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  • Tra le righe

    Un giochetto semplice semplice: prendete il libro che state leggendo in questo momento. Aprite con cura la copertina, sfogliatelo fino al primo capitolo e riportate qui le prime righe, la prima fase compiuta. Credo sia questa la parte più bella di un libro. perchè? Semplice, almeno per una volta vorrei essere io ad 'entrare' da voi e non il contrario come di solito accade. Certo che inizio io...

10 Commenti

  • Esvaso

    11/01/2007

    Sir Walter Elliot di Kellynch Hall, nel Somersetshire, era un uomo che, per suo divertimento, non prendeva in mano che un unico libro: l'Albo dei Baronetti. Leggendo con ammirazione e rispetto il limitato numero delle prime patenti di nobiltà, egli si procurava un'occupazione per i momenti d'ozio e un conforto nei momenti difficili. Questo libro mutava ogni emozione poco gradita, provocata da beghe domestiche, in pietà e disprezzo per le innumerevoli nomine dell'ultimo secolo, e se le altre pagine non avevano l'effetto desiderato, poteva sempre leggere la propria storia con inestinguibile interesse. Il volume preferito si apriva sempre a questa pagina: Elliot di Kellynch Hall

    Da 'Persuasione' di Jane Austen 1817 - Ä 7,50

  • Trilussa

    12/01/2007

    Era una notte incantevole, una di quelle notti che succedono solo se si è giovani, gentile lettore. Il cielo era stellato, sfavillante, tanto che, dopo averlo contemplato, ci si chiedeva involontariamente se sotto un cielo simile potessero vivere uomini irascibili ed irosi.

    Le notti bianche
    Dostoevskij F.

  • butterlfy green

    12/01/2007

    Nella hall del Minzu Hotel,il secondo portiere di notte Huang gettà uno sguardo oltre la grande porta a vetri proprio nel momento in cui l'interprete straniera passava in bicicletta. La fissà, affascinato. Sapeva cosa significava quando lei usciva tardi, la sera, con indosso una gonna corta, perchè in Cina non esistono segreti. Si concesse un sorriso, prima di tornare al computer.

    Da "La donna di giada" di Nicole Mones ed. Neri Pozza


    ....E' strano, ma ogni volta che leggo qualcosa sulla cultura orientale, mi accade di mescolare la lettura alla sensazione di vissuto....credo di essere stata una geisha in un altra vita o la migliore amica di una geisha....

  • ELEFFE

    12/01/2007

    Ho impiegato molto tempo e ho girato quasi tutto il mondo per imparare quello che so dell'amore, del destino e delle scelte che si fanno nella vita.

    SHANTARAM / GREGORY DAVID ROBERTS - NeriPozza
    (il libro, in confronto al peso, non costa nulla)

  • Angel

    12/01/2007

    Tiepida la notte di maggio a parigi, mille novecento tre.
    Dalle loro case, centomila parigini lasciarono a metà la notte, scolando in massa versio le stazioni saint-lazare e montparnasse, stazioni ferroviarie.
    Alcuni neanche andarono a dormire, altri puntarono la sveglia a un'ora assurda per poi scivolare via dal letto, lavarsi senza far rumore e sbattere nelel cose, cercando la giacca. In alcuni casi erano intere famiglie a venir via, ma per lo più furono singoli individui a intraprendere il viaggio, spesso contro ogni logica o buon senso.
    Il treno part' alle due e tredici. Corre, il treno per versailles,

    di Alessandro Baricco è QUESTA STORIA

  • lulù

    14/01/2007

    Quando sbarcà in Africa mio padre era già una sorta di mago, capace di estrarre a sorpresa quello che ogni persona tiene nascosto dentro di sè, nei taschini sconosciuti che cuciamo sotto la pelle delle mani, dietro gli occhi durante i sogni, nelle pieghe delle labbra.
    di Ugo Ricciarelli UN MARE DI NULLA

  • ciaosonorita

    15/01/2007

    1)
    C'era una volta un re... ma mor'.
    L' per lì non se ne accorse nessuno, anzi ci vollero 2 settimane prima che qualcuno dicesse: "Ma dov'è finito il re?"
    Si trattava infatti di uno sconosciuto messo lì da una potenza straniera solo per eseguire degli ordini: il classico re-fantoccio.
    AA.VV. C'era una volta un re... ma mor' (fiabe che finiscono abbastanza bene)

    2)
    Rincorrevano un treno, nella carrozza undici al posto trentasei aveva lasciato la valigia con i libri. E l'esame era il giorno dopo. E per l'esame non era preparata. E il treno entrava in galleria. Gridava, ma la voce non era la sua. Era una voce maschile.
    Si sveglia in un frullare di palpiti, come se un uccello morente le avesse fatto il nido tra le costole.
    Lidia Ravera. Eterna ragazza.

    3)
    L'alunno C. si giustifica della mancanza del suo tema dicendo che gliel'ha mangiato l'iguanodonte.
    L'alunna V. presenta una giustificazione per i giorni 25. 26 e 27 firmata dalla nonna sostenendo che i suoi genitori sono in fila in autostrada. Richiedo colloquio con i genitori.
    a cura di John Beer. La classe fa la ola mentre spiego (Le note disciplinari più pazze d'Italia).

    4)
    La prima visita ch'io feci a Tartarino di Tarascona è rimasta nella mia vita una data incancellabile: sono passati dodici o quindici anni da quel giorno e la ricordo ancora come un fatto avvenuto ieri.
    L'intrepido Tartarino abitava, all'entrata della città, la terza casa a destra sulla strada di Avignone. Una graziosa casetta tarasconese, col giardino davanti, un terrazzino dietro, le mura bianche e le persiane verdi: sulla porta una nidiata di ragazzi savoiardi che giuocavano alla bella insalatina, o addormentati al sole colla testa appoggiata alla loro cassetta da lustrascarpe.
    Una casa che non lasciava trasparire nulla al di puori. Chi avrebbe mai detto di trovarsi dinanzi alla dimora di un eroe?
    Alphonse Daudet nella traduzione di Aldo Palazzeschi
    I tre libri di Tartarino.

    Ho appena finito e passato alla mia amica (per cui non posso citarlo) un libretto molto simpatico che consiglio vivamente a chi ama i contemporanei: A neve ferma di Stefania Bertola (scrive a volte a 4 mani con la Littizzetto, ma questo è un romanzo per cui niente a che vedere con la roba ormai ahimè trita e ritrita della comica che adoro anche se....).
    Ciao a tutti

  • JPC

    16/01/2007

    In fatto di crescita a inseguire ci sono soltanto Toyota (spinta dal successo di Yaris, Aygo e Rav4) e Volkswagen. così Fiat - che sfrutta al massimo l'effetto Grande Punto, a pochi giorni dal debutto della nuova Bravo - conferma in Europa, surclassando la performance del mercato, il suo momento d'oro, con Alfa in bella evidenza e Lancia a segnare il passo, a parte un colpo di reni in dicembre.

    da il sole 24 ore del 16 gennaio 2007

  • AnonyMouse

    21/01/2007

    "IL FANTASMA DEL SOLDATO TEDESCO" di Don Romano Nicolini

    Emilio, 48 anni ben portati, agricoltore fin da ragazzo, sta guidando il suo potente trattore. Deve scassare la terra per piantarvi una vigna; come ben sapete, la vite ha bisogno di un' aratura molto profonda per poter attecchire. Ad un tratto Emilio ferma il trattore, allibito: assieme ad una zolla ampia e compatta emergono le ossa di uomo. Sceso, Emilio si rende conto che non puà continuare senza avvisare i carabinieri. Va dal parroco, don Romano (titolare dell'unico telefono della frazione) e chiama i tutori dell'ordine. Poco dopo, militari, parroco, agricoltori vicini e curiosi fanno cerchio attorno alle povere ossa emerse dalle viscere della terra. Pochi commenti, poi una scoperta illuminante: all'altezza del petto, fra le costole, una piastrina militare. Il maresciallo compie due o tre passaggi di cotone imbevuto nell'alcool e legge: KURT HOOG, nato il 3/10/1925. » evidente che si tratta di un soldato tedesco, perito durante il terribile passaggio del fronte, la famosa 'Linea Gotica', che ha semidistrutto Rimini e le città vicine.

  • Soloperunavolta

    07/02/2007

    Nel diciottesimo secolo visse in Francia un uomo, tra le figure più geniali e scellerate di quell'epoca non povera di geniali e scellerate figure. Qui sarà raccontata la sua storia. Si chiamava Jean-Baptiste Grenouille, e se il suo nome, contrariamente al nome di altri mostri geniali quali de Sade, Saint-Just, Fouchè, Bonaparte ecc., oggi è caduto nell'oblio, non è certo perchè Grenouille stesse indietro a questi più noti figli delle tenebre per spavalderia, disprezzo degli altri, immoralità, empietà insomma, bens' perchè il suo genio e unica ambizione rimase in un territorio che nella storia non lascia traccia: nel fugace regno degli odori.
    Patrick Suskind - Il profumo

 

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