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  • I miserabili

    Il dubbio però mi sorge: sarò solo io a notare queste sfaccettature o anche altri si diletteranno a osservare ignare persone a compiere gesti celatamente normali?
    Se con me ci fosse il mio amico Marco non avrei dubbi, sarebbe il primo a darmi di gomito per attirare la mia attenzione… e invece.
    La colazione è un momento di relax, specialmente quando si è in vacanza, motivo validissimo per prendersela con la dovuta calma e dar libero sfogo allo sguardo.
    La famiglia in questione è parmigiana, ma non c’entra nulla la provenienza, è solo un caso. Li ho sentiti parlare in spiaggia, al vicino di ombrellone pisano spiegavano i motivi che hanno facilitato Pizzarotti a diventare Sindaco: “Non se ne poteva più di privilegi, di scandali e di mangerie, ormai in Italia abbiamo bisogno di un po’ di onestà, di sobrietà e modestia, proprio quella che noi, gente comune, ci distingue”.
    Il giorno dopo, il capo famiglia, in braghette e canottiera, si avvicina al tavolo del buffet e con nonchalance inizia a riempire il vassoio di ogni ben di Dio: cinque yogurt, tre briosce, cinque o sei confezioni di fette biscottate e altrettante di marmellatine e poi un paio di pesche, dopodiché arriva il figlio trentenne per un altro giro di leccornie, infine la moglie, su due piatti stende abbondanti fette di prosciutto crudo e cotto, sovrapponendoci poi teneri panini all’olio.
    Evito di descrivere i sotterfugi per imboscare il tutto nel borsone da mare, azione compiuta a fianco del cartello: “Vietato asportare cibi e bevande al di fuori della sala”.
    I tre li ho poi visti a pranzo, seduti in pineta a mo’ di pic-nic, soddisfatti e appagati, a gustarsi il “risultato” della mattinata.
    Se non fossero in un hotel in Sardegna, se non avessero fatto del qualunquismo sui politici, se non si fossero manifestati come paladini dell’onestà che contraddistingue la gente comune, sarebbe passato tutto in secondo piano, invece non posso che considerarli tre banali miserabili.

9 Commenti

  • Vigital

    06/07/2013

    ....CARO GIGI
    non sei uno dei pochi a notare quanto rilevi nelle tue osservazioni.
    È una vita che viaggio per il mondo e queste cose alcuni dei nostri concittadini, da qualsiasi parte provengano ce la mettono tutta a farsi (ci) riconoscere. Questo peró succede solo in vacanza perchè quando incontri colleghi, persone che viaggiano per lavoro non si assiste assolutamente a queste vere e proprie rapine.
    Un aneddoto. Siamo a Parigi, tutte le mattine alla colazione assistiamo da parte di due coppie all'assalto di tutto e di piú....... una mattina scherzosamente dico.... "ci vorrebbe un TIR.... sono stato zittito in malo modo...." sai d'altra parte lo abbiamo giá pagato profumatamente.....
    FINE DISCUSSIONE.
    Una decina di giorni dopo andiamo al C. De Gaulle per imbarcarci...... senza fretta ci incolonniamo al controllo del tunnel... quando all'improvviso si accende il metal detector..... il gendarme urla ai suoi colleghi... ALLUMINION, ALLUMINION, FERMÈ il timore dei gendarmi era che in valigia e nel beauty case ci fossero delle pistole....... naturalmente di alluminio.) Abbiamo perso circa 1 ora per il ripristino delle operazioni di sicurezza.... le tasche della valigia e del beauty erano ricolme di un migliaio (Migliaia! Sic!) di bustine di tea, miele, marmellate, ecc, ecc.
    Per dirla con Fede...." che figura di m...." .
    Avrei viluto ingoiare il metal detector intero...
    Come hai detto tu Gigi, non ti dico i ragionamenti di alta politica economica che uscivano normalmente da quelle bocche. Ho detto!

  • Luigi Magri

    07/07/2013

    Temo che il mio concittadino parli bene ma razzola male

  • Dario

    07/07/2013

    Caro Gigi, siamo in molti ad accorgerci di quanto succede attorno a noi, anzi , mi sentirei d’affermare, tutti perché - fin da quando siamo nati - c’è stato instillato lo spirito di critica verso chiunque ci circondi.
    Critica malevola, aggiungo, perché le buone azioni, nonché le sane abitudini degli altri difficilmente le annotiamo e, nel caso dovessimo accidentalmente farlo, sorge immediato il correttivo: Chissà dove va a parare, dov’è il suo tornaconto?
    Ognuno di noi ha un’enciclopedia d’aneddoti che potrebbe raccontare, simpatici o vergognosi, a seconda dell’inclinazioni all’ironia o alla censura cui siamo più spiccatamente portati.
    Io, che per mestiere ho passato la vita a dire agli altri come e cosa fare, sono arrivato a certe conclusioni delle quali, se mi permetti, vorrei citare qualcuna a casaccio:
    - ciò che ciascuno di noi conosce con assoluta certezza è...: come gli altri dovrebbero comportarsi nella vita pubblica e privata, in famiglia, sul lavoro, in vacanza;
    - peccato che dio ci abbia dato i nostri figli perché, quelli degli altri, li avremmo saputo educare così bene;
    - nessuno è più tenuto al dovere, qualunque esso sia, del nostro vicino;
    - nessuno è più consapevole di diritti di noi medesimi;
    - nessuno è più meritevole di gratifica, materiale e morale, di me;
    - nessuno è termine di paragone positivo quanto possa esserlo io.
    Attribuiamo , con buona dose di provinciale ignoranza questo genere di comportamento a nostri tempi ed agli Italiani, che devono farsi riconoscere dovunque vanno; ma in realtà tutto ciò è sempre esistito, basta leggere i classici romani ed è patrimonio comune di tutta l’umanità. Laddove determinati “picchi” si notano meno, è merito delle peculiari caratteristiche di quella tale società (uno più spiccato senso della vergogna sociale, un maggiore perbenismo in pubblico, un particolare modo di intendere l’onore personale o la verecondia, e spesso - e più semplicemente - i maggiore controlli....).
    Oddio, son diventato più prolisso di Brontolo. Chiedo scusa!!!!

  • Claudio Agazzi

    07/07/2013

    Ciao Gigi

    Possiamo, se vogliamo, dividere il mondo in due grandi categorie: i sensibili e gli insensibili. Poi dentro queste ci sono altre sotto categorie, come gli incapaci, gli invidiosi, i cinici e altro ancora.

    Tu, come devo dire molta gente, fai parte dei sensibili e come tutti gli appartenenti a questo gruppo osservi e osservando assorbi. A volte sono sensazioni positive, spesso negative e quando un sensibile assorbe negatività ci sta male

    Rimangono, a volte, sterile osservazioni le nostre. Non hanno un risvolto pratico, reale. Il tuo collega turista di questi giorni non cambierà certamente per questo post, il cinico che sta leggendo questi pensieri non ha l'attrezzatura mentale per capire di cosa si sta parlando e qundi il gioco diventa vizioso... senza una soluzione.

    Almeno ce lo raccontiamo tra di noi, almeno scopriamo che oltre agli insensibili ci sono anche i sensibili come noi.

    Buona vacanza

    Claudio Agazzi

  • Serena

    07/07/2013

    Come non assecondare Dario e Claudio che riferiscono parole sagge?
    Dico la mia e passarei dalla teoria alla pratica, così da non lasciare cadere nel vuoto questa realtà ...stampa questo scritto e i commenti e poi infila tutto sotto la porta dei miserabili e poi guarda che faccia fanno il mattino dopo ...dai dai dai Gigi facci divertire anche noi!!

  • Raffaele

    08/07/2013

    Ti quoto al 100% non si può essere così meschini

  • Paolo Veronelli

    09/07/2013

    Pessimo rapporto col cibo, pessimo col corpo, annebbiato con la mente. Infatti siamo obesi, da Ferrara difesi.
    Ci possiamo cullare con moine storiche o malevolenze filosofiche, ma non siamo all'altezza del nostro tempo che ci vuole con la schiena dritta e invece la testa è china a osservar la pancia mai piena.
    Ma tutto ciò ha conseguenze: degli altri non ci fidiamo a meno che in loro i nostri difetti non ritroviamo. Allora a tarallucci e vino, governo ladro e tutti a Messa per il rituale perdono.

    paolino


  • Alberto Squeri

    09/07/2013

    Caro Gigi, siamo fatti così e basta....... non mi permetto di giudicare ma concordo con le tue considerazioni: dal prete che predica bene e razzola male; dal medico che ti vieta di fumare e fuma; dal politico che promette e non mantiene; dalla coda mal sopportata ma inevitabile.
    Lavoro in banca e ne vedo di tutti i colori di qua e di là del bancone, il divin denaro muove la materia e la legge è "disuguale" per tutti !!!
    D'altronde se stiamo vivendo un momento storico così privo di valori,ma pieno di "interessi" personali, sarà un caso????

  • Piero Rizzi Bianchi

    11/07/2013

    Ho letto con piacere l'apologo, e ringrazio Gigi di mettere alla berlina chi se lo stramerita, facendo così un'opera in pro della redenzione sociale. Però non sono d'accordo sull'interpretazione quasi poetica, per cui a questi cafoni imbozzurrati (ma vista la situazioncella, sarebbe forse meglio dire imburrati...), a questi cafoni, dicevo, ciò che soprattutto mancherebbe è una sensibilità.
    Pur apprezzando la sensibilità -proprio in quanto frutto raro- non mi sembra che in questo tipo di contesti sia la qualità essenziale. Ciò che manca, nel caso descritto, è invece l'educazione! E con questa parola, ormai collocabile nell'età dei dinosauri, voglio proprio dire quell'autocontrollo, indotto fin da piccoli, per cui si rinuncia, in ambito sociale, a dare ascolto ai propri istinti basso-corporei.
    A conferma di ciò, noto che una identica mancanza si può riscontrare ormai quotidianamente sui mezzi pubblici, in primis metropolitana, dove anche signore ingioiellate o pseudo-manager in cravatta regolarmente non sanno trattenersi dallo sbadigliare, senza neppure un cenno di copertura con la mano, ma anzi asininamente compiaciuti di aver completato per benino il loro esercizio mascellare...
    Si ride -com'è ovvio- per non piangere a dirotto. Ma, se, metaforicamente, il processo d'incivilimento è (era)una punizione solo minacciata e convertita a miglior fine, qui invece, dove l'educazione non ha più alcun effetto, non vedo spazio per finezza e sensibilità, ma solo per reazioni drastiche.

 

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