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  • La Piramide by night

    Come ho già scritto in un’altra occasione, non tutti sanno che sotto al Bar Mellini c’era una discoteca (1978-1983). Un luogo dove ho trascorso, senza dubbio, gli anni più belli della mia vita, proprio le notti dell’adolescenza.
 Ma non vorrei riparlare di quanto ho vissuto io, bensì di coloro che l’hanno vissuta in altro modo, organizzando feste private in costume, dove noi, piccole canaglie, ci accontentavamo solo di sbirciare.

    Eh sì, sul finire degli anni ‘70 Bedonia ebbe il suo Night Club: La Piramide.

    Ci si accedeva direttamente dal bar, attraverso una lunga scala ripida. Pavimento in moquette nera, pista metallica, pareti nere traslucide, neon colorati, poltroncine ai lati, un piccolo bar e ovviamente l’angolo per il disc jockey. 
La Piramide, somigliante alle celebri "Caves" parigine, era di ridotta capienza ( massimo 200 persone ) e raggiunse il suo "trionfo" in occasione di un paio di serate di Capodanno, una Festa Egizia e un Carnevale Messicano. Feste a tema cui potevano accedere solo gli invitati attorno alla mezzanotte, dopo la rituale cena alla Pergola. Allora il locale si trasformò in luogo magico, grazie a scenografie mirabolanti a costo zero, ideate e realizzate dal nostro Arturo Curà. 


    Per il Capodanno la Piramide accolse gli invitati sotto una vera cascata di stelle sbrilluccicose appiccicate con lo scotch dappertutto: sul fondale a parete intera apparivano tre enormi Re Magi in carta bianca che si trasformava in un violetto abbagliante grazie ad una lampada con effetti fluorescenti, allora di moda nelle discoteche.
 La Festa Egizia aveva alle pareti stampe realizzate a mano raffiguranti personaggi dell'antica civiltà del Nilo. Sul fondo emergeva, a mo' di proscenio, la sala del faraone che si apriva davanti ad un deserto a tutto campo con palmizi, dune e Nilo in lontananza. Una assoluta meraviglia. Altrettanto si fece per il Carnevale Messicano con decorazioni adeguate in un’esplosione di colori, fiori e cerchi penzolanti dappertutto. 

    Per chi ebbe la fortuna di partecipare a quelle notti, sono certo, rimarranno indimenticabili.

4 Commenti

  • Stefano Bruschi

    30/04/2012

    C'ero anch'io!

    Per fortuna posso godere di questo splendido ricordo di una Bedonia "effervescente" ... un bel locale con belle iniziative e dove, naturalmente, l'anfitrione, il maestro di cerimonie, ancora una volta, non poteve che essere l'inossidabile Arturo...!
    Secondo me "La Piramide" è stata, seppure al confronto una meteora, una sorta di figlio naturale del mitico "Las Vegas", altra perla delle notti bedoniesi.

    Ora tutto questo NON c'è più!
    C'è solo tanta nostalgia.
    Stefano

  • In'amiga

    30/04/2012

    Un salto in un passato che non tornerà più. Purtroppo

  • Remo Ponzini

    30/04/2012

    Gli anni 70 e quelli di inizio 80 furono per Bedonia il periodo più illuminato, più scintillante, più sontuoso e più godereccio. La popolazione aveva lasciato alla spalle le brutture della guerra e, con zelo e abnegazione, si era buttata a capofitto nella ricostruzione della nostra Italietta che voleva solo risorgere e stendere un velo di oblio sul passato di miseria e di tetri rancori, ancora latenti, della guerra civile.

    Ed in quel rigoglìo di iniziative, alimentato dalla voglia di vivere, nacque dapprima il super-mitico " LAS VEGAS " (anni 60) che conobbe fama/gloria ben oltre i confini della ns. vallata, e nel decennio successivo " La PIRAMIDE " confezionata ad uso e consumo dei baldi giovanotti di quei tempi.
    Un locale, quest'ultimo, molto più confidenziale, più intimo, più originale, più coinvolgente. Una sorta di night club, scevro dalle visioni peccaminose che questi locali evocano, ma dove era possibile trascorrere serate in una atmosfera più accogliente e più confacente ai desideri di quei tempi.
    Un ritrovo che, scremato dai balli lisci altrove imperanti, fosse in sintonia con i numerosi complessi musicali allora in voga.

    V'è da dire poi che in particolari ricorrenze (capodanno, carnevale o ... quando garbava ai più) le serate si arricchivano di fervore organizzativo che produceva quelle cascate di stelle sbrilluccicose (ottimo il termine o Gigi anche se il mio Zingarelli non lo contempla) ben descritte nella presentazione.
    Per quanto ovvio in questo bailamme gestionale non poteva mancare l'estro creativo del gran maestro Arturo che fungeva da faro per i tanti giovincelli immortalati nelle foto allegate.
    Il fatto che questo locale fosse una sorta di propaggine del noto Bar Mellini contribuiva a conferirgli una nota di raffinatezza. Un tocco di eleganza aggiuntivo che lo distingueva e che gli conferiva una specificità unica.

    Anni irripetibili ??? Non è bello vivere di rimpianti ma in questo momento vedo solo fosche nubi all'orizzonte.

  • Ginetto e Giovanna

    30/04/2012

    Caro Gigi, sei pieno di risorse insospettabili, le foto sono bellissime, le hai scattate tu? Ci piacerebbe averle, è possibile? Complimenti, ciao.

 

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