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  • L'Anna e i fidelìn in biancu

    Anna, che c'era qualcosa che non andava lo avevo intuito, era da alcune settimane che non ti vedevo più sporta alla finestra, ovviamente con la tua sigaretta in bocca, ultimamente erano quelle lunghe e sottili 'mi sembra di fumare meno' dicevi.
    Guardarti a quel davanzale del primo piano, nel tuo ristorante, su via Garibaldi, era come vedere un pezzo della storia bedoniese, facevi parte di quell'aspetto un pò famigliare del paese. Era davvero una consuetudine importante, quasi indispensabile, per il tuo modo di vivere. Da lassù tenevi le tue relazioni con i passanti da un'intera vita 'e chi non ti conosceva?'.
    Da 'la Pergola' non ti eri praticamente mai mossa, se non per qualche breve vacanza a Montecatini. Eri un pò una voce che si voleva sentire quando si passeggiava per la via: una battuta all'andata e al ritorno un'altra ancora, ovviamente in dialetto, in quel bedoniese autentico, quello che ormai non parla più nessuno.
    Ora ho un solo rammarico, non essere riuscito a farti sedere al tavolo di casa mia, te l'avevo promesso.
    Avrei preparato da mangiare, un onore per me, a te, cuoca conforme alla tradizione, con insegnamenti culinari tramandati da più generazioni. Anche il menù era già fissato 'fidelìn in biancu': una pietanza delicata quanto semplice, tradizionale e piacevole, un pò come te.

1 Commenti

  • una bedoniese

    10/01/2007

    hai fatto una bella cosa a dedicare queste pariole a Anna, a una bedoniese doc. Sei una persona concreta e che quando occorre sa andare anche oltre.
    Grazie tanto.

 

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