e a trovare adesione e costumi.... come al solito fu più bella la vigilia e il fervore che la festa....c he fu veramente notevole per la sua originalità e l'innovazione...
    erano tempi diversi da ora.... tava poco per divertirsi, tutto era rivoluzionario.. la musica... l'abbigliamento e i colori. il cinema e la letteratura.... ma tutto senza violenza e cattiveria.... si viveva così alla giornata...
    ti ricordi Arturo quando per pubblicizzare la serata danzante a Las Vegas andavamo nei vari paesini con chitarra, cornetta e trombette a cantare e a far ridere?
    la grande festa della Befano con i Corvi?... e il battage pubblicitario? corteo di macchine in giro per la vallate con musica dei Beatles che usciva a pieno volume dagli amplificatori sul tetto della tua auovettura? e il Managgia che si stampò contro la biglietteria della Stazione FFSS di Borgo Taro? e quel ragazzo canadese con autovettura mastodontica che si era accodato a noi??? mai più visto.
    ... quando ho tempo e fortuna cercherò le vecchie foto di allora...e poi vivremo di ricordi?... è un'operazione saggia?...mah...a presto....noi avevamo un avvenire..allora...oggi?.... i giovani di oggi?....

  • John Sabini N.Y.

    25/01/2011

    Cara, Caro, CRI. Non so chi sei.
    Ho letto il tuo comento sopra e mi ha commosso molto. Il tuo comento è profondo, e questo ti distingue già come una persona speciale.
    Il problema della società, non solo oggi, è che noi sentiamo il bisogno di conformarsi con la vita sociale, di fare come fanno gli altri, di essere acettati, ma ognuno di noi ha le proprie inspirazioni. Quella spiritualita che attraverso la nostra divinità troviamo tutte le forze per seguire e arrivare a quello che il tuo cuore vuole essere.
    L'altro problema è, a volte, che ci spaventiamo delle nostre inspirazioni, della nostra divinità perchè è contrario alla vita sociale. Cosa diranno gli altri se seguo le mie inspirazioni???
    Siamo tutti dei geni, TUTTI, e solamente la vita di tutti i giorni che ci digenia...
    E' stato scritto che la società ama quei vivi che si conformano, e ama quei morti che non si sono conformati.
    Ce molta grandezza in te. Credi in quello che e nel tuo cuore, e con passione potrai realizarlo...
    SE CREDI CON PASSIONE IN QUELLO CHE NON ESISTE LO CREI, QUELLO CHE NON ESISTE NON E STATO SUFICENTEMENTE DESIDERATO...
    Non lasciarti abbattere. Non negare le tue inspirazioni, non negare la tua divinità. Negando questo nega la fiducia che DIO ha messo in te. Dove sarebbe St. Francesco se avesse ascoltato la gente e anche i suoi genitori??? Oggi non sarebbe il patrono D'Italia.
    Credi in te stesso, ringrazi e inviti DIO nella tua vita tutti i giorni e se lo fai con il cuore troverai che un giorno anche il dolore diventa una benedizione...

    Con amore John Sabini N.Y. - NUMA_P@HOTMAIL.COM

    PS Scusi il mio Italiano.

  • Remo Ponzini

    25/01/2011

    Ho trovato molto intrigante e coinvolgente il dialogo di Cristina e di Arturo. Una ragazzina ancora imberbe da un lato ed un acculturato nonchè ..vetusto artista dall'altra. Un solidale connubio che, anzichè coniugare le scontate contrapposizioni generazionali, cerca e trova l'anello di congiunzione; l'approccio ed il suggerimento incoraggiante.
    Un contatto prudente, imbastito con garbata compostezza, assecondando anzichè dissentendo, che supera anche le barriere latenti; quelle che non si vedono.

    Mi ha piacevolmente stupito anche l'entusiasmo irrefrenabile e tumultuoso di Giancarlo. E' riuscito ad arricchire i miei ricordi con particolari che avevo ormai riposto nel dimenticatoio.
    Caro Giancarlo, hai riesumato la nota Epifania con il complesso dei Corvi al cinema Orfeo. Fu un successo sbalorditivo ma con una ressa così infernale che ci impedì di goderla appieno.

    Un pensierino anche per Michela che non conosco ma la cui scrittura mi fa ritenere che sia giovanissima. Parimenti a Cristina mi ha colpito per il suo fresco entusiasmo e la sua innata ed istintiva curiosità nel voler conoscere e comprendere quello che accadeva ai tempi dei genitori e dei nonni.
    Credetemi entrambe che è molto raro vedere dei giovani così interessati agli accadimenti del passato. Solitamente veniamo considerati come della ferraglia cigolosa da accantonare. Ecco perchè il vostro fervore conoscitivo mi ha così piacevolmente colpito. Ciò vi fa onore e ci rallegra.

    Ed infine la sorpresa delle sorprese. Il signor John Sabini che ci segue dalla lontana america; dalla città più nota del mondo ... ovvero: NEW YORK.
    Penso che tutti, di primo acchito, si siano meravigliati e stupiti ma il suo cognome ci fa pensare che Lei sia un originario di Borgotaro.
    Spero che abbia la compiacenza di farci un resoconto dei suoi trascorsi per appagare la nostra curiosità. Non abbia alcun timore per il suo italiano; il suo stile è comprensibilissimo e ricco di contenuti.

    Un cordiale saluto a tutti.

  • Michela

    26/01/2011

    Grazie Remo, io non sono più giovanissima come la Cri, ma trovo veramente divertente vedere come riuscivate a divertirvi con una semplice serata in amicizia, le vostra allegria ed il vostro entusiasmo trapela da queste immagini, magari anche la mia generazione fosse in grado di trasmettere queste emozioni ai giovanissimi di oggi, purtroppo con tanta amarezza dico che non ne siamo capaci.
    Credimi, guardo e riguardo le vostre foto con invidia e un pizzico di gelosia.. eravate felici con poco, cosa darei x' fossimo alla vostra altezza.
    Mi auguro di tutto cuore che vogliate renderci partecipi mostrando altre foto di eventi a voi cari su questo blog.
    Vi ringrazio sin da ora Michela

  • NDM

    26/01/2011

    Vedere queste foto e leggere questi righe per me sono un vero toccasana. Mi riportano ai miei anni ancora da sbarbatello, quando con i pochi amici (a volte coinvolgendo altri nelle vicinanze) ci riprendevamo con la telecamera, simulando i polizieschi americani, armati di pistola (comprato "inti banchi" alla Madonna di San Marco) e tanta voglia di divertirtici, anche noi con poco.

    Vorrei però portare l'attenzione su un altro particolare che traspare dai vari interventi, dato per scontato che i partecipanti/lettori di questo blog abbiano qualcosa in comune, mi fa pensare che nonostante tanta tecnologia che ci porta ad essere in apparenza sempre più individualisti e chiusi nel nostro silenzio (rotto dal tichettìo delle dita sulla tastiera).
    L'uomo - come diceva Aristotele "Anthropos zoon politicon": l'uomo è un animale sociale. Rimane quindi in noi quella necessità, nonostante sia cambiato il mezzo di comunicare, di uno scambio desideri e vissuti. Quasi un grido disperato del giovane che chiede gli strumenti giusti e il desiderio del "grande" di capire il giovane.
    E' qui dove monitor, mouse e tastiera ci avvicinano invogliando il lettore a dire la sua e far parte di una "community" o "social network" come si dice oggi. Un contesto insomma che ci permette di ritrovarci riuniti in un salotto virtuale che nella vita reale non avrebbe avuto luogo.

    Mi aggiungo quindi ai tanti: "Bravo e... grazie GG."

  • Remo Ponzini

    26/01/2011

    Cara Michela,
    dicono che una caramella tira l'altra e questa regola vale anche per questo encomiabile sito dove un post ne genera altri coinvolgendoci in un simpatico e duttile turbinio . La partecipazione attiva provoca questi piacevoli agganci, questi limpidi legami che, seppur virtuali, ci arricchiscono, che inducono al dialogo fattivo, alla relazione costruttiva fatta di aggregazione, di conoscenze e di emozioni.

    Non è facile fare comparazioni fra opposte generazioni. Ognuna ha la sua storia da raccontare, ha i tempi scanditi dalla evoluzione della società, ha le sue convinzioni spesso anacronistiche e quindi contrapposte. Assistiamo frequentemente sia ad atteggiamenti onniscienti dei genitori che a quelli sprezzanti dei figli. Ne sortiscono situazioni di accumulo di incomprensioni e di frustrazioni che spesso portano a fratture di difficile composizione.
    Io penso che sia necessario riacquisire la capacità di saper ascoltare; un vero caposaldo da cui ripartire.

    Cara Michela, mi sto rendendo conto che mi sono addentrato in un ragionamento eccessivamente cupo. Eppure con la Cristina ci avete fornito un esempio di rara capacità di armonia e di sintonia. Mi avete dato l'impressione di saper scorgere e recepire gli humus vitali anche da semplici foto festose.
    Non servono cose mirabolanti o stranezze smaccate. A volte può bastare anche un po' di fantasia, un po' di fervore intellettivo; magari traendo lo spunto da accadimenti arguti e perspicaci. Il maestro Arturo indicava di uscire dall'appiattimento e di stimolare la curiosità; mi sembra un ottimo suggerimento.

    Non so quando Gigi ci mostrerà altre foto. Ma so che nella sua faretra conserva sempre delle frecce acuminate pronte all'uso. Ci sorprenderà.

    A presto. Ciao.

  • Barbara Cavalli

    26/01/2011

    Questo blog continua a riservarmi infinite e inaspettate sorprese!
    Queste foto credo di non averle mai viste e non mancherò di chiedere dettagli sulle persone in esse ritratte. Infatti non conosco tanti di loro o non li riconosco, a parte il volto vispo e furbetto del nostro Remo e, naturalmente, mio papà.
    Come mi hanno interessato le foto, altrettanto hanno fatto i commenti di coloro che, attraverso parole così ricche di particolari raccontati con tanto fervore e anche un pizzico di nostalgia, mi hanno trasportato in un mondo davvero eccezionale, costituito da poche e semplici cose, ma ricco di entusiasmo, inventiva, passione e genuinità. Ingredienti questi che hanno contraddistinto un' epoca che purtroppo noi giovani non abbiamo vissuto, ma che possiamo rivivere grazie a coloro che, attraverso una foto ed un ricordo, vogliono farci conoscere ciò che è stata la loro vita e la loro gioventù.
    Grazie davvero a tutti voi e mi raccomando di non perdere l'abitudine di raccontare, raccontare, raccontare...
    Un caro saluto

  • Cri

    27/01/2011

    Grazie Remo, ma soprattutto grazie Michela, mi hai tolto le parole dalla tastiera... attraverso questi scambi epistolari mi sembra quasi di conoscervii!!!! grazie a chi ha citato la musica, da vera appassionata sono andata ad ascoltare tutti i pezzi menzionati!!!!!!!!!!!!!!!
    ho avuto anche il piacere di conoscere Arturo e di parlare con lui di persona, proprio di queste feste!!!!!
    Esvaso è un modo per scambiarsi idee nel presente senza dimenticare il passato e magari confortarsi su un futuro che non si affaccia troppo roseo... ma l' unione fa la forza no?
    mi siete tutti simpatici, soprattutto quando si parla di Cri Giovanissima,ma ho 27 anni anch'io......
    grazie Esvaso.
    attendo nuovi post anni 70!!!!!!

  • Remo Ponzini

    27/01/2011

    Cara Barbara,
    mancava proprio il tuo commento per completare l'affresco rievocativo di questo blog . Non potevi sottrarti a questa celebrazione che tra l'altro vedeva tra i protagonisti papà Carlo (il Billo per gli amici) allora baldanzoso ventenne. Troneggiava per la sua altezza che gli permetteva di guardarci dall'alto in basso con un certo sussiego. Avrebbe potuto intraprendere una attività sportiva (basket o volley) se avesse avuto la possibilità di essere seguito nella fase adolescenziale. Come ben sai le foto mostrate provengono proprio dal suo sterminato archivio; ne approfitterò per farmene stampare una copia dal Luigiotto Battoglia.
    Un plauso a te, a Cristina ed a Michela per la vostra partecipazione attiva. La vostra fresca esuberanza contribuisce a vitalizzare ed a trasmettere calore a questo luogo d'incontro. Sapete scrivere con proprietà di linguaggio e questo vi fa onore ma al contempo noto una preoccupante assenza di ragazzi giovani che potrebbero interagire sopratutto con Voi.
    Le donne sono sempre vincenti... ahime!!!.
    D'altronde il mio unico figlio di 37 anni penso che non sia mai entrato in Forumvaltaro e/o Esvaso. Provai ad incuriosirlo ma fallii; oltretutto non sente l'attaccamento per il natio paesello e questo mi duole assai.

    Cara Cristina,
    mi ha fatto piacere che tu abbia conosciuto personalmente il maestro Curà. Io devo molto a questo colto ragazzo. Fu lui che mi fece apprezzare la musica classica quando eravamo ventenni. Iniziai con la musica da camera ed esattamente con i notturni di Chopin che amo ancora moltissimo.
    Ho attinto al suo bagaglio culturale che spaziava in ogni campo dello scibile.
    E mentre sto ticchettando sulla tastiera mi giungono in cuffia le splendide note della rapsodia ungherese di Listz. Non conosco le tue preferenze musicali ma se sei interessata vedi di seguire il mio percorso.
    Hai solo 27 anni; una vita intera tutta da vivere.

 

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