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  • Leggendo la risposta di Diego Rossi

    Era circa l’una di notte quando mi è arrivata la notifica che Diego Rossi aveva postato un nuovo argomento su Twitter, in altre parole aveva reso pubblica la sua posizione in merito alle energie rinnovabili, tema molto discusso in questo periodo poiché riguarda anche la scelta sulla famigerata centrale a turbogas di Borgotaro.
    Nonostante l’ora tarda ho letto il lungo testo. La prima impressione è stata quella di un “nì” e fondamentalmente, dopo averlo riletto, la rimane anche oggi, anche perché una posizione netta non la riesco a scorgere, pur intravedendo un parere favorevole al progetto di costruzione.
    Un altro dei punti toccati, a mio giudizio il primario, è la valutazione di indire un eventuale referendum tra la popolazione, scelta altamente democratica e lungimirante, e stabilire così, assieme, un parere favorevole o contrario alla realizzazione.
    Se realmente percorresse questa strada sarebbe veramente una grande scelta, anche perché, per la prima volta nella nostra vallata, si avrebbe chiaro il significato della parola “Sindaco”, ovvero: forma giuridica, eletta da una comunità, che rappresenta tutti i cittadini.
 Sono certo che se Diego Rossi prendesse il via da questo semplice ma logico concetto, partirebbe con il piede giusto.
    Ad ogni buon conto, sempre da ieri sera, ha preso il via il suo nuovo blog, altra scelta condivisibile e pluralista, quindi, per chi volesse continuare a seguire l’evoluzione di suoi concetti, scelte o riflessioni, ora lo può fare.

7 Commenti

  • BloB

    01/03/2011

    Ho letto il blog e non vedo posizioni nette e chiare!!!! Molte belle parole quelle sì. Aspettiamo il programma elettorale per tirare le somme!!!!
    ciao a tutti da Mr. BloB

  • Fausto

    01/03/2011

    ??? io ho letto tutto e riletto tutto. E non c'è alcun tipo di risposta. Soprattutto alla luce del fatto che tale referendum sarabbe stato necessario prima di stipulare un preliminare e non dopo.
    Tra l'altro il giorno che Diego era in via Nazionale c'erano anche i raccoglitori di firme anti centrale, pertanto vorrei capire se l'unico referendum valido è quello fatto dal PD oppure se tra le firme anti centrale c'era anche la sua. Inoltre resto sempre del parere che non capisco perchè il PD abbia bisogno di un referendum? Significa che per loro va fatto ma se vedono dal referendum che alla gente proprio non va giù allora si adegueranno. Per quanto mi riguarda personalmente la mia posizione si allinea con quella del PDL e della LEGA. NO ALLA CENTRALE PERCHÈ IN UN CONTESTO COME IL NOSTRO NON HA SENSO.
    Diego nel suo blog deve spiegare perchè per lui ha senso, perchè ha avallato il preliminare, perchè ha bisogno di un referendum per capire che la gente non la vuole. Il resto sono giri di parole. In questo argomento VOGLIO, PRETENDO ED ESIGO chiarezza.
    Pertanto invito Gigi a specificarmi il passaggio che ho saltato in cui Diego afferma che è contrario alla realizzazione di sto affare (perchè mi sembra che tu stesso abbia sollevato il problema perchè contrario, salvo ora accontentarti di un BAH, VEDREMO, MAGARI FAREMO UN REFERENDUM).
    Da Diego, proprio perchè ne ho grande stima, mi aspetto una presa di posizione netta, dopo di che se sarà eletto, perchè e bravo ecc... ecc... e deciderà di portare avanti sta roba... spero solo che abbia ragione lui. Non lo spero solo per me ma per tutte le generazioni a venire che dovranno BERSI (oltre che respirarsi) questa scelta senza poter più dire la propria.

  • Elena

    01/03/2011

    Concordo totalmente con quanto detto da Fausto . Penso che in una problematica così importante sia necessaria una presa di posizione netta e decisa, i cittadini almeno questa volta devono sapere come la pensano i loro amministratori.
    Diego Rossi è una persona giovane ed onesta e deve dimostrare che si può fare politica anche in modo diverso. Spero che i nostri amministratori comprendano l' errore che sarebbe costruire una centrale sul nostro territorio e grazie ad una politica più lungimirante ed un maggiore coinvolgimento dei cittadini abbia inizio un periodo di rinascita per il nostro bellissimo territorio.

  • Federico Rolleri

    02/03/2011

    Intervengo in quanto direttamente tirato in causa, in modo un po' inesatto.

    Innanzitutto, non è stato firmato alcun accordo preliminare.
    Poi, Diego Rossi si è dimostrato aperto al confronto e sono sicuro che le valutazioni che si è proposto di fare sulla Centrale terranno conto del parere dei cittadini. Per questo motivo, invito a partecipare al Convegno "Turbogas o nuove culture dell'energia?" (sabato 12 marzo, ore 16, Comunità Montana, Borgotaro), durante il quale si cercherà di intraprendere un percorso di partecipazione delle scelte sul merito della Centrale.

    Si veda l'articolo
    http://www.valtaronatura.it/turbogas-o-nuove-culture-dellenergia/

    Ho contribuito attivamente alla raccolta firme (...e basta con le strumentalizzazioni da parte dei gruppi di opposizione) perché ritengo, e come me gli appartenenti al Laboratorio di partecipazione Energie Locali, che un progetto come la turbogas abbia più svantaggi che vantaggi: non porta sviluppo territoriale e sociale, non incentiva al risparmio energetico, è in contrasto con il carattere ambientale della valle e, viste l'importanza e la portata del progetto, ritengo dovrebbe essere discussa con la popolazione.

    La proposta parallela alla raccolta firme riguarda la pianificazione energetica partecipata, strumento utile a distribuire non solo la produzione di energia (generazione distribuita con la valorizzazione di risorse locali) ma anche i vantaggi del ricorso alle fonti rinnovabili (tariffe più basse per la cittadinanza, responsabilità diffusa nella produzione e nel consumo di energia, partecipazione dei cittadini alle scelte e alle decisioni su quali tecnologie utilizzare e dove installarle, attivazione di filiere produttive locali). Questa è la reale democrazia. Partecipata.

    Per il resto, il Referendum non risolve tutte le problematiche in campo, in quanto accanto al parere sulla turbogas si dovrebbe pensare a quale alternativa si vuole approdare: il Laboratorio di partecipazione Energie Locali propone un Tavolo di Lavoro al quale possano partecipare tutti i portatori di interesse (dalle Aziende ai Cittadini, passando per le Amministrazioni), in modo da avviare un confronto/discussione che si ponga l'obiettivo di approdare ad una scelta condivisa sul futuro energetico dell'alta valle.

    Con cortesia.
    Federico Rolleri

  • Ada Gentile

    02/03/2011

    Ciao!

    Secondo me dovresti proprio esserci. Solo facendosi vedere e sentire in tutta la propria sostanza gli amministratori, locali o nazionali che siano, possono toccare con mano l'umore dei cittadini. E' attraverso questa spinta dal basso che possiamo cambiare le cose. Inoltre, se resti a casa con le tue giuste convinzioni rischi di non metterle in circolazione, no?

    'Libertà è partecipazione' G.Gaber

    Ada

  • Antonio

    03/03/2011

    Io sono di sinistra e ho sempre votato prima per l'ulivo e poi per il pd , ad ogni modo se non si fà chiarezza sulla questione turbogas , anche se non mi piace, anche se il livello locale oltre che nazionale lo ritengo molto basso credo che voterò LEGA.

    Referendum, concertazioni ... sono tutte cazzate a mio avviso, il grosso problema di Diego è che per stare in piedi ha bisogno del supporto di coloro che nel suo partito hanno spinto per questa centrale, per cui se devo votare una marionetta preferisco allora votare l'altro schieramento che almeno si è dichiarato contrario.

    Spero che capisca l'errore che sta facendo a non dichiararsi contrario.

    Buona Notte Antonio

  • Gigi Cavalli

    14/03/2011

    L'articolo di Mauro Delgrosso, con alcuni interessanti spunti, come ad esempio quello sul pagamento della sala del convegno (proprietà Comunità Montana) e su quanto scaturito in termini scentifici...

    "Successo del convegno sulle energie"

    Un sabato culturale, ben diverso dal solito.
    Ad iniziare dall'accoglienza, nel palazzo della Comunità Montana: non il solo e tradizionale banchetto di registrazione, di distribuzione del materiale informativo, ma anche un bel cartello, in cima alle scale, in cui si chiedeva un contributo, per pagare i 150 euro che la Comunità Montana ha chiesto per l'affitto della sala. Più di uno, ha storto il naso. In molti, praticamente tutti, hanno trovato la cosa strana, la cifra un po' elevata. Si sono sentite voci di dissenso, per l'atteggiamento dell'ente. I più battaglieri hanno fatto paragoni con le recenti iniziative politiche, con le tante riunioni indette a vario titolo con varie entità, pubbliche e private; chiedendo se il trattamento economico sia stato lo stesso.

    In molti si sono fatti domande sull'opportunità di chiedere soldi per un'iniziativa dal sicuro interesse pubblico, portato avanti da volontari senza fine di lucro. Sicuramente, vista la bufera governativa che si é abbattuta sulle comunità montane, sarà un tema di cui si sentirà ancora parlare, anche per ragioni meramente contabili, in riferimento a certe spese del passato e di perequazione.

    Ma veniamo all'evento, ben strutturato nello svolgimento dei temi e autorevole nelle testimonianze, nelle possibili proposte; solo a volte, in pochi casi, poco attento nella regia, nel dare la parola agli interventi del "pubblico", a volte completamente inutili. Ci si sarebbe aspettata qualche domanda agli esperti, qualche approfondimento, invece qualcuno, in tardo pomeriggio, ha interpretato l'occasione come irrinunciabile pulpito oratorio elettorale, come ripetitiva dimostrazione oratoria di facili temi dal facile applauso. Gli interventi squisitamente politici, anche quelli obbligati come risposte a sollecitazioni fuori tema, potevano quindi essere risparmiati.

    Si é capito, subito, dalla relazione di Marco Cervino, ricercatore dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima di Bologna, che la proposta di costruire una centrale turbogas a Borgotaro é poco opportuna, poco sensata.

    Soprattutto, i rischi sono molti, le cautele da adottare tantissime. Sia per la tipologia di gas che si brucerebbe (non solo metano, ma una miscela di gas "naturali"), con produzione di polveri sottili, sia per l'emissione di ossidi di azoto, molto inquinanti e dannosi per la salute umana e per l'ecosistema. I sistemi di filtraggio, di sicurezza dovrebbero essere veramente tanti, sofisticati.

    La morfologia di valle chiusa, propria della Valtaro, porterebbe spesso ad una stagnazione dei fumi, soprattutto per il fenomeno dell'inversione termica. Non a caso, evidenziando delle mappe regionali ufficiali sulla qualità dell'aria, in tutto l'Appennino, ci sono solo due punti di massima allerta, in alcuni giorni di particolare situazione atmosferica: guarda caso, sono proprio collocati sopra a Borgotaro e a Bedonia, proprio dove operano due grossi e noti stabilimenti ceramici, dotati di forni a gas naturale.

    Aggiungere emissioni, ad una zona già ritenuta critica, sotto stretto monitoraggio, non sarebbe, a questo punto, particolarmente sensato.

    Anche a livello economico, la scelta di un combustibile importato dall'estero, in una zona di montagna, distante dalla produzione, dalla trasformazione, é poco accorto: si rischierebbe di seguire gli andamenti umorali e speculativi dei mercati internazionali, con evidenti conseguenze negative.

    Dopo il tecnico, lo scienziato, le testimonianze, di amministratori locali coraggiosi, innovatori. Mirko Reggiani, vice sindaco di Colorno, ha illustrato un modo, un metdo partecipato dai cittadini di prendere decisioni, di affrontare problemi. Alessio Ciacci, assessore all'ambiente di Capannori (Lucca) ha raccontato il suo percorso, definito all'origine come utopistico, ma poi rivelatosi corretto nei fatti, per arrivare, in un tempo ragionevole, con grandi risparmi ad una gestione comunale a "rifiuti zero". Gli interventi si sono chiusi con l'assessore (o imprenditore pubblico?) Maurizio Olivieri, il quale, con "soldi zero", usando fantasia e capacità, ha realizzato una serie di progetti energetici partecipati, tra cui un impianto fotovoltaico di grandi dimensioni, in una zona da bonificare, altamente degradata, che renderà autosufficiente, a livello energetico, nonché finanziariamente più solido, il comune di Montechiarugolo.

    Testimonianze chiare, temi trattati tecnicamente e non solo politicamente, metodi efficaci e concreti, buone prassi consolidate, da cui, dopo questo convegno pubblico, non sarà più tanto facile prescindere.

 

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