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  • Arturo, dimmi chi erano i Beatles

    Cinquant’anni fa usciva il primo 45 giri dei Beatles: "Love me do". Fu una data importante per il mondo musicale, ci penso spesso.
    Sì, ci penso, perché quando erano all’apice del loro successo io nascevo, quindi, per questioni anagrafiche, non ho potuto vivere la rivoluzione musicale e culturale che provocarono, in pratica non riesco bene a comprendere cos’era la musica prima dell’avvento di questo magico quartetto di Liverpool.
    Spesso mi domando come abbiano potuto, in soli sette anni, con tredici album, segnare un prima e un dopo nel panorama musicale, sì perchè poi nulla fu più come prima.
    E chi avrebbe potuto immaginare che io, pur essendo allora in fasce, sarei stato qui, in questa notte di Novembre del 2012, a parlare ancora di quel fenomeno che scombussolò il mondo?
    Il motivo è più che valido, per cui ho chiesto aiuto ad Arturo Curà, lui, oltre ad averli vissuti, li ha anche ampiamente suonati e cantati, era il tempo del gruppo “I Dinosauri”.
    La domanda che gli ho posto è stata una sola, semplice e diretta: “Arturo, dimmi chi erano i Beatles”.
     
    La tua domanda mi crea qualche imbarazzo poiché sul celebre quartetto vocale/strumentale è stato detto tutto ma proprio tutto.
    Come hanno fatto i quattro di Liverpool, buoni cantanti e discreti musicisti, a piazzarsi nel punto più alto della musica pop, producendo in pochi anni una quantità di invenzioni, suoni, testi rocamboleschi, impasti vocali accattivanti che pescavano dal blues, dal rock and roll, dalle ballate nordiche, da alcuni mottetti gregoriani, dalle suggestive atmosfere indiane per regalarci ogni volta il nuovo miracolo?
    E’ indubbio che furono rivoluzionari questi Beatles ma con qualche diversità dai “gruppi rivoluzionari” che stavano sorgendo in quell’Inghilterra contro vento con le minigonne da vertigine, le modelle già anoressiche, i capelli sempre più lunghi, le droghe e le nuove “Bands” estreme e fracassone…. con i “Rolling Stones”, altro gruppo esplosivo lanciato come contraltare alla Beatlemania e, su su, fino ad arrivare ai  “Woo”, quelli che in scena
    spaccavano chitarre e amplificatori.
    A proposito, è indispensabile vedere o rivedere il capolavoro cinematografico di Antonioni  “Blow up” che raccontò mirabilmente quegli anni di innovazioni ribollenti.
    La “rivoluzione” dei quattro giovanissimi Baronetti che incantarono perfino la Regina d’Inghilterra era più dolce, delicata, armonica, molto ironica, persino sentimentale, spesso carnevalesca; un’assoluta novità che abbracciava tutti e che sgorgava in maniera così magica da spargere ovunque il grande sogno per un mondo fantasioso e libero.
    I quattro Illusionisti di Liverpool con leggerezza estrema siglarono un’epoca colma di grandi speranze, la fratellanza universale... “Imagine”... non più guerre… “All you need is love!”, inventarono navi speciali su cui partire per conoscere il mondo nuovo, quello della fantasia libera colma di fiori: “Magical Mistery Tour”, “Sergent Peppars Lonly Hearts Club Band” e lo strabiliante “Yellow Submarine” film a cartoni animati.
    Navi che partono per non fare più ritorno, raccontandoci favole e personaggi e producendo sensazioni sempre nuove e diverse tra loro attraverso canzoni che ancora oggi hanno una potenza espressiva che ha del miracoloso.
    Fu una autentica magia musicale la “breve vita” di questi quattro ragazzi che, come già detto, analizzati uno alla volta, non erano mostri ma insieme, vocalmente, strumentalmente, poeticamente e attorialmente, ebbero la capacità inarrivabile di produrre capolavori riveriti e riconosciuti anche dai grandi autori della musica cosiddetta “colta”.
    Questi erano i Beatles. Una meravigliosa meteora che a 50 anni di distanza attraversa i cieli di chi ogni tanto ha ancora la voglia e la possibilità di fare bei sogni non solo “musicali”.

10 Commenti

  • Remo Ponzini

    12/11/2012

    La rivoluzione musicale del secolo scorso. Un aspetto perfettamente illustrato da Arturo che, già a quei tempi, spaziava in ogni ganglio di tutto quello che odorava di spettacolo.
    Prima che arrivassero i Beatles in Italia imperavano il liscio e le canzoni melodiche (melense per me) propugnate, con molta enfasi, dal Festival di San Remo. Per ricercare qualcosa che fosse maggiormente motivante si andava ad attingere alla musica jazz o si tentavano i primi approcci con quella classica.

    La nostra laboriosa Italia aveva intrapreso il percorso del boom economico e della motorizzazione di massa. Restava da coprire un vuoto/voragine di novità musicali. Con un perfetto tempismo esplose questo quartetto inglese composto da ragazzotti che, seppur imberbi, erano dotati di grandi capacità artistiche. Il mondo intero si chinò ai loro piedi ossequiente ed in ogni dove si iniziò ad intonare le loro straordinarie canzoni.

    Scoppiò un effetto emulazione che produsse la genesi di una miriade di complessi musicali. Fu uno sconvolgimento generazionale che innescò una scioccante rivoluzione culturale ed una trasformazione radicale nello stile di vita di tutti. Arrivò l'anno 1968 ed il primo maggio iniziarono i moti di piazza nel quartiere latino di Parigi. Mi trovavo proprio in quella metropoli da una settimana in gita turistica e riuscii a prendere l'ultimo volo prima che l'aeroporto fosse chiuso al traffico per tumulti.

    Un fermento mondiale ammantato da un femminismo che esplose con una virulenza inaspettata e sorprendente. Le minigonna micro e gli hot pants furono gli unici abbigliamenti che le giovani praticavano. Una vergogna palese per le beghine di contrada ancora vestite di nero ma una gioia immensa per noi maschietti scoppiettanti. Naturalmente io e tanti altri ci accodavamo al complesso di Arturo Curà i "DINOSAURI" che conobbe anni di vera gloria e momenti spassosi indimenticabili.

  • Ruggero

    12/11/2012

    Non ho mai capito perchè questi quattro bambocci vestiti da camerieri, non siano rimasti oltre Manica, invece di arrivare sul suolo italico ed inquinare la melodia del Festival di San Remo degli anni '60.

    Ma io dico....qui avevamo Rascel con "Romantica", ma vuoi mettere???
    Ti presentavi al primo approccio con una bambola ed in ginocchio gli cantavi, ciondolando con la testa a destra e manca:" Tu sei romanticaaaaAAA..." e questa come minimo sveniva!!!

    Se gli cantavi " All my loving " di sicuro ti beccavi uno schiaffo..... avrebbe creduto che la prendessi per i fondelli.... e magari la cantavi in modo impegnato con un inglese maccheronico!!!
    Remo che tu non amassi le canzone melodiche dopo tutti i commenti signorili e riveriti rivolti ad ogni essere femminile presente sia su Facebook che in ogni bar e strada bedoniese.... non mi par vero!!!!!

    http://www.youtube.com/watch?v=JfeQAUOktng

  • Remo Ponzini

    12/11/2012

    Ma Ruggero, lo sa chiunque mi conosca che non ho mai amato la canzone all'italiana. L'unica che mi piace è MINA che ascolto frequentemente.

    Comunque i BEATLES sono tutt'ora rinomatissimi nonostante siano trascorsi circa 47 anni. A quei tempi era musica innovativa e straordinaria. Hanno incassato cifre enormi di diritti di autore e la Regina Elisabetta li ha insigniti del titolo di SIR per aver contribuito,in modo significativo, a migliorare la bilancia commerciale inglese con la vendita dei loro dischi.

    Pensa un po' ......

  • Ruggero

    12/11/2012

    Più che "Beatles" trovo davvero strano l'uso della parola "ganglio" nel contesto del tuo primo intervento??
    Avevo letto in fretta ma ci sono tornato sopra per concludere che c'entra come i cavoli a merenda!!
    Iscriverti forzatamente a Facebook ti sta arricchendo il vocabolario personale da ex seminarista fuggito da una finestra socchiusa per perdersi l'ora di latino e greco!!
    Averti fatto smettere di fumare è stato forse il vero azzardo??

  • Lorenzo

    13/11/2012

    Mi permetta signor Ponzini ma gli anni trascorsi di onorata carriera dei Beatles sono 50 e non 47 come erroneamente indicato. Appriffito dell'occasione per i complimenti visto che la leggo sempre con interesse e piacere.

  • Remo Ponzini

    13/11/2012

    Caro Ruggero,

    Ti sei dimenticato di dire che il vocabolo "ganglio" me l'avevi insegnato tu (può succedere... a volte) qualche giorno fa.
    Mi avevi detto che smettendo di fumare tutti i "gangli" nervosi sarebbero andati in fribillazione per carenza nicotinica. Siccome mi innamoro delle parole che non conosco l'ho subito usata (un po' impropriamente) per significare che Arturo "governava tutte le terminazioni nervose degli spettacoli".
    Cacchio, ho dimostrato a tutti che anche tu sei in grado di insegnarmi qualcosa.

    W i BEATLES . Guarda che anche le ragazzine di 20anni sanno chi sono.

  • Remo Ponzini

    13/11/2012

    Caro Lorenzo,

    Grazie per la precisazione. Ho controllato solo ora nel web e sono proprio 50 gli anni dal loro esordio in Liverpool. In Italia il loro successo esplose a ....scoppio ritardato ma poi per anni si ascoltò solo loro.
    Non mi dilungo perchè ha già scritto tutto Arturo con la sua solita maestria e competenza.
    Ciao.

  • Ruggero

    13/11/2012

    Ed eccoci qui con due esperti musicali come Remo e Lorenzo, la cui fede incondizionata nel quartetto di camerieri li ha fatti un pò deviare dalla realtà dei fatti!!!
    Cari Signori l'inizio dell'avventura dei Beatles risale al luglio del 1957 in una chiesa di Liverpool, d'altronde non potevano che iniziare lì i 4 bambocci, ma termina con la morte violenta di John Lennon l'8 dicembre 1980!!
    Colgo l'occasione per ricordare a Remo che la spiegazione sui gangli e relativa nicotina non è proprio quella che Lui ha riportato, per cui deve ristudiare la lezione e per il momento è rimandato!!
    Non riesco ancora a capire come hai fatto a non essere mai bocciato in Seminario.....e poi si dice sempre che le scuole di una volta erano più difficili di quelle moderne??
    Vi vedo però davvero uniti sul mito dei quattro così mi viene quasi automatico rinfrescarvi bene le idee su chi davvero è sul palcoscenico da 50 anni e non ne vuole sapere di mollare.......

    http://www.youtube.com/watch?v=ZzlgJ-SfKYE&feature=related

  • Nicola Cattaneo

    13/11/2012

    Ieri sera senza aver ancora letto il post di Gigi mi sono sciroppato quasi per intero il film/documentario su George Harrison (su Sky) di Martin Scorsese, be', per cercare di fare un post breve, segnalo solo che come sempre mi ha sconvolto la trasformazione tumultuosa e continua dei Fab Four nei loro 7 anni di successo, dal 1963 al 1970 si assiste a una metamorfosi fisica (tale che c'è anche chi sostiene che Paul sia morto e quello che gira tutt'ora sia un sosia che ne ha preso il posto, il che spiegherebbe l'angosciante prestazione alle Olimpiadi di Londra, ma lasciamo stare...), musicale e spirituale così profonda da farmi sempre pensare oltre che effettivamente dovevano esser anni davvero straordinari (non dico magnifici o pessimi, solo straordinari) ed intensissimi, anche al fatto che di più insieme non avrebbero potuto dare...

  • Cinghio

    13/11/2012

    Io rimango convinto che personaggi nascosti che orbitavano attorno ai Beatles come i fratelli Davies (autori che hanno portato al successo decine di band fino ai giorni d’oggi) hanno, assieme ad altri compositori EMI, contribuito a costruire quel *mito tampone che inesorabilmente è finito nel nulla poiché nessuno di loro, escluso Lenon, aveva ed ha capacità di scrivere un brano decente (fate caso alle carriere da solisti).

    *mito tampone; ad un certo punto la classe politica più conservatrice inglese contrastò il Rock sponsorizzando l’innocuo Beat del mite quartetto di Liverpool temendo che questo nuovo tipo di musica potesse influenzare negativamente i giovani. Ma questo è un altro argomento….

 

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