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  • Un tocco di pennello

    Alla fine ce l’abbiamo fatta. Questo per dire che quando c’è la buona volontà metà del lavoro è praticamente fatto. La cartina geografica, quella dipinta sulla facciata della chiesa parrocchiale, è stata oggetto di un recente restauro conservativo, le insidie del tempo l’avevano deteriorata in più punti.
    Il murales era stato commissionato nel 1938 - Anno XVI E.F. - dall'Amministarzione Comunale e affidato all'ex topografo militare Geom. Guglielmo Federici (vedi articolo allegato del quotidiano Corriere Emiliano del 9 Agosto 1938).
    Il primo recupero risale agli anni '70 ed era stato eseguito dal maestro Silvio Battistini di Borgotaro e di lui allievo è il nostro artista locale Giovanni Ratti “da Roncole”, il quale sì è offerto di metter nuovamente mano alla suddetta cartina con un suo personale "tocco di pennello".
    Eravamo partiti tre anni fa, cercando aiuti economici presso le locali banche, ma invano, i tempi cambiano e con loro anche le vecchie abitudini a sostenere iniziative di questo genere. Fortunatamente è intervenuto il Comune di Bedonia il quale si è offerto di rimborsare il materiale al nostro Ratti che aveva già dato disponibilità di eseguire il lavoro senza compenso, proprio in ricordo del suo maestro Battistini e per attaccamento al proprio paese.

    A cogliere questa volonterosa opportunità e con gli stessi amorevoli fini si sono poi uniti vari artigiani locali: l’impresa edile “Fausto Cavalli” che ha fornito i ponteggi necessari all’allestimento del cantiere; Manfredi Marino per il posizionamento della copertura in rame; l'Arch. Filippo Dell'Amico per pratiche e permessi e il Geom. Giuseppe Rossi per assitenza al cantiere; il mio ruolo è stato invece speso al sostegno morale del nostro artista, quotidianamente salivo con lui sul ponteggio e lì controllavamo le diciture di località, fiumi e valli.

    Giovanni Ratti, prima di smontare i ponteggi e mettere la firma in calce alla sua prestazione, ha voluto indicarmi alcuni dettagli legati alle facciate bedoniesi, in gran parte da lui dipinte nel corso degli anni. Questi particolari sono stati registrati dal mio cellulare, rimasto “accidentalmente” acceso, durante la dettatura di quanto da lui disposto… anche se, a riguardarci ora, sembriamo una sorta di “Totò e Peppino”, anche noi, come loro, alle prese con la dettatura della famosa lettera.

14 Commenti

  • Brontolo Né

    03/02/2013

    Questo è Amore
    Amore amato
    Amore vissuto
    Amore coltivato
    Amore appassionato
    Amore di esempio
    Amore nutrimento
    per il proprio Paese
    Grazie per questro Amore

  • Manfredi Marino

    03/02/2013

    Ringrazio per la citazione di merito, con me c'era anche mio cugino pietro galli che sempre mi aiuta, grande ratti, pittore e decoratore di case, ha anche decorato il condominio di mia sorella davanti al comune, ha lavorato spesso anche col mio amico fausto coppola producendo scenette esilaranti.
    è sempre bello fare qualcosa per gli altri, almeno quando saremo crepati diranno che non eravamo del tutto stronzi e al bar pagavamo sempre da bere.
    ringrazio anche il mio amico raggi per i preziosi consigli e le numerose critiche, dovrebbero inserirlo nella cerchia dei cultori del bello, come gigi e il super geometra.

  • Esvaso

    03/02/2013

    - Riporto il testo affidatomi da Giovanni Ratti con preghiera di pubblicazione:
    "Le facciate di questi palazzi bedoniesi risalgono al secolo scorso, alcune a tempi più lontani. In molti si ravvisa un’architettura ligure, testimonianza che la vicina Liguria ha sempre influenzato il crescere di questi centri montani. Purtroppo la vetustà dei palazzi, qualche volta anche l’incuria, avevano portato al degrado dei dipinti e dei colori. Ora via Garibaldi e altre vie hanno la veste nuova, le case si presentano linde e pulite, classicheggianti impronte di stile ligure, con tinte ricercate molto tenui, bene intonate con il paesaggio.
    Per questo mi sento orgoglioso di questo mio modesto operato".
    G. R. Anno Domini 2012.

    - Dopodichè ringrazio l'Arch. Filippo Dell'Amico per avermi concesso il prezioso articolo del "Corriere Emiliano" inerente la datazione della cartina geografica (1938) e che troverete allegato.

  • ValeBD

    03/02/2013

    Grazie Esvaso per averci portato su web queste testimonianze. Bellissimo anche il testo di Ratti riportato qui sopra, esatto stiamo perdendo un po' di quelle belle facciate e soprattutto i colori...... sarà la duemilionesima volta che lo dico ma togliamo questa cosa assurda delle uniche due varianti di colori..... tra un po' sembriamo un branco di tifosi della Roma!

  • Marco Biasotti

    04/02/2013

    Grazie a Ratti e a quanti hanno collaborato , la cartina è una caratteristica preziosa del nostro paese ed è giusto mantenerla in ordine.
    Concordo con ValeBD.... basta con il bicolorismo, passatemi il termine.

  • Giacomo

    04/02/2013

    Un esempio di come sia possibile, grazie alla generosità e disponibilità di alcuni, trovare soluzione a piccoli problemi. Considerati i tempi, dovremo sempre più ricorrere a queste forme d'intervento. Grazie Esvaso della segnalazione.

  • Farinelli

    04/02/2013

    Scusate Vale DB e Marco Biasotti ma cosa vorreste fare di Bedonia il paese dei puffi? Una casa gialla e l'altra azzurra? Qualche comignolo a forma di fungo? La nostra tradizione è ligure attraverso il ROSSO e GIALLA perchè emiliana.

  • Antonio S

    04/02/2013

    Bravi e complimenti a tutti è così che si deve fare

  • Remo Ponzini

    04/02/2013

    Era un pomeriggio come tanti e bighellonando per le vie del centro mi imbattei nel Gigi che stava esvasando proprio di fronte alla impalcatura eretta per il restauro. Mi invitò a salire a vedere il lavoro in corso e, nel contempo, mi chiese di dargli una mano a rilevare gli errori grammaticali. Si trattava, più che altro, di consonanti in eccesso (Scoppolo anziché Scopolo) o viceversa.

    Il nostro artista Giovanni Ratti (“Ratten” per gli amici) era in piena attività e non aveva tempo di appurare questi dettagli linguistici. Restaurava con diligenza, ricalcando o rifacendo, quello che era stato scritto ai tempi di Battistini, quando lui, giovane allievo, ambiva apprendere per diventare a sua volta maestro d'arte. Mi stupì molto assistere alla rapidità e precisione con cui maneggiava il pennello aggiungendo o togliendo lettere a seconda della bisogna.

    Mi è molto piaciuta la scenetta comica del nostro Esvasante che volendo video-registrare l’artista, si appropinquò lasciando (casualmente?) lo smartphone in funzione. Al nostro “Ratten” bastò un colpo d’occhio per notare il gesto ma, anziché scomporsi, si mise in posa a recitare il suo monologo sui decori liguri che hanno caratterizzato l’intero suo percorso professionale. Aveva già intuito tutto prima ancora che il Gigi attuasse i suoi propositi. Anzi, si era già preparato, per iscritto, la dichiarazione che abbiamo ascoltato.

    Penso che siano centinaia le case della nostra valle che possono vantare i suoi pregiati ed ambiti decori. Soprattutto le facciate esterne ma non solo. Anche interni abitativi ed alcuni negozi. Ma ora abbiamo la cartografia, dipinta a mo di murales, rimessa completamente a nuovo grazie alla creatività di questo ragazzo. Non ha percepito un ghello per il lavoro svolto. Ma c’è la sua firma in calce e questo ci permetterà di ricordare il suo gesto.
    Un grazie anche a tutti coloro che si sono generosamente prestati.

  • Alberto Squeri

    04/02/2013

    Ancora una volta, bisogna solo dire: G R A Z I E!!!!!
    Innanzitutto all'opera del sig.Ratti, a quanti hanno collaborato ed ad Esvaso: sempre puntuale, accorato e preciso.

  • Marco Biasotti

    04/02/2013

    Egr. Farinelli se lei pensa che nella nostra tradizione esistano solo il rosso e il giallo mi spiace dirglielo ma dubito che lei abbia radici in valtaro, inoltre, affermare che il rosso è ligure è quantomeno curioso.... ma lei ha mai visto Porvenere, Manarola o qualsiasi altro paese ligure??.? Mi sorge il dubbio che sia daltonico.
    I Puffi (ma che simpatico) li lasci dove sono e vada a vedersi i dipinti storici dei nostri e (forse) suoi paesi, noterà con suo stupore che non esiste solo il giallo e il rosso.
    Certo, ovvio che la cosa vada in qualche modo regolamentata, ma ampliare la gamma cromatica sarebbe quantomeno auspicabile..... se non troppo disturbo per i suoi occhi.

    Mi scuso per essere andato fuori tema, ma..... quando sono tirato in causa (dandomi neanche troppo velatamente) del buffone, che ci volete fare, ho il vizio di rispondere!

    Fine.

  • Marco B.

    04/02/2013

    Gigi sei un cane dell'ostia, ma vero però.............! (commento solo sul video)

  • ValeBD

    04/02/2013

    Caro signor Farinelli, credo abbia giò spiegato Marco, piu di quanto io possa fare. Se poi uno si vede le foto storiche della bedonia di un tempo, non ultimo il famoso video "c'era una volta Bedonia" si vede una via trieste con case a piu colori. sinceramente è questo il motivo per cui la mia casa è rimasta grigia! Non si tratta di voler fare il paese dei puffi ma di voler tornare il paese di una volta!

    P.S: Grazie Marco per il sostegno, speriamo che qualcuno ci ascolti!

  • Claudio M.

    09/02/2013

    Bravissimo Gianni e astuto GG,con la telecamera aperta ( con richiamo alla storica scenetta di Toto' e Peppino e la lettera "VOULEVON, VOLEVAM SAVUAR L'INDIRISS...") !.
    Ora capisco perchè l'amico Gianni è cosi' valente nel suo lavoro; il suo maestro Battistini è stato un grande pur nell'umilta' di piccoli gesti pittorici del tipo :
    una insegna colorata di un esercizio pubblico, il simbolo della trota e della festa omonima di Bedonia, le felici caricature di "Su e zu pra l' Burgu", gli affreschi interni esterni di belle dimore...(sarebbe utile che al "Borgo" qualcuno facesse l'inventario e pubblicazione delle sue opere, anche "Minori" ma dal tratto sicuro, quasi "Zen"; forse Giacomo, che conosce Battistini Jr, potrebbe far qualcosa..).
    Ratti è la prova vivente della buona semina e ha degnamente richiamato , ricordato, il suo Maestro Battistini, rinnovandone i colori ed i gesti, con una profonda umilta'. Claudio M.

 

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