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  • Robe da chiodi


    Verso sera sono passato per Solignano. Parcheggio l’auto per un caffè all’Hobby Bar e prima di entrare vedo un signore (che conosco) seduto ai tavoli esterni. Essendogli alle spalle non aveva modo di vedermi. Io invece ho notato che stava tramando qualcosa, si guardava attorno in modo singolare: prima a destra, poi a sinistra e infine verso l’interno del bar. Sentendosi “libero” prende dal contenitore sul tavolino sei o sette bustine di zucchero e se le infila in tasca.
    Non contento, essendocene rimasta una la apre, si versa il contenuto in bocca, dopodiché la ripone vuota nel contenitore, proprio con l’intenzione di non farlo apparire spudoratamente vuoto. Un genio del crimine.
    A parte di essere finito qui gli è andata liscia: per una settimana si berrà il caffè di casa con lo zucchero gratis… “Gran bel colpaccio mio caro”.

    Il genere umano però, non finirà mai di stupirmi.

14 Commenti

  • Serena

    31/07/2011

    How we do anything, it's how we do everything....
    Come ci comportiamo nelle cose piccole, ci comportiamo anche in quelle grandi...
    Se comincissimo ad esserne consapevoli, cambierebbero molte, moltissime cose nel mondo... ^___^

  • Beppe

    31/07/2011

    Questi soggetti vengono definiti "cleptomani"....
    Se invece muoiono di fame, e lo fanno quasi per sopravvivere, vengono chiamati LADRI
    Stupefacenti sfaccettature del lessico legale italiano.............

  • Katia

    31/07/2011

    Compatirlo no? Alla fine è un pover uomo (non nel senso di poverino). Anni del tipo?

  • michele porcari

    01/08/2011

    ero io dopo una cotta in bici, avevo bisgno di zuccheri e non sapevo come fare

  • Remo Ponzini

    01/08/2011

    Non so se trattasi di una miseranda meschinità o di altro. Mi sembra, escludendo l'estrema indigenza, che si possa essere di fronte ad un caso patologico di gretta spilorceria. Infatti mi ha fatto sovvenire l'opera teatrale di Moliere : L'AVARO. Ne ricavarono anche un film interpretato da Alberto Sordi che, quelli stagionati come me, ricorderanno senz'altro.
    Ho sempre avuto una profonda avversione verso queste persone sordide. I taccagni, se fate caso, sono anche mentalmente meschini.
    Proprio ieri, conversando con una ragazza, gli dissi testualmente: "Non sposare mai un uomo avaro anche se ricchissimo; piuttosto prenditi un puttaniere, sarebbe il male minore".

  • Martina B.

    01/08/2011

    ahah mi fa ridere questa cosa!
    poi come l'hai scritta :P
    ciao gigi un abbraccio

  • Melissa

    01/08/2011

    Questa pochezza di spirito mi stimola anche la risata ma come si fa a fare certe figure al giorno d'oggi? Me ne vale la pena, per 50 gr di zuccheroo? Robe da chiodi, bravo gigi

  • Gigi

    01/08/2011

    A Katia: il tipo avrà 60 anni

    A Michele: a te ormai serve la "bomba" di Fantozzi, quella della coppa Cobram.

    A Remo: non è soggetto indigente, anzi...

  • Remo Ponzini

    01/08/2011

    Caro Gigi,
    che non fosse un indigente l'avevo dato per scontato e la tua precisazione me l'ha confermato. E' assodato che il vero avaro sia un benestante. Chiunque lo può appurare facendo semplicemente una panoramica sulle sue conoscenza. Ci sono persone che in un bar entrano due volte all'anno ma solo se hanno un "pagatore" al fianco.

    Il caso che ci hai raccontato è senz'altro fuori da ogni comune immaginazione ma sono altresì convinto che quel signore non avesse neppure consumato.
    E' probabile che questi " esseri " ritengano di essere immortali o, quantomeno, che il buon San Pietro permetta loro di portarsi il tesoretto in paradiso.
    Provoca senz'altro un sorriso questo episodio ma anche sommo compatimento.

  • Marco Biasotti

    01/08/2011

    beh, so di gente, non benestante ma di più, molto di più..... che appena sente tuonare mette lo shampo alla macchina per risparmiare acqua....... giuro! visto e fotografato!

  • Brontolo

    02/08/2011

    A Michele ! non ci conosciamo, ma devi essere una persona simpaticissma, buone pedalate... e la prossima volta portati le bustine da casa ... comunque quel gesto ha scatenato un sacco di commenti ah ah.
    Io prendo, in maniera plateale e facendomi vedere da tutti , barista compreso, una bustina di miele (quando ci sono) e me la metto in tasca, poi mi perdono !
    Ti dico che sono anni che nel mio ufficio metto a disposizione una ciotola di caramelline di zucchero che compro a pacchi di 5Kg. e quando la tenevo sempre piena mi ci volevano 5Kg al mese, mai che abbia visto qualcuno prendere una caramellina o che mi abbia detto "posso prenderla" oppure "grazie" ... eppure finiscono ! Vuol dire che alla gente non solo piacciono le caramelline (anche se hanno il diabete altissimo !) ma evidentemente gli piace prenderle di nascosto (qui non si tratta di rubare perchè le metto a disposizione), penso che il gesto di prendere senza chiedere debba dare un gusto particolare, tale per cui non se ne possa fare a meno. Potrei mettere una web wireless e vedere, ma non lo farò mai, mi piace sorridere di queste "umane debolezze".
    Ciao da Brontolo

  • michele porcari

    02/08/2011

    @brontolo ....dimmi dove hai l'ufficio che faccio rifornimento

  • Davide

    02/08/2011

    Il ladro è già stato arrestato e condannato in direttisima a 5 anni di reclusione.

  • Andrea Dellanzo

    08/08/2011

    Un grazie a Gigi per il titolo, lui sa perchè.
    Se siamo in certe condizioni socio-economiche la radice va ricercata in queste piccole cose.
    I poveri cristi si limitano alle bustine al bar, gli amministratori di conseguenza vanno in cerca delle bustine adeguate alla loro posizione.
    Alla fine abbiamo quello che ci meritiamo.
    Tante piccole cose che fanno capire molto della nostra società.
    Esempio a Premassato di Compiano, dal Bivio per la Madonna del Faggio, qualche fenomeno ha sfondato la rete per gettare l'immondizia nel Taro, cento metri avanti c'è il cassonetto, senza la fatica di demolire la rete.
    Sarà il brivido del proibito?
    Capire certe espressioni della mente umana... altro che Freud!!

    Io ho il problema con le penne in ufficio, pacchi e pacchi di penne e non ce n'è mai una...

 

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