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  • Quattro passi nel vento - La passeggiata - VI Atto

    L’avrebbe capito anche un bambino. Non era necessario essere degli esperti per capire cosa potrebbe accadere lassù. Se alla passeggiata di domenica mattina avessero preso parte i Consiglieri Comunali e gli scettici, si sarebbero fatti almeno un’idea dei motivi reali che spingono sempre più persone ad avere seri dubbi in merito alla costruzione di un impianto eolico sul crinale del Santa Donna.
    A numero di amministratori però eravano a 0… meglio valutare l’impatto sulla carta o confidare che le pale crescano dal terreno come i funghi o che scendano dall’alto per intercessione dello spirito santo.
    Se qualcuno avesse partecipato sarebbe poi stato libero di mantenere le sue convinzioni o perlomeno si sarebbe reso conto di cosa voglia dire portare fisicamente 9 pale eoliche da 150 metri fin lassù e solo dopo seguitare a sostenere che sia un progetto di normale amministrazione o necessario.  
    Sono sempre più convinto che non ci voglia un ingegnere, un geologo o un professore in materia ambientale per capire quali bestialità vorrebbero compiere su quel crinale, basterebbe fare quattro passi.
    Per compiere il tragitto che ospiterà le nove torri si deve percorre un sentiero di montagna, stretto e tutto in salita, ed è difficile comprendere come lì potranno transitare camion eccezionali lunghi oltre 50 metri, autobotti, rulli, betoniere, ruspe e gru ciclopiche. È proprio difficile da immaginare che attraverso il bosco e le pinete ci passerà una strada di 6/8 metri di larghezza, con pendenze minime e liscia come un biliardo, oppure concepire che le radure possano essere trasformate in aree di cantiere grandi come campi da calcio, in pratica tutto ciò che servirà per realizzare un impianto industriale sulla cima di una montagna.
    Quando racconto questi particolari ai miei clienti olandesi non riescono a comprendere quale sia logica per ritenere opportune simili scelte, eppure non sono gli ultimi arrivati, dopodichè scuotono la testa e picchiettano l’indice contro la tempia.

24 Commenti

  • Brontolo Nè

    08/04/2013

    Ho finito ora di guardare le 40 foto... mi vien da piangere
    per l'insensibilità umana, per l'ipocrisia, per il dio denaro.
    Ci vuole coraggio per correre il rischio ! Quale rischio ?
    Quello di doversi ricredere, e poi essere Grandi Uomini, nel saper, nel poter cambiare idea.
    Solo i meschini non cambiano mai idea davanti all'evidenza ed allora non vedere è l'unica soluzione.
    Stefano

  • Camila Parada Raineri

    09/04/2013

    I NO. Non a caso, non per partito preso, non per abitudine, non per ignoranza, ma per NON rovinare questo territorio prezioso. Terre che sono rimaste un patrimonio preservato della natura in mezzo a zone già ampiamente maltrattate.
    Ci sono tanti altri che devono regolare i conti con Kyoto prima della Valtaro. Non dobbiamo salvare noi il mondo che consuma quantità di energia che noi qui non ci sogniamo nemmeno di consumare. Ci sono tanti altri posti dove mettere impianti invasivi come questo proposto al Santa Donna. Ci sono anche tanti esempi, ogni giorno ne salta fuori uno nuovo, di insuccesso dei parchi eolici nonchè di infiltrazioni di denari mafiosi nelle propietà degli impianti.
    La questione Santa Donna non riguarda solo il comune di Borgotaro bensì tutta la Valtaro e la Valceno.
    SI all'autonomia energetica.
    SI a impianti non invasivi.
    SI ad un piano regolatore energetico INTERCOMUNALE.
    SI all'educazione sui consumi energetici (e non).
    SI alla pianificazione integrata.

  • IThink75

    09/04/2013

    Ho visto le foto e x me è come rivivere tutto una seconda volta...
    Volete vedere il seguito della storia? Fate una gita anche al "parco" (mi chiedo chi ha avuto anche la brillante idea di chiamarli parchi, visto che il verde lo distruggono e basta...) cmq stavo dicendo, andate a Zeri per vedere come si trasformerà quel monte tra qualche mese... ora a Zeri c'è solo distruzione di quello che ho sempre considerato un piccolo paradiso naturale :(
    Fermateli prima che distruggono tutto!! :(

  • Fabio

    09/04/2013

    Caro gigi,
    mi spiace molto non essere potuto venire su, ero via per lavoro.
    Vi avrei mostrato volentieri dove e come potevano essere installate 4 pale da 200 kw su tralicci da 30 mt con fondamenta di 5 mq, possibilmente installate da personale locale, costo dell' operazione circa 600 mila euro, resa circa 400 mila euro annui da investire come meglio volevano quelli dell'amministrazione. Ma era un progetto che muoveva troppi pochi soldi?..presentato a ben due sindaci del capoluogo...
    la tristezza si è piantata nell'anima e l'impotenza di giustizia la sta quasi rendendo cieca...
    se si attaccano alla cifra che il comune potrebbe guadagnare con questo progetto la risposta è tutta qui..allora perchè il piccolo ma vantaggioso non interessa ma sono così attaccati a muovere 50/60/100 milioni devastando un territorio?
    se volete pubblichiamo quattro preventivi di diverse aziende e relativi costi benefici e studi sul vento..
    con infinita frustrazione per il nostro futuro mi congedo.
    Fabio

  • Davide

    09/04/2013

    Anche sul Monte Orocco è installato un anemometro, non è che gli "intelligenti" hanno intenzione di fare qualcosa anche li?
    In Val Taro e Val Ceno serve un Parco Naturale non un Parco Eolico...purtroppo però il treno è stato perso qualche hanno fa. Ma niente è perduto.

  • Cimotto

    09/04/2013

    Sono commosso da come ti stai battendo , la passeggiata di domenica ti dovrebbe aver fatto capire perchè gli amministratori non si sono presentati !
    Eravate in pochi!!!
    Per la gente non è altro che un argomento da discutere al bar tra un gol di del piero e uno di totti.
    Sono convinto che una volta fatte le pale ( perchè le fanno ) sul santa donna ci sarà gente che non ha mai fatto il passo.
    Caro Gigi stai cercando di sensibilizzare la comunità ,, ma in questo momento la sensibilizzi solo ed esclusivamente toccandola nel portafoglio.
    L amministrazione può sempre giocarsi la carta dei soldi che prende e che reinvestirà sul territorio, tu che carta ti stai giocando? I cinghiali e gli uccelli spaventati dell oasi del wwf ( la metà delle persone non sà neanche cos' è l'oasi e dove si trova ).
    Mi sono stupito invece che del comune di Bardi non ci fosse stata tutta la giunta, come te lo spieghi?
    Volutamente molto polemico

  • Stefano

    09/04/2013

    E' un luogo in cui andiamo spesso con la mtb e a correre..... e pensare a 9 mostri cosi ci ha fatto davvero riflettere....
    non ho nulla contro l'eolico o le energie alternative ma le cose vanno fatte con criterio e modo....
    qui si parla di mostri!!
    noi amiamo tantissimo la nostra valle, pensiamo che sia valorizzato un 3% di quello che vale e se vogliamo anche distruggere il poco bello che abbiamo allora......

  • PK

    09/04/2013

    @ Cimotto

    ... I cinghiali e gli uccelli spaventati dell oasi del wwf ...

    tempo perso, l'ecotalebanoambientalista vede solo quello, in più pensa di essere depositario della verità assoluta, e padrone di ogni terra su cui cade lo sguardo.

    Domanda:
    Ma se c'è una legge, una disposizione normativa che mi consente di farlo, perché non dovrei?
    Ma poi, mi spiegate perché, fra le vostre parole c'è sempre la frase più o meno nascosta... ma noi cosa ci guadagniamo? Che vi devono pagare il pizzo?

  • Gigi Cavalli

    09/04/2013

    Cimotto, mi chiedo come si fa a non capire che i cinghiali o i daini non c'entrano nulla, con questo impianto industriale si andrà a colpire l'economia reale, i piccoli artigiani, i proprietari di case che per colpa di altri si vedranno la loro proprietà svalutata, gli agriturismi e i B&B che hanno investito centinaia di migliaia di Euro, insomma, tutto andrà a discapito del già debole anello legato all'edilizia.
    Ne risentirà l'intera vallata.

    Il Comune non ci guadagnerà più nulla, l'IMU dell'impianto(circa 300.000 Euro/anno) non andrà più, per un recente decreto, all'Amministrazione di Borgotaro ma al Governo centrale, quindi saremo alle solite: "Oltre il danno la beffa".
    Solo gli stolti non cambiano idea.

    I partecipanti erano 28, certamente il tempo ha influito, ma non per questo è stata vana per sensibilizzare il tema; il Comune di Bardi non è stato invitato in quanto già consapevole del disastro.

    P.s.
    Mi piaci un casino quando sei volutamente polemico ;)

  • Informataro

    09/04/2013

    Gli specchi sono lisci per arrampicarcisi servono belle ventose.. temo che gli amministratori non le abbiano ancora comprate...

  • Informataro

    09/04/2013

    Il commento non è stato validato per contenuti espressi in forma anonima.

  • Arturo Curà

    09/04/2013

    Caro Gigi, ho pensato più volte a questa "stranezza eolica" ( Nove Torri di Babele! ) e mi sento di intervenire lasciando in disparte considerazioni tecniche che ignoro o perlomeno fingo di ignorare
    per non finire nel calderone dei battibecchi fini a se stessi.

    Diciamo che la mia visione è solamente di carattere estetico e mi porta a dire che quando l'estetica
    ( che non è un mostro medievale ma un significato altissimo di civiltà se no i capolavori che fanno straordinaria l'Italia che ci starebbero a fare? ) viene considerata una cosa superficiale buona per sognatori eccetera siamo vicini al disastro che peraltro è in atto perlomeno da cinquant'anni...

    Per esempio vogliamo ricordare i disastri avvenuti nei nostri paesi, uno per tutti il grande Moloc borgotarese della Comunità Montana ora traslocata che ha sostituito lo storico Convento delle Monache su cui i cittadini di oggi ( ma c'erano anche ieri e ieri l'altro ) piangono e si scandalizzano?

    Ora le Pale in questione non farebbero altro che rovinare esteticamente ma non solo un territorio
    di straordinaria bellezza, umile e da piccolo paradiso terrestre. Erigere pale di tali dimensioni
    mi pare l'ultimo insulto ad un Appennino che andrebbe mantenuto e curato e non stuprato da mostri devastanti di altezze iperboliche ( 150 metri, stile americano! )
    Lo so, scrivo cose che già altri stanno dicendo da tempo ma le voglio dire lo stesso!

  • Giuseppe Toffanin

    09/04/2013

    E' solo per precedenti impegni che non ho partecipato alla camminata sul S. Donna e ne sono dispiaciuto come persona e come Consigliere comunale.
    Sarebbe bello organizzare una festa nel parco 'non eolico' in occasione delle prossime feste istituzionali.
    Saluti Giuseppe Toffanin

  • Gigi Cavalli

    09/04/2013

    Gentile Toffanin buona sera,
    la accolgo con un "Benvenuto" essendo questo il suo il primo commento nel blog.
    Oltre al saluto di rito volevo "Dare a Cesare quel che è di Cesare", ovvero testimoniare che ha partecipato assiduamente a tutti gli incontri promossi dal Comitato, sia a quelli organizzati a Borgotaro, a Noveglia, a RTA-Videotaro ed anche a Parma giovedì scorso, quindi la sua assenza di domenica non necessita certo di "giustificazione".
    A presto, con la speranza di riaverla presto tra noi.
    Gigi Cavalli

  • Viola

    09/04/2013

    Gigi, ogni rientro in valle mi apre il cuore da una parte ma dall'altra mi fa talmente incazzare che tu non sai.. con tutte le possibilità che abbiamo qui per poter fare una vita dignitosa e a testa alta..
    Nell'ultimo anno ho visto a Milano sempre più gente al mattino svegliarsi per strada, vestirsi bene e andare a lavorare, idem dalle macchine posteggiate nelle periferie..
    Caxxo ma noi qui abbiamo un territorio... che forse è sfruttato al 5%.. bisogna veramente prendere un'altra direzione. Pazienza non l'avessimo...
    Grazie ancora Viola

  • Bucchio69

    10/04/2013

    Ciao Gigi e buona sera a tutti,

    Dopo 10 anni che giro l'Italia ho capito quale verità si celi dietro la frase "..al peggio non c'è mai fine". Potremmo emigrare, come stanno facendo in molti, oppure approfittare dell'impegno e dell'illuminazione che persone come Voi ci mettono a disposizione per risvegliarci dal torpore e dall'incuranza che è calata su di noi popolazione, che ci stiamo facendo fare a pezzi senza neanche accorgerecene.

    Progetti che condizioneranno irreparabilmente il nostro futuro e quello dei nostri figli, non possono essere impiantati come fossero dei funghi spuntati dalla sera alla mattina. Vi prego di continuare in questa azione di sensibilizzazione perchè voglio ancora sperare che la gente si sveglierà. La terra dove abitiamo è il nostro patrimonio, e dobbiamo difenderlo ad ogni costo!!!
    In pochi sanno cosa sta per accadere e molti sono completamente disinformati sull'impatto devastante di questo impianto ad "energia pulita", che avrebbe dovuto essere annunciato e spiegato nei dettagli dalle amministrazioni locali ed eventualmente accettato con una votazione da parte di tutti i cittadini delle valli, dal momento che una volta impiantato rimarrà a fare testimonianza per sempre e non per una tornata elettorale.....

    Chiudo con una riflessione forse banale (ma vera): Sappiamo tutti quanto hanno lottato i nostri nonni su questi crinali per difenderli e riconquistarli per noi e quasi tutti abbiamo in famiglia qualcuno che ci ha lasciato la pelle.... ma siamo sicuri che sia questo il fine? Spero proprio di no e spero che ci sia ancora un poco di coraggio e di voglia di lottare per decidere cosa vogliamo fare o non fare a casa nostra!!

    Gigi, aspetto il prossimo evento, e spero che arrivi presto.

    Grazie a tutti voi di provarci

  • Cimotto

    10/04/2013

    Sempre volutamente polemico: il fatto che bardi sia già consapevole del disastro, non giustifica l'assenza, se vuoi far valere a livello politico le tue idee devi avere un esercito dietro di te, altrimenti ti ridono in faccia .

    Il fatto che il comune doveva ricevere 300 mila euro e adesso forse non li riceve più, è una chiacchiera da bar, nel senso che me lo dici tu e un altro mi dice una cosa diversa.
    Interessanti i tuoi incontri, ma se vengo sento la tua campana.
    Mi hanno detto che entro questo fine settimana in provincia c'è l ultima decisione ... e chi lo sa

    Sarebbe bello ed interessante ( e allora parteciperei anch' io ) se si organizzasse un incontro con tutte due le parti, il comitato e i suoi tecnici e le istituzioni la ditta e i suoi tecnici, allora si che come cittadino che sfrutta i nostri boschi tutto l'anno potrei essere presente.

    E ricordati che neanche i no Tav sono riusciti a fermare i lavori in val susa.

  • Gigi Cavalli

    10/04/2013

    Caro Cimotto, ti metto il link della Legge che sposta il gettito IMU dai Comuni all Stato per gli immobili di Categoria "D" (immobili industriali) e le pale rientrano in questa categoria:

    http://www.tuttoimu.it/news/imu-le-novita-della-legge-di-stabilita-2013.html

    Leggi anche che se il Comune vorrà una sua quota eccedente il 7,6 per mille dovrà aumentare l'IMU su tutti gli immobili di questa categoria...

    Le osservazioni alla Provincia dovevano essere presentate entro il 13 Aprile, ma poi, per un vizio di forma, sono state prorogate di altre due settimane, dopodichè decideranno in base a tutte le osservazioni inviate da cittadini, attività, associazioni.

    L'incontro con la popolazione per illustrare il progetto? Ecco, qui casca l'asino.
    Quanti ne ha fatti l'Amministrazione per spiegare il progetto quindi con gli effetti pro e contro?
    Nemmeno uno! L'unico è stato in Comunità Montana lo scorso anno, ma 40 giorni dopo la scadenza delle osservazioni, quindi a cosa serviva? In ogni caso è stato fatto perchè richiesto dal Comitato. E da allora? Solo il recente incontro in TV ma sempre proposto dal Comitato. In ogni caso puoi sempre seguire il dibattito, lì erano presenti coloro che sono favorevoli e i contrari. La puntata dura più di due ore, quindi è stata più che esaustiva sotto ogni profilo. Il link lo trovi anche nel blog.

    In ogni caso, te lo anticipo, non sarà il Comitato a fermare il progetto, ma le osservazioni di tutti gli Enti preposti e facenti parte della Conferenza dei Servizi ( sono 41 ), oltre ovviamente a quelle dei cittadini/associazioni fatte pervenire e quindi da valutare come consentito dalla Legge.

    Sempre a disposizione per altri chiarimenti (più sei volutamente polemico e più mi piaci).
    Ciao GG

  • Davide

    10/04/2013

    Qualcuno mi può dire se faranno qualcosa anche sul Monte Orocco?

    Il territorio è sfruttato al 5%, ok. Però in settimana vedo un sacco di giovani a bighellonare nei bar, non mi sembra che abbiano voglia di sfruttare il restante 95%.

  • Bucchio69

    11/04/2013

    Qualcuno ha visto montata una pala eolica alta 150mt? a giudicare delle discussioni non credo...
    In danimarca le installano in mare Aperto, in zone che sono chiaramente disabitate e che non rappresentano mete turistiche o paesagistiche. Sono apparati impressionanti, che hanno un impatto molto più critico rispetto alle Pale della Capelletta, le quali rappresentano forse il limite massimo accettabile in zone abitate come le nostre.

    E' possibile lasciar deturpare un ecosistema al solo scopo di agevolare interessi economici di pochi? In Italia la risposta è si!!! spesso si trova terreno fertile in cui operare, ed uno stuolo di furbacchioni sono pronti ad approfittarne!
    Le amministrazioni lavorano nell'ombra per lasciare realizzare questi progetti e non informano debitamente la popolazione per metterla in grado di valutare una scelta strategica di tale portata. Perchè? La risposta è semplice. Non è importante dove e come verranno installate le Pale, e quali effetti avranno in ricaduta futura, ma importa solo che vengano fatte per deliberare Milioni di euro di finanziamenti, con relativi interessi di parte. E' necessario quindi installare impianti più grandi per spendere di più. Questa è la logica banale che sta dietro a queste NON scelte, piuttosto che valutazioni obbiettive del corretto equilibrio tra ambiente e risorse energetiche.
    La stessa cosa vale per i pannelli solari, distesi in mezzo ai campi che una volta producevano il frumento.... solo una questione di ecoincentivi.

    Purtroppo le amministrazioni locali quasi sempre si piegano alle direttive politiche SUPERIORI ed è quindi normale che cerchino di non apparire.... nella consapevole speranza che in futuro la gente si scordi di chi ha deliberato certe scelte.
    E' opportuno quindi addrizzare le antenne e riprendere in mano con decisione la scelta per il proporio futuro...... senza lasciarlo in mano ad alcune normative quali la VIA "Valutazione Impatto Ambientale", che tra qualche hanno risulterà inadeguata a garantire il corretto rispetto tra ambiente ed energia alternativa.

    A COSE FATTE SARA' TROPPO TARDI, E NON SI POTRA' TORNARE INDIETRO.



  • IThink75

    18/04/2013

    Tanto per capirci... ma forse voi li avete visti dal vivo...

    http://parma.repubblica.it/cronaca/2013/04/17/news/parco_eolico_di_zeri_consiglio_di_stato_lo_blocca-56816605/

    che schifo!

  • ValeBD

    20/04/2013

    Copio e incollo un bellissimo articolo, o meglio una testimonianza che arriva dal sud, già pesantemente devastato dal "boom dell'eolico"..... vi direte perchè... bhe perchè se qualcuno non l'ha vista o non lo sa esiste una mappa degli impianti in studio nell'appennino tosco-emiliano che sono tantissimi, molti gia approvati molto in approvazione, molti fermati, e molti ci riguardano da vicino.

    https://maps.google.it/maps/ms?msid=211499731996623319599.0004c8f768675a6b57764&msa=0

    Com’era bella la mia valle: piccola storia della devastazione paesaggistica della Daunia

    Cosa accade quando in un territorio diventa preda della più sfrenata speculazione finanziaria travestita da energia verde? Cosa accade quando l’eolico industriale viene realizzato seguendo esclusivamente la legge del più stolto e avido? Ce lo racconta un testimone che ha visto sfigurare sotto i suoi occhi in pochissimo tempo la sua terra.
    La nostra terra.
    A Sud della provincia di Foggia, nell’agro del comune di Candela vi è una contrada divisa in poderi nati dopo la riforma agraria del 1950, tutt’intorno ci sono antiche masserie e si gode di un panorama unico nel suo genere. La natura ci circonda: a poche centinaia di metri c’è l’area protetta del fiume Ofanto, di fronte si erge l’imponente vista del bellissimo monte del Vulture e tutt’intorno ci sono i campi, campi a perdita d’occhio. Tanto per darvi un’idea: in primavera siamo immersi nel profumo dei mandorli fioriti e nei mille colori delle fioriture campestri, in primavera inoltrata e poi in estate i campi di grano virano dal verde mare al giallo oro (avete presente il bellissimo film di Gabriele Salvatores “Io non ho paura”?), in estate siamo circondati dal rosso dei pomodori maturi…

    Lì per mia libera scelta di vita abito e vivo da sempre, perché mi piace la natura, mi piacciono i suoi colori, i suoi odori, i panorami, i suoi silenzi. Ho sempre pensato di vivere in un piccolo paradiso terrestre, ma i sogni belli, si sa, a volte possono interrompersi bruscamente. Andò così.
    Il panorama degli altopiani dei monti della vicina Irpinia piano, piano, venne trasformato da torri eoliche che spuntavano imponenti come dei vulcani in eruzione; all’inizio, anche se la visione mi dava fastidio, pensavo “vabbè, sono lontani e producono energia pulita… “. Poi un giorno nella piazza del mio piccolo paese i discorsi degli agricoltori cambiarono improvvisamente, non si discuteva più di quanti quintali di grano o pomodori o asparagi erano stati raccolti, ma piuttosto di quante pale eoliche erano state promesse dagli “amici” (qui da noi il termine sviluppatore è sconosciuto).

    Quando, all’inizio del 2006, cominciai a veder spuntare anemometri come funghi vicino alla zona dove abito mi allarmai e mi rivolsi al mio Primo Cittadino, il sindaco mi tranquillizzò: nelle zone rurali intorno alle nostre abitazioni non era prevista l’istallazione di torri eoliche.

    Nel 2007 assistetti alla presentazione del Piano Regolatore degli Impianti Eolici (PRIE) comunale e percepii che le cose stavano in maniera molto diversa da come me le avevano prospettate: volevano costruire delle centrali eoliche proprio vicino alle nostre case. Presentai allora delle osservazioni al piano; le avevo anche fatte sottoscrivere da alcuni compaesani, andando casa per casa e rendendomi conto che molti ignoravano completamente la questione. Tutte le nostre osservazioni furono rigettate, sapete perché? Perché la giunta comunale non era persuasa dell’incompatibilità esistente tra i generatori industriali eolici (alti 130 metri con pale da 90 metri di diametro e potenza pari a 2000 Kilowatt – 2 Megawatt) e le vicine case rurali abitate da noi poveri cittadini.

    Emblematico: il comune ci ha sempre detto che noi viviamo in una zona ad altissimo indice di abitabilità rurale, sta pure scritto nel nuovo PUG. Significa che si tratta di zone rurali con un indice di abitabilità molto alto rispetto alla media del comprensorio, però stranamente nei progetti di siti industriali eolici presentati alla regione Puglia (con l’avvallo delle autorità locali) dette zone vengono descritte come “zone con rare case abitate”.

    Il futuro mega progetto eolico della Edison, che si estenderà per 20 km e attraverserà il territorio del nostro comune con un impatto devastante, non ha avuto nessuna osservazione contraria durante la fase istruttoria. Guarda caso, nella descrizione sommaria del progetto resa di pubblico dominio non era indicato che avrebbe interessato anche le zone rurali ad alto indice di abitabilità in cui viviamo. Così l’impianto ha ricevuto l’autorizzazione unica e sono state approvate ben 9 torri da 2 MW (alte 130 metri, con rotore da 90 metri di diametro) che verranno istallate nelle contrade Posta Fissa, Canestrello e Farascuso del nostro comune. Alcune torri sorgeranno a meno di 500 metri dalle case rurali abitate anche da famiglie con bambini. Nel mio caso a soli 150 metri dal confine dei terreni della mia famiglia e ciò mi impedirà, di fatto, per motivi di sicurezza di circolare e lavorare nei campi.

    Ho dedicato molto tempo e, purtroppo, molti denari alla difesa dei nostri diritti. L’ho fatto anche a costo di passare per il solito Don Chisciotte. Ho dovuto affrontare con battaglie, e con la perdita anche di persone che credevo amiche, le cattive lingue ed il fango che solo nel nostro profondo ma bellissimo sud sanno appiccicarti addosso quando vai a toccare gli interessi dei soliti pochi, legati questa volta alla lobby eolica. Ma alla fine con la capa tosta che mi ritrovo sono riuscito a coinvolgere almeno alcune famiglie che verranno danneggiate da questo progetto e abbiamo presentato un ricorso al TAR. Purtroppo non sono riuscito a coinvolgere tutta la comunità rurale, peccato, perché il danno sarà collettivo.
    stituito da torri eoliche di grossa taglia della Daunia Wind, la nostra contrada è a poche centinaia di metri dal confine amministrativo, la mia casa è a circa 3 chilometri in linea d’aria dalla centrale eolica.

    Le serate di primavera e soprattutto d’estate, di solito e quando possiamo, le trascorriamo all’aria aperta per poterci godere il calare del sole o lo spuntare della luna, e soprattutto, per contemplare i nostri pensieri nell’assoluto silenzio che solo chi vive in aperta campagna può godere. Però una serata serena di agosto, mentre ero assorto nei miei pensieri, vengo distratto da un sottile ma ben udibile rumore di sottofondo, molto simile al rumore di un treno che sfreccia sui binari udito a chilometri di distanza in aperta campagna. Be’ può essere… Così ho rivolto lo sguardo verso la ferrovia che collega la tratta Foggia con Potenza, a più di 5 chilometri di distanza, ma non ho visto nessun treno in transito. Una goccia di sudore fredda mi ha attraversato tutta la schiena: “Vuoi vedere che sono le pale eoliche?”, mi sono detto.

    La sera dopo mi recai da due famiglie di amici che hanno la sfortuna di abitare a circa un chilometro e mezzo in linea d’aria dalle pale eoliche più vicine. Si sentiva chiaramente il brusio di fondo con il classico vrom-vrom, ma la cosa che mi colpì di più fu quando essi mi raccontarono alcuni dei disturbi subiti a seguito dell’istallazione delle torri eoliche: difficoltà nei collegamenti, sia col cellulare, sia con internet (da noi ci si può collegare a internet solo con le chiavette); pessima qualità visiva della TV che subiva uno “sfarfallamento” dovuto al roteare delle pale. Rimasi di ghiaccio al solo pensare alle conseguenze che avremmo subito noi quando sarebbe stato realizzato a meno di 500 metri dalle nostre case il progetto della Edison con torri alte 130metri!
    La maggior parte della popolazione locale non sente (ancora) il problema, a loro la cosa appare piuttosto lontana, sfumata. Come dargli torto, si fa passare solo il messaggio delle energie pulite, a impatto zero, che danno un grosso aiuto economico alle disastrate economie locali. Basti pensare al tema che ha accomunato tutti i candidati nell’ultima campagna elettorale locale senza alcuna distinzione politica: l’argomento principale è stato l’utilizzo delle risorse ricevute dall’istallazione dei siti industriali eolici. Sono sempre state taciute le conseguenze negative che ricadranno sul territorio e, cosa molto più grave, si è fatto credere che le briciole che queste lobby elargiscono per i danni ambientali sono risorse immense.

    In realtà i politici stanno svendendo il territorio – il nostro bellissimo sud – per un piatto di lenticchie e senza che ci sia un vero sviluppo economico per la popolazione locale. In un piccolo paese come Candela sarebbe bastata l’istallazione di una o due torri eoliche per avere abbastanza energia da soddisfare il fabbisogno locale e dare gli stessi ritorni economici che si avranno dagli impianti esistenti e previsti: un centinaio di pale eoliche, un impianto da 10 MW di fotovoltaico a terra già autorizzato e la centrale turbogas della Edison…

    Siamo assediati dai progetti di siti industriali eolici, il nostro territorio comunale ha un’estensione piuttosto piccola, solo pochi giorni fa è stato autorizzato dalla regione l’ultimo progetto eolico, è quello della Far Power: si tratta di 13 torri di grossa taglia. Poi c’è quello incombente della Edison di 26 torri autorizzato da più di un anno. Nel nostro comune sono già state istallate circa 20 torri, ma è la massa immensa di progetti eolici già depositati a preoccupare. Se venissero approvati anche solo il 40% dei progetti presentati il paese volerebbe via considerata la piccola superficie del territorio comunale.

    Il contesto che ci circonda è devastante: tutti i paesi del sub Appennino Dauno meridionale e dell’Irpinia posseggono già centinaia di torri eoliche ed il disastro paesaggistico è visibile anche da lontano. Il panorama che offre il nostro bel paese (una volta il paese dei colli Ameni) quando si arriva percorrendo la superstrada da Foggia è drammaticamente mutato, sembra che l’abitato abbia una spada di Damocle sulla testa… beh in realtà tante spade di Damocle.
    E questa la Puglia di cui il nostro Governatore ne va fiero? E questa la Puglia da cartolina che vorrebbe pubblicizzare a fini turistici? O non è forse questo un perfetto esempio di come si dilapida la ricchezza principale di una regione? Di come si cambiano brutalmente i connotati di un territorio e si stravolge la natura in nome delle energie rinnovabili?

    Grazie, grazie molte… a nome dei tanti pugliesi che la Puglia la amano davvero e continuano ad amarla nonostante tutto.

    http://controfotovoltaicoeolicoareeverdi.wordpress.com/2012/09/22/piccola-storia-devastazione-paesaggistica-daunia/

  • Fabio

    21/04/2013

    Scriviamo le cose con il loro nome:
    Purtroppo questo è il gioco di PD, VENDOLA, MONTE PASCHI.
    La cosa che lascia sconcertati è che la quasi totalità delle pale installate non servono a produrre energia ma sono li per arricchire finanziarie perse dentro scatole cinesi, finanziate solo per certificati e MW installati.
    Questo giochino in Italia è stato più volte criticato dall'Europa ma visto come si è finiti ieri ci sono poche altre parole da aggiungere.
    Fermiamo tutti gli impianti ancora non realizzati e riprendiamoci un alternativa che l'Italia può ancora sfruttare in modo positivo, gestito dalle piccole comunità, fatte da cittadini.
    l'eolico di piccola taglia deve essere visto ancora come una risorsa, ma la sua gestione deve essere affidata al popolo attraverso le sue scelte, risulterebbe produttiva e a basso impatto ambientale.
    Che schifo.... è l'unica parole che mi viene.
    Anzi un' immagine a cui spesso ricorro con la fantasia:
    come in amici miei, tanti politici in treni in partenza e gli italiani sui binari a salutarli con le mani calde...

 

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