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  • Mario di Casagrassa

    Con Mario, classe 1944, mi sono imbattuto per caso. Ero lì per lavoro, a Casagrassa di Sidolo, una manciata di case nel comune di Bardi. Era l’unica persona a cui potevo chiedere informazioni, capii solo dopo qualche minuto che, ormai, in quel posto ci abitavano solo lui e la sorella.

    Era nell’orto e "mugugnava", stava raccogliendo le patate, e la prima cosa che mi ha detto "Un’intera annata buttata via", mostrandomi dei tuberi aggrediti da virosi, successivamente mi ha chiesto se avevo bisogno. Mentre mi dava le informazioni che desideravo mi ha invitato in casa per un caffè. Ha accettato di accendersi un sigaro e così l'abbiamo tagliato in due.
    E' stato questo il mio primo incontro con Mario Dallafiora.

    Entrando mi sono subito accorto della sua grande passione, quella di lavorare il legno. L’ingresso si presentava come una sorta di esposizione permanente, c’era un esemplare per ogni sua creazione, di “gingilli” come li chiama lui. Mostrandomeli ha anche cominciato a spiegarmi la sua passione e la sua storia. Il caffettiera lanciava già i primi soffi.
    L’arte di realizzare oggetti in legno e di intrecciare ceste l’ha eredita dal padre, le sue prime realizzazioni le ha fatte che non aveva neanche dieci anni, quando un tempo era una sorta di sostegno alla magra economia contadina. E’ negli anni 50 che ha iniziato a tagliare rami di Nocciolo e a intrecciarli con quelli di Salice, ed ora è rimasta l’unica persona nel territorio bardigiano a realizzarli.

    Mi ha anche raccontato quando i suoi genitori e il paese erano stati vittime dei rastrellamenti tedeschi nel 44; il momento in cui andò a Bolzano per il servizio militare "Artigliere da montagna, non semplice Alpino", presso la 77^ Batteria Tridentina; quando ha abbandonato Bardi per cercare lavoro in Svizzera, poi assunto per la costruenda centrale nucleare di Mühleberg, e il suo rientro in Italia dopo circa un decennio per continuare a fare il contadino.
    Ora si gode la meritata pensione nella "sua" tranquilla Casagrassa. Ancora adesso, ma solo per far passare il tempo nelle lunghe serate d’inverno, tira fuori i suoi arnesi ed inizia a scolpire pezzi di legno o ad attorcigliare rametti per esaudire le richieste dei suoi "clienti".

    Per chi fosse interessato realizza ancora oggi taglieri, rastrelli, batti-frumento, bastoni per andar per funghi, corbe, gerle e naturalmente “cavagni” d’ogni misura, potete anche andarlo a trovare, gli farete senza dubbio piacere, mi raccomando però a non mettergli fretta, potrebbe anche "non evadere l’ordine".
     
    P.s.
    Mario è deceduto nel Settembre 2004

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