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  • Dove siamo al Circo?

    E così, dopo che nei giorni scorsi il "Cappellaio Matto" aveva deciso di far uscire dal proprio cilindro la moratoria sul nucleare, oggi se ne esce, bello come il sole e nella più assoluta normalità, dicendo palesemente che lo stratagemma dello stop temporaneo al nucleare era solo un modo per evitare che i referendum dei prossimi 12 e 13 giugno potessero fermare definitivamente la costruzione di nuove centrali nel nostro Paese (e ovviamente il legittimo impedimento).

    Il Presidente del Consiglio ha quindi precisato che l’Italia non intende rinunciare al nucleare, perché questa energia rappresenta il futuro per tutto il mondo, rilevando come il nostro Paese sia stato all’avanguardia fino agli anni settanta, quando l’ecologismo di sinistra si è messo di traverso e ha impedito che si andasse avanti. A causa di questo, adesso dobbiamo importare energia e questo si traduce in costi enormi per la nostra economia.
    Ingannare con questi modi da ciarlatani i propri cittadini è veramente un segno di indifferenza verso di loro e che nemmeno quelli del Burundi (senza offesa) sopporterebbero senza indignarsi o reagire.
    Certo che passare da “Cappellaio Matto” a “Pagliaccio” il passo è veramente breve.

17 Commenti

  • Nico

    26/04/2011

    pagliaccio o mangiafuoco?

  • Fiorella

    26/04/2011

    E' una vergogna.. ci prendono per i fondelli (come sono brava stasera);
    Mi vergogno di essere una di quei cittadini perchè mi sento inutile

  • Strazza

    26/04/2011

    Un popolo che non si indigna e non reagisce di fronte a 38 leggi ad personam e "ad aziendam", all'attacco contro magistratura, Istituzioni e scuola pubblica, al conflitto d'interessi, ai Responsabili e alla compra vendita di voti, alle cricche dei Bertolasi, agli Scilipoti e ai Minzolini, alle promesse non mantenute, alle tragedie non evitate ed alle emergenze provocate, alle puttane e ad un parlamento di inquisiti, ad un primo ministro pluri inquisito e ai suoi baciamani, credo si meriti un "Pagliaccio" come guida.
    Questo Paese, da 17 anni a questa parte, ha un problema ben più grosso del mancato referendum sul nucleare.

  • Donatella

    27/04/2011

    Detto bene, è un ciarlatano! Ci frega e se ne vanta, è senza vergogna e senza coscenza

  • Andrea Ferraglia

    27/04/2011

    Che la moratoria servisse ad evitare il referendum era chiaro fin dall'inizio e la stessa strategia la stanno seguendo per quanto riguarda la privatizzazione dell'acqua potabile.
    Gli Italiani hanno un governo di pagliacci perchè se lo meritano ma anche perchè non siamo sufficentemente tutelati dalle alte cariche dello stato (vedi presidente della repubblica) che dovrebbero alzare la voce contro questi palesi tentativi di togliere al popolo la sovranità della nazione.
    Un modo per far sentire comunque la nostra indignazione sarà quello di non mancare al referendum anche se dovessimo decidere solo sul legittimo impedimento.

  • Elisa Chiapparini

    27/04/2011

    Sono perfettamente d'accordo con il Sig. Ferraglia..... la miglior risposta è andare a votare comunque e cercare di far circolare il più possibile le informazioni.
    Immaginatevi se superassimo di gran lunga il 50%............

  • Monichina

    27/04/2011

    Lasciamolo "lavorare"... ma sì dai... lasciamo che si rovini con le sue stesse mani!
    Ormai devo ammetterlo anch'io: si è completamente rincoglionito!!!
    Perché bisogna essere dei supercoglioni per ammettere che "sì... sto prendendo in giro gli Italiani". Lo sanno tutti che i politici ci prendono per i fondelli, ma almeno la maggior parte di loro non lo dichiara pubblicamente (sic!).
    Il Cav. sta schifando anche chi come me ha sempre votato centro-destra.
    E per far sbandare verso sinistra la sottoscritta ce ne voleva... ma tant'è... ce l'ha fatta!
    Mi auguro solo che tra un anno o due ci sia lo stesso tam-tam mediatico sul nucleare e sui pericoli che ci fa correre, affinché il disastro giapponese resti fresco nella memoria degli elettori. E qui vedremo se i Floris, i Santoro e le Gabbanelli, nonché le testate giornalistiche italiane, saranno preparate a dar battaglia.

  • Arturo Curà

    27/04/2011

    Dò ragione a chi ha definito l'incontro Sarkozy/Berlusconi una autentica Caporetto di questo Governo: il tira e molla sugli interventi in Libia, l'impreparazione ( voluta?) sull'arrivo dei Migranti, lo stramazzo riguardo all'OPA Francese sulla Parmalat.
    Ma ieri il gaudioso Bunghéro ha raggiunto un limite invalicabile: quello di rivelare a tutta la Nazione il suo vero stile di comando, cioè di averci raccontato una menzogna e preso in giro sul Nucleare per bypassare il referendum pericoloso per lui, come se non l'avessimo capito da subito....
    Non so chi possa ancora sostenere questa situazione che umilia il Paese. Ma, si sa... l'Italia ( perlomeno una parte ) è totalmente lobotomizzata: impossibile farla recedere dall'innamoramento persino fisico per questo vecchio lurido satiro che espone le sue "vergogne" senza un minimo di decenza.
    Riadattando un vecchio detto bedoniese: "L'è passè Napuleòn ch'u gh'eiva i speròn d'oru... te capirè se ne passerà miga anca 'stu Spurcacciòn!"
    Coraggio, brava gente. Forse il Giorno del Giudizio è prossimo.

  • Remo Ponzini

    27/04/2011

    Caro Gigi,
    non vorrei che questo nuovo argomento di discussione si trasformasse nelle solite gazzarre di PRO e di CONTRO a cui assistiamo quotidianamente nei giornali e nei dibattiti televisivi. Io ritengo che queste contrapposizioni feroci facciano perdere quel filo di ragionevolezza che non dovrebbe mai abbandonarci quando affrontiamo problematiche che riguardano gli interessi della nazione e di tutti i cittadini.
    Cercherò (ci riuscirò ?) quindi di esprimere il mio pensiero, senz'altro contestabile, avendo cura di mantenere pacatezza e capacità di riflessione.

    Io penso che la politica POSSA e DEBBA avere ripensamenti, aggiustamenti ed il coraggio di invertire la rotta quando si accorge di aver imboccato un percorso errato. Sono cose che accadono anche nel vivere quotidiano di ognuno di noi. Aborro gli " assolutisti " che si ritengono infallibili e gli unici possessori della verità.

    Ma fatta questa indispensabile premessa ti dirò che in questi giorni anch'io sono rimasto molto sconcertato dai molteplici capovolgimenti di fronte a cui abbiamo assistito. Ho avuto l'impressione che il Berlusca sia andato in corto circuito rimbalzando di palo in frasca senza sapere dove andare a sbattere il naso. Mi riferisco a Libia, referendum, parmalat, nucleare ecc.. Unica nota positiva, ma mi sembra un po' poco, l'appoggio dei francesi a Draghi alla BCE.

    Ma voglio solo fare un accenno al nucleare per non disperdermi in mille rivoli annoiando tutto e tutti; i fatti sono tanti e tutti li conoscono.
    E' indubbio che il governo cerchi di scongiurare il referendum per evitare una sconfitta. L'hanno capito anche gli sprovveduti che tutto è stato congegnato ad arte. Ma io sono convinto che l'avrebbero fatto anche altre forze politiche in ogni parte del mondo. Pensare che ci siano dei partiti che vogliano auto-castrarsi è inconcepibile. Oltretutto ritengo che sarà la Corte Costituzionale a decidere sull'effettuazione di questo referendum e non il governo.

    Sul nucleare, caro Gigi, siamo su posizioni contrapposte. Prendere decisioni così importanti sull'onda emotiva del disastro giapponese mi sembra improprio e deleterio. Penso che prima di affrontare un argomento di questa portata dobbiamo porci una semplice domanda:

    QUALE e QUANTA ENERGIA ci servirà considerando che la popolazione mondiale si aggira sui 7 miliardi ?

    Non possiamo fare nessun ragionamento CONCRETO se non rispondiamo a questo interrogativo. E' troppo facile riempirsi la bocca con le solite belle parole molto FUMOSE , molto INCONCLUDENTI e molto IDEOLOGICHE.

    Oltretutto in Italia siamo totalmente dipendenti dall'estero sia per il petrolio, che per il gas, che per l'energia atomica. Sarebbe sufficiente che la Russia ci chiudesse i rubinetti del gas per stendere la nostra nazione al tappeto. Idem per l'energia nucleare che importiamo ipocritamente dalla Francia, e per il petrolio proveniente dai paesi arabi.

    NON possiamo fare a meno del NUCLEARE. E' un lusso che non possiamo permetterci. E poi, quanto dureranno le riserve mondiali di petrolio/gas ???
    Le RINNOVABILI sono importantissime ma sono ancora troppo inconsistenti per le nostre necessità.

    Mi ronzano già le orecchie per le polemiche che solleverò. Risponderò solo, se necessario, a coloro che si firmano con nome e cognome.

    Ciao a te ed un cordiale saluto a tutti.
    Remo.

  • Gigi Cavalli

    27/04/2011

    Ciao Remo,
    in effetti i discorsi girano sempre tra i pro e i contro... come è ovvio.
    Quello che invece mi disgusta, e non finirò mai di rimarcarlo, è la sfacciataggine assoluta di certe azioni, proprio come se il popolo fosse visto e considerato come un'unitile appendice, una marmaglia di incompetenti e coglioni da servirsene nelle urne e da spremere nelle tasse.
    Sono indignato da questi eventi, da questa Persona.

    Gigi Cavalli, un elettore di destra, ma non ancora così coglione da perseverare.

  • Remo Ponzini

    27/04/2011

    Pensiero di Veronesi sul nucleare

    Umberto Veronesi per "la Repubblica" del 19/03/2011
    UMBERTO VERONESI

    Ecco il copia-incolla :

    La politica per sua natura può avere ripensamenti, la scienza deve invece pensare più a fondo. Così ho molto apprezzato l´articolo di Francesco Merlo di ieri, perché mi invita a precisare la mia posizione sul nucleare. E lo faccio pur rendendomi conto che il sovrapporsi delle dichiarazioni, l´inevitabile intreccio fra politica, cronaca e scienza di fronte a un disastro come quello giapponese, e lo sgomento generale che ci attanaglia, rendono molto difficile esprimere posizioni chiare. Il punto è molto semplice: io sono uno scienziato e il presidente dell´Agenzia per la sicurezza del nucleare. Non mi occupo di referendum, non leggo i sondaggi di nessun tipo e quindi neppure quelli che Merlo definisce "di cortile".

    Dunque ciò che appare come un ripensamento è invece l´esito di una riflessione. Studiando il più lucidamente possibile la dinamica di Fukushima ho pensato che ci troviamo di fronte al primo grave incidente di progettazione nucleare della storia, quindi di strategia. Gli altri due incidenti significativi, Chernobyl e Three Mile Island, sono stati infatti causati da un errore umano. Per Chernobyl più che di errore dovremmo parlare di follia. Ma anche negli Stati Uniti fu un errore dei tecnici a causare la fusione del nocciolo, che fortunatamente non causò nessuna vittima.
    Va detto subito che sull´errore umano si può intervenire migliorando la preparazione, l´addestramento e le condizioni di lavoro. Un po´ come si fa con i piloti d´aereo. Invece a Fukushima non c´è stato nessun errore riconducibile al personale addetto, ma un errore di progettazione: le centrali non erano programmate per resistere a uno tsunami della portata di quello scatenatosi la scorsa settimana.
    Le fonti tecniche dicono che la progettazione teneva conto di tsunami di intensità minore. Ma questa è comunque una mancanza perché nel costruire una centrale nucleare sul Pacifico non si può non tenere conto della massima potenza delle forze del mare e della Terra. Non è una giustificazione il fatto che erano centrali attivate quarant´anni fa, e che erano quindi alla fine del loro ciclo vitale.
    La lezione che credo dobbiamo trarre da Fukushima è che non possiamo non rivedere la strategia nella progettazione degli impianti nucleari. Il che non vuol dire ripensare o tornare sui propri passi, ma capire il problema alla radice, avere il coraggio di riconoscerlo e sforzarci di superarlo. Se è vero - ed è scientificamente vero- che senza l´energia nucleare il nostro pianeta, con tutti i suoi abitanti, non sopravviverà, non dobbiamo fare marcia indietro, ma andare avanti, ancora più in là, con la conoscenza e il pensiero scientifico.
    Dobbiamo pensare al futuro tenendo conto che petrolio, carbone e gas hanno i decenni contati e che sono nelle mani di pochissimi Paesi, che possono fare delle fonti di energia strumento di ricatto economico e politico; che stiamo avvicinandoci ai 7 miliardi di persone sulla Terra, con consumi sempre maggiori di energia; che le altre fonti di energia, le rinnovabili, hanno grandi potenzialità, ma per alcune non abbiamo le tecnologie che rendano accessibili i costi di trasformazione e globalmente non sono sfruttabili in modo tale da assicurare la copertura del fabbisogno. La scelta dell´energia nucleare è dunque inevitabile e il nostro compito è ora quello di garantirne al massimo la sicurezza per l´uomo e l´ambiente.
    Abbiamo per anni sostenuto che gli impianti di ultima generazione sono sicuri e con un rischio di incidente vicino allo zero. Oggi il Giappone ci impone di riconsiderare criticamente questa convinzione. Molti si domandano se il modello delle centrali nucleari di grossa taglia, come sono oggi tutte quelle del mondo, sia quello da continuare a realizzare; oppure se non è possibile ed opportuno considerare l´adozione di reattori più piccoli e modulari: una rete di minireattori. Alcuni di questi modelli progettuali sono già in produzione e dovremo studiarne a fondo le caratteristiche e la fattibilità.
    La tragedia giapponese ci impone inoltre di pensare fuori dalle logiche nazionali. E´ evidente ora che i piani energetici devono essere discussi a livello internazionale. In Italia ci troviamo nella circostanza favorevole di partire da zero e quindi di poter scegliere, senza fretta, il modello strategico migliore.

  • Remo Ponzini

    27/04/2011

    La risposta di CARLO RUBBIA a VERONESI

    Tratto da Repubblica on-line del 30.03.2011

    Nucleare, lite Rubbia-Veronesi Vada a vedere cosa si rischia

    30 marzo 2011 — pagina 21 sezione: POLITICA ESTERA

    "Suggerirei a Veronesi di fare una visita in Giappone per vedere di persona che cosa sta accadendo".
    È il premio nobel per la fisica Carlo Rubbia a rivolgersi così al presidente dell' Agenzia per la Sicurezza Nucleare, ed oncologo di fama internazionale, Umberto Veronesi, esprimendo tutte le sue perplessità sulle centrali nucleari, alla luce dell' incidente di Fukushima: «È necessaria una riflessione profonda». Un invito, quello di andare a vedere di persona cosa è successo in Giappone, accettato a stretto giro di posta dall' oncologo milanese: «Il suggerimento di Rubbia mi fa piacere. Era già nei miei programmi una visita a Fukushima, appena possibile, per un' ispezione accurata delle centrali insieme ad una équipe di altri esperti. Sono d' accordo con lui: è fondamentale capire le cause dell' incidente, e valutarne con lucidità le conseguenze in termini di salute delle persone e di salvaguardia dell' ambiente, nel breve, medio e lungo termine. Concordo sul fatto che l' incertezza (e anche il comprensibile panico di questo momento) non ci aiuta a prendere le decisioni migliori per il futuro».

  • Arturo Curà

    27/04/2011

    Carissimo Remo,
    mi sembra pretestuoso il tuo copia/incolla di Veronesi. Qui si sta parlando di un Governo che per mandare a fondo un referendum contro il "Legittimo Impedimento" che minerebbe il Sultano, prima ne sposta la data per paura che ci sia troppa gente che, mentre vota per le Elezioni Amministrative, potrebbe facilmente mettere due o tre croci sui Referendum aumentando di conseguenza il quorum... rimettendoci un bel po' di soldi.... poi, vista la comprensibile paura suscitata in seguito alla tragedia giapponese, cerca con una furbata fanciullesca di farci intendere che la faccenda nucleare per il momento sarebbe stata sospesa poi si vedrà....
    Ormai sono vaccinato e non mi meraviglio se proprio il Sultano che ha imperniato tutto il suo successo popolare sull'emozione, adesso abbia paura dell'emozione della gente e punti sul freddo raziocinio! Non mi meraviglio, perchè lo conosco bene, che di punto in bianco abbia dichiarato davanti alla Nazione che il Governo, cioè lui, abbia preso per i fondelli gli italiani... in pratica in un modo o in un altro si doveva annullare il referendum sul nucleare, passare poi a quello sull'acqua.... Così facendo il popolo si sbolliva e il tanto temuto Quorum non sarebbe scattato. L'ultimo fulgido esempio di un Delinquente che, in barba a tutti, vuol sempre farla franca, come un bambino capriccioso, come un insensato sbruffone, come purtroppo quel che è.
    Meno male che Silvio c'è.

  • DanielaZ

    27/04/2011

    Sono andata a firmare per avere i Referendum e li voglio. Non c'è più democrazia perdio? Perchè devono sempre e solo averla vinta loro? Noi contiamo e cazzo se contiamo!!!!!!!!!!

  • Remo Ponzini

    27/04/2011

    Caro Arturo,
    so che godi immensamente a buggerare il Berluscao da Arcore ed io, da vecchia baldracca qual sono, godo a leggere le tue strizzature / incazzature iperboliche. E visto che siamo entrambi felici vediamo di continuare a godicchiare anche se stiamo guazzando in un bel pantano. Non mi va di farmi del sangue amaro per questo stolido signore che è diventato indifendibile.

    Devo anche dire che, se mi guardo attorno, io non riesco a scorgere confortevoli approdi in altre forze politiche. Il mio rigurgito verso queste baldracche che occupano gli scranni del parlamento è praticamente totale. La mia attuale vocazione, già manifestata ripetutamente, è quella di fare l'astensionista. Già lo feci alle politiche del 2008 e così farò alle prossime. Non vedo altre soluzioni che mi possano appagare.
    Avrai capito che non ho alcuna intenzione di imboccare la strada mancina. Non scorgo alcun lume nella direzione che tu hai, da sempre, praticato.

    Ritornando al Veronesi, che io avrei pretestuosamente citato, spero che tu abbia notato che ho incollato anche il parere opposto del grande Carlo Rubbia.
    Ammetterai che ho rispettato la " par condicio ".

    Ti lascio al livore di cui ti nutri ...che mi fa divertire e ti saluto cordialmente.
    Remo.

  • Barbieri Ferruccio

    27/04/2011

    Dura da ammettere ma tocca dare ragione a Casini il che è tutto dire, e ieri Sarkozy ha battuto un bel 4 a 1 nei confronti del ns pdc.

    Il primo punto è sul nucleare perchè ricordo non più di qualche settimana fa il presidente francese dire che sperava in un non ripensamento dell'Italia sulla questione, perchè a mio avviso e sottolineo mio ci si era già spinti avanti con preventivi e altre diavolerie che ora aspettano di essere pagate.

    Il secondo punto è l'altra questione Parmalat-Lactalis, e qui non aggiungo altro perchè si commenta da sola.

    Il terzo è che dopo tanto predicare sulla questione Shengen ci è toccato tornare con le pive nel sacco.

    Il quarto è la Libia, dove prima si sono baciate le mani, poi non si è voluto disturbare, poi si mettono a disposizione le basi ma non si bombarda, ora si passa all'azione e stavolta di nuovo siamo a esportare democrazia caricandola sui bombardieri.

    Ma Draghi presidente della BCE vale tanto?

    Ciao Ferruccio

  • Arturo Curà

    28/04/2011

    Risposta obbligatoria. Caro "Ponzi " ( questa è nuova ) , mi scuso ma quando ho scritto il mio intervento non avevo ancora visto il pezzo di Rubbia. Che tu poi voglia fare il Ponzi(o) Pilato lavandoti le mani davanti a questa Babele Italica infarcita di Scribi, Farisei e Barabbi vari non mi pare la cosa giusta anche se giustificabile. La situazione l'abbiamo davanti e non passa giorno che non ci ripetiamo "abbiamo toccato il fondo" ben sapendo che subito c'è un sottofondo bell'e pronto. Il futuro panorama dunque non conforta ma, qualsiasi possa essere, sarà sempre meno disperante dell'attuale. Io, come Moretti, sto in attesa che qualcuno mi dica qualcosa di sinistra con determinazione nella speranza che prima o poi accadrà. Sono un facile ottimista? E che mi rimane, se no, visto che non ho la minima idea ( per il momento ) di buttarmi da un ponte?
    Siamo vecchi, caro Ponzi, e non ci rimane che fare un po' di Amarcord. Ah i bei tempi di Moravia e Pasolini, Visconti e Fellini e Antonioni, Tebaldi e Callas e il rock vero di Little Richard e gli sceneggiati televisivi e i sabati sera di Mina e i bagni alla Chiusa.... "un po' per gioco e un po' per non morire".
    Siamo vecchi brontoloni? No. Siamo quelli che, in mezzo a tante storture, hanno ancora la lucidità di saper scegliere. Tu scegli il non voto, io il voto... ma, ti raccomando, vai almeno a mettere una croce sui Referendum, come ai tempi del Divorzio e dell'Aborto quando il Paese dimostrava di essere ancora civile.
    Un abbraccio e scusami se questa volta non ti ho deliziato come mi ripeti sempre.
    Arturo

 

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