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  • Dalla Polaroid a Instagram

    Instagram l’ho scoperta sabato pomeriggio e mi ha subito conquistato. Amore a prima vista. 
Si tratta di una semplice ma geniale applicazione per gli Smartphone, dove, in sostanza, si scatta una fotografia e si decide quale effetto/filtro donargli, il tutto in perfetto stile Polaroid.
    Non ho mai posseduto una macchina istantanea, ma l’effetto che dava mi aveva sempre affascinato: un click e la foto compariva piano piano. Era la creazione immediata di attimo indelebile, senza lunghe attese, senza pretese di qualità, ma con un suo fascino.
 Un tocco di magia.
    Ora ho la possibilità di avere una “Polaroid” sempre con me senza possederla fisicamente. La fotografia abbinata ai telefoni cellulari è più che funzionale, è uno strumento di memoria permanente che ci portiamo comodamente in tasca, che si utilizza all’occorrenza, proprio per non perdere “attimi preziosi” e non più ripetibili.

    Essendo appunto una funzione semplice e veloce ho pensato di creare una nuova sezione fotografica nel blog, oltre a quella di “Attimi quotidiani” e di aggiornarla frequentemente. 
Da questa sera “My Instagram” sarà un raccoglitore di immagini istantanee carpite alla nostra quotidianità.

14 Commenti

  • Fausto

    12/10/2012

    Mi sento di aprire le danze... perchè vorrei proprio complimentarmi per questa scelta. Il mondo e la tecnologia cambiano in fretta, basta avere l'onestà intellettuale di fare i giusti passi.

    Gigi sei sempre stato un purista, finalmente ti affacci al mondo dell'effetto digitale applicato.

    Dico finalmente perchè per mezzo della tua sensibilità sarai in grado di scegliere il migliore "sviluppo" per un'immagine già buona in partenza.

    Ho studiato parecchio l'arte della fotografia in questi ultimi anni, e la scoperta più curiosa, io, figlio del digitale, l'ho avuta apprendendo che nella tradizionale camera oscura si compivano alchimie simili agli interventi digitali, in alcuni casi i passaggi erano proprio gli stessi.

    Per generare contrasti si muovevano le mani come vecchi stregoni, o maestri di orchestra, in modo da alterare la quantità di luce che arrivava nelle varie zone della fotografia che si stava sviluppando.

    Il termine "maschera" deriva proprio dal fatto che venivano interposte vere e proprie maschere per variare i contrasti all'interno del fotogramma.

    In questo video si ha un esempio di sviluppo in camera oscura : www.youtube.com/watch?v=8Juse6qERtk

    Tutto questo per dire che alla fine di ogni processo di creazione concettuale, sia fatto per mezzo di un cellulare, di una reflex, di una tela ed un penello… quello che conta è la capacità di smuovere emozioni.

    L'effettivo elemento da valutare e che può essere selettivo è il mezzo con cui veicoli l'immagine.

    Se veicoli per mezzo del web contano ... immediatezza, praticità, fantasia e... capacità compositiva con il tuo cell hai tutto.

    Se vai verso la stampa di grandi dimensioni invece un semplice cell ti potrebbe stare stretto.

    Hai fatto bene a tenere distinte le sezioni perché il tuo spirito di coerenza avrebbe sempre acceso una spia ad ogni caricamento di una foto "Lavorata" all'interno dei tuoi tradizionali "attimi".

    Le immagini di "attimi" hanno una funzione documentale (anche se con eccelse vette artistiche), credo che in questa sezione oltre a vedere il modo tramite il tuo sguardo, potremo vederlo anche tramite la tua sensibilità interiore.

    Per te lo scatto era un punto di arrivo, ora diventa un punto di partenza …. buona strada!!!


  • Katia

    12/10/2012

    Bravo bella idea, il nuovo slogan di Facebook di questi giorni lo conoscerai e lo trovo appropriato all'idea
    SONO LE COSE CHE USIAMO TUTTI I GIORNI A CONSENTIRCI DI COMUNICARE E STARE INSIEME

  • Remo Ponzini

    12/10/2012

    Dopo la presentazione del Gigi ed il commento del Fausto mi sono reso conto che di tecnologie fotografiche sono totalmente a digiuno.
    Eppure nella mia esistenza, per alcuni anni, ne feci una serie infinita. Avevo il figlio piccolo e mi limitavo a puntare l'obbiettivo, a mettere a fuoco ed a cliccare. Ma i tempi sono cambiati. Bisogna fare corsi appropriati, ci sono un sacco di considerazioni empiriche di difficile lettura, bisogna tenersi aggiornati sui singhiozzi delle mode mutanti e, forse, tenere presente anche l'umidità atmosferica.

    Peraltro sono sempre stato curioso di sapere e questo mi ha aiutato sia sul lavoro che nei vari impiastri della vita quotidiana ma su questo argomento mi sono arreso da tempo e mi vedo costretto a convivere con la mia inettitudine.
    Eppure mi piace ammirare il lavoro altrui e passo anche del tempo a sfogliare foto di ogni genere. Ma d'altra parte si vede che in tutti i campi ci vogliono i protagonisti e coloro che si limitano a contemplare.

    Mi sono sempre chiesto come fai, o Gigi, a titolare ogni foto che fai. Sono sempre azzeccati e perfettamente confacenti con scatti effettuati. Anche le foto odierne, allegate al servizio, lo dimostrano. Me lo spiegherai de visu domattina davanti al solito capuccione schiumante.
    Bisogna pure saper fiutare, a mo dei cani da tartufo, quali sono i soggetti più tipici da inquadrare. Ho assistito in diretta a quella che hai fatto a "Bruno de Salappa" e bisogna ammettere che questo signore ha tutte le peculiarità di cui abbiamo parlato.

    Non ho fornito nessun contributo tecnico ma non credo che da me te lo aspettassi.
    Ciao.

  • Fausto

    12/10/2012

    Caro Remo, non c'è bisogno che aspetti il caffè... la risposta che avrai è semplicemente la seguente:

    "ho visto una cosa che mi piaceva e l'ho fotografata, poi ho pensato ad un titolo che mi piaceva e l'ho pubblicato..."

    Elementare Remon...!!!

    (Michael Jordan un giorno disse... il canestro mi sembrava talmente grande che credo mi risultasse più difficile metterla fuori che dentro)

  • Monica

    12/10/2012

    Ok ma pero' non trascurare gli attimi che mi tengono compagnia ogni giorno

  • Marino Manfredi

    12/10/2012

    grande la foto di salappa, bruno ferentani, lo sapete perchè lo chimano salappa? io si.

  • Ruggero

    12/10/2012

    Qualcuno fermi Marino per favore......sia Lui che il Sistema che ha in testa!!!

  • NDM

    12/10/2012

    Dear GG,
    welcome to INSTAGRAM,
    visto il successo del tuo blog e dell'applicazione in questione, perchè non estendere la sezione anche agli amici che potrebbero apportare i loro scatti instagram? non so, è un'idea... your instagram?

  • Remo Ponzini

    13/10/2012

    Caro Marino

    Siamo tutti in attesa di conoscere l'origine di " salappa " .

  • ValeBD

    14/10/2012

    ruggero taci vogliamo sapere la storia che ha da raccontarci marino!!!

  • Ruggero

    14/10/2012

    E secondo te Gigi pubblica il possibile commento di Marino.......che pazienza enorme che ci vuole con te!!!!

  • Remo Ponzini

    14/10/2012

    C'è un po' di reticenza intorno al personaggio in copertina. Sembra che sulle origini del soprannome "salappa" nessuno voglia pronunciarsi.
    Eppure il Marino ha ammesso di sapere e, di conseguenza, anche il Ruggy che lo frequenta, sarà stato ragguagliato.
    E' possibile che nasconda una storia inenarrabile ??? Questa sorta di omertà me lo fa pensare. La parlata dei nostri monti mi pregio di conoscerla ma il significao di quel termine non è compreso nel mio vocabolario. Il segreto credo sia racchiuso nel nomignolo che gli è stato appioppato.

  • ValeBD

    14/10/2012

    se è inenarrabile ci adegueremo!!! contento ruggy???.....ma salappa non era originario di chiavari???o me lo ricordo male io questo particolare? ricordo che qualche anno fa qualcuno raccontava di averlo sempre visto li, ma forse ho la memoria incasinata!!

  • ValeBD

    14/10/2012

    Comunque senza andare sempre fuori strada, instagram lo uso anche io, eppure il migliore sempre essere pero' questo https://play.google.com/store/apps/details?id=pixlr.OMatic
    molto meno limitato e con piu effetti!!!

 

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