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  • L'antipatico

    Per prima cosa vorrei evidenziare che le antipatie sono indiscutibilmente soggettive. Esistono delle persone che, nonostante tutta la mia buona volontà, proprio non riesco a sopportare.
    Una di queste la incontro spesso, quasi ogni giorno. Mai una volta che si sia degnato di girare la faccia al mio “Salve”, ma nemmeno abbassa lo sguardo per evitarlo, va dritto e fiero… di cosa poi?
    Sono anni che lo “sfido”, ma solo per una mera curiosità, voglio vedere chi cede prima.
    Il mio saluto voleva solo essere un gesto di cortesia, ma a lui, probabilmente, non gliene può fregare di meno.
    Mi conosce, nel senso che sa chi sono, ma non ci siamo mai parlati, quindi, dentro di sé penserà che sia legittimo non contraccambiare il mio saluto. Mi chiedo però a cosa serve una laurea, un passato illustre, se poi si vive nella convinzione di essere chissà chi?
    Mio caro, siamo solo un granello di sabbia su una spiaggia, basta solo un’onda per essere ignorati ed entrare a far parte dell’indifferenza, ricordalo!
    Questa mattina, però, dopo una decina d’anni, mi sono arreso. Adesso basta!
    Vuoi vedere che tra qualche giorno, sentendosi ignorato, cercherà il mio sguardo per dirmi “Salve”?

22 Commenti

  • Serena

    14/12/2011

    Ma perché focalizzarti su una persona che non contraccambia il tuo saluto quando c'è chi (come me!!!!) ti saluta addirittura inviandoti baci anche quando ti vede da lontano?!?! ^___^

  • Letizia

    14/12/2011

    Devo dire che anche io ogni volta inesorabilmente ci ricasco, chissà poi perché... sempre il silenzio di fronte al mio saluto, ma alla fine la cosa mi fa sorridere

  • Italo

    14/12/2011

    ... E finalmente arrivó il giorno del fatidico post sull'antipatico! Volesse Odino e Thor figlio di Odino scagliare un fulmine e il suo martello sul dito pollice di tal "antipatico"!!!
    Sono d'accordo con te... È proprio "antipatico"...e proprio per questo mi fa sorridere!

  • ElleAlle

    15/12/2011

    Spesso ci lascia sgomenti non tanto la mancanza del saluto ma l'assenza totale del sorriso. Sorriso non dei soli denti ma la cui profondità ed empatia ci catturano solo se accompagnate dallo sguardo.

  • Brontolo Nè

    15/12/2011

    E' proprio vero che il lamentarsi è proprio della natura umana, pensa ... e dai risalto al fatto che hai anche amici che si partono e vengono a trovarti e non trovandoti ti lasciano biglietti con saluti, abbracci, e dichiarano la speranza di poterti incontrare presto e salutarti di persona con affetto! forse e dico forse, un biglietto del genere può incartare uno che non risponde al saluto e dopo averlo neutralizzato, farti continuare a salutarlo, ma non più con un buon giorno generico, ma con un BUON GIORNO! detto forte e chiaro a pochi decimetri. Quando mi capita di queste situazioni mi diverto un sacco e comunque ....DAI ! non è un gran male... un caro saluto Brontolo Nè

  • Cri Cri

    15/12/2011

    Caro Gigi, sono felice che tu abbia scritto questo post.... e vorrei attirare l'attenzione su quella " laurea e passato illustre".
    sono convinta che molto spesso studi e autorevolezza non siano sinonimi di INTELLIGENZA!!!!!!!!!!! e purtroppo ci sono troppo LAUREATI in giro.... sono convinta che di base manchi una buona educazione

    ps: Buongiorno Gigi!!!!

  • Celesta

    15/12/2011

    Tuo sacrosanto diritto considerarlo antipatico... suo, altrettanto sacrosanto esserlo.
    Vorrei aggiungere però che una persona che improvvisamente smise di sorridermi, sprofondandomi nella confusione più totale, si era semplicemente ammalata del morbo di Parkinson... con la coseguente incapacità a modulare espressioni...

  • Dada

    15/12/2011

    ... ma quanto vale poi un saluto forzato?!? i miei saluti e i miei sorrisi sono sempre sinceri, anche quando voglia di sorridere non ne avrei proprio tanto: è per questo, perchè ci metto sempre un pochino del mio cuore, che non li regalo a tutti...

  • Chicchi

    15/12/2011

    ... mi fa molta tristezza, chi non sa sorridere e parlare al prossimo ... ma tu Gigi, continua a salutarlo anche se quel saluto non arriverà mai.
    Un bacione e grz.

  • ElenFac

    15/12/2011

    Ho imparato, con gli anni e con l'età (sigh!) a ignorare e credo sia la cosa peggiore.
    Però anche tu, con sto "Salve!" Personalmente, anche se fa parte della lingua italiana, lo trovo irrispettoso, preferisco un buongiorno o un buonasera.

  • Sivori

    15/12/2011

    Caro Gigi, io ho imparato nel piccolo corso della mia esistenza questa massima:

    "La lingua ferisce più della spada, ma l'indifferenza uccide "

  • Amelia

    15/12/2011

    Invece di "salve" prova a dirgli "peste e miseria", vedrai che si degnerà almeno di guardarti...ciaoooooooooooo

  • Cri Cri

    15/12/2011

    Una persona educata è educata anche con un semplice CIAO non penso sia un buongiorno, un salve o un ossequi vostra signoria a fare la differenza....

  • Francesca

    15/12/2011

    Cultura non è sinonimo di educazione.
    Quello che a me stupisce di questo post è la tua caparbietà caro Gigi. Ammirevole.
    Anche a me è capitato di cercare lo sguardo di persone per cercarne un saluto e mi sono ritrovata a guadare il muro, ma dopo il terzo tentativo in genere guardavo direttamente il muro. In linea con la tua metafora (che mi piace molto ) voglio dire che è un mare vasto il nostro e noi piccoli scogli facilmente aggirabili. Eventualmente facciamolo !

  • Katia

    15/12/2011

    Questa gente tutta altezzosa non meriterebbe attenzione nemmeno in negativo.....
    ha ragione Sivori l'indiferrenza uccide

  • Remo Ponzini

    15/12/2011

    Ti meriteresti l'Oscar per la perseveranza o Gigi. Nessun altro avrebbe avuto la costanza di salutare per un decennio un caprone di tal fatta.
    Sappiamo bene che, nella moltitudine di persone che affollano la nostra comunità, è possibile trovare anche individui asociali e sordidi. Ma purtroppo è quasi sempre improbo sperare che possano essere recuperati a contegni più manierati e civili. In questo caso sei incappato nel più fulgido esempio di maleducazione che si possa ipotizzare considerando che, fra voi, non c'erano liti pregresse. Spesso non è facile capire che frulla nella testa altrui ma non dobbiamo neppure spaccare la nostra per cercare di comprenderli ad ogni costo. Che questi atteggiamenti generino una antipatia profonda è matematico ed inconfutabile.

    La Chicchi, molto generosamente, ti invita a perseverare nei saluti anche non corrisposti. Io non ne sarei capace e, dopo il terzo diniego, volgerei lo sguardo verso altri lidi. Probabilmente intendeva suggerirti di non darti pena e di non angustiarsi per questi soggetti aridi ed indisponenti.
    Ottima l'alternativa evidenziata da Sivori e Katia che io condivido totalmente: l'INDIFFERENZA.
    A volte uso anch'io il "salve" come forma di saluto. Lo considero una via di mezzo tra il familiare "ciao" ed il classico "buongiorno". Quello che conta è porgersi con cortesia indipendentemente dalla formulazione usata; proprio come suggerisce la Cri-Cri.

    Non è affatto semplice stabilire da che cosa viene generata la simpatia o l'antipatia. Sarebbe estremamente complesso, per uno come me, avventurarmi in introspezioni troppo complesse. Certamente per le persone espansive e/o estroverse è molto più facile creare approcci immediati e camerateschi purchè non sconfinino nell'invadenza. L'educazione, la compostezza e l'equilibrio mi sembrano i requisiti base per instaurare un rapporto di accettazione e di simpatia che duri nel tempo. Ritengo anche che sia molto importante imparare ad "ascoltare" anzichè pretendere di avere sempre il microfono in mano.

    Mi piace al mattino incrociare persone che, porgendoti il saluto, ti sorridono anche con gli occhi. Sopratutto quelle che ti guardano dritte in volto con freschezza e trasparenza. Se poi sono anche belle bimbe o belle signore si riesce ad incamerare quel flusso adreanalinico particolarmente appropriato a rincuorare corpo ed anima. Amen.

  • Dario

    15/12/2011

    Peccato non salutarti. Occasione persa.

  • Claudio m.

    16/12/2011

    Caro Gigi,
    non conoscevo la tua pazienza di Giobbe o di un monaco tibetano...
    Comunque il "Soggetto" ora oggetto ha ben meritato la Tua indifferenza.
    Anche se fare un sorriso o dare un bel bongiorno rimane prima di Tutto un bel dono per chi li porge e l'ingratitudine è molto umana.
    Ciao Claudio

  • Dario

    29/12/2011

    Caro Gigi, ognuno ha il suo. Io - ad esempio - ho la mia nuova (si fa per dire) vicina di casa. E' una ragazza dell'età di mia figlia, ma a differenza di Stefania, è una ragazza ingrugnita, villana con chiunque la incontri, arrogante anzichenò con chicchessia. Convive con un ragazzo che è la gentilezza personificata, rispettoso e lavoratore, sempre pronto a scambiare due parole. Lei no: se ti incontra gira la testa dall'altra parte, se arriviamo contemporaneamente in macchina davanti casa, lei spetta che noi si sia entrati per scendere dalla sua. Perfino in questo periodo natalizio ha trovato il modo di litigare con insulti irripetibili con un'altra vicina ultrasessantenne.
    Come deve essere triste la vita di queste persone... .

  • Trisia

    29/12/2011

    Non sempre e bene inseguire l le persone con il saluto anche se l'educazione mi ha insegnato di salutare sempre e comunque. Ci sono persone che per educazione non vanno salutate perchè la loro educazione è far del male agli altri sempre e comunque.

  • Remo Ponzini

    29/12/2011

    Caro Claudio,

    hai espresso un concetto molto azzeccato.
    " Il saluto o il sorriso è, prima di tutto, un dono per chi lo porge ".

    E' indubbio che sia così. La cortesia è il cardine, è il fondamento di ogni rapporto umano.
    Ed il primo beneficiario è proprio colui che la sa dispensare con innata spontaneità.
    Se poi si riesce a far precedere il saluto da un sorriso anche la controparte sarà spronata a farlo.
    La morale di questo breve inciso è presto scritta: chi sa dare viene ripagato e gratificato.

    Oltretutto, come ha scritto qualcuno, è molto più faticoso esere sgarbati che educati.
    Ciao a te ed a tutti coloro che Esvasano.
    Remo.

    P.S. Ci sono anche i casi limite evidenziati da Dario e Trisia ma costoro sono irrecuperabili e meritano solo di essere ignorati.

  • Serena

    17/03/2014

    Ieri mattina ti ho pensato, mi sono imbattuta nell' Homo Antipaticus, molte le assonanze con il tuo. Che sia lo stesso ??

 

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