59° Sagra della Trota

La Sagra della Trota, giunta alla 59° edizione, si può dire che si sia mantenuta bene nel tempo, strada facendo ha perso qualche dettaglio della sua tradizionalità, ma tutto sommato la sostanza della festa è rimasta integra.
Lo scorso anno è stato dato spazio ai "Menatori" di polenta e alle loro "vite da rospi", ma un altro aspetto caratteristico della festa è senz’altro la mansione dei "Camerieri"… ovvero schiere di ragazze e ragazzi, volenterosi e volontari, che provvedono a servire al tavolo la prelibata trota della Valtaro con la polenta.
In gran parte sono adolescenti, spesso alla prima mansione, quella che li vede responsabili in prima persona, ma soprattutto sono al primo contatto con il pubblico, lo stesso che spesso e volentieri si dimentica di partecipare a una sagra, scambiando così la piazza per un ristorante, quindi con tutte le esigenze del caso. Ragazze/i non mollate, quei cabaret sono stati presi in mano da infinite generazioni e non c’è persona che non sia fiera ancora oggi di aver "servito" trota e polenta in piazza del Municipio.

P.s.
E anche quest’anno, del gagliardetto che per oltre mezzo secolo dominava sulla Sagra, nessuna traccia, speriamo che il 60° porti bene!

Foto della Sagra by Valeria Danzi



5 Commenti
  1. Silvana

    Quanti anni sono passati..... e che nostalgia!!! Che bello però che niente sia cambiato..

  2. In'amiga

    A distanza di tanti anni possiamo ancora ringraziare Carletto Biasotti, uno dei "pionieri" di questa meravigliosa festa popolare bedoniese che ha saputo mantenere popolarità dopo 60 anni, a cui va il merito di promuovere la trota del Taro e rispettare la vecchia tradizione della polenta preparata nel paiolo di rame. Lunga vita alla festa della Trota

  3. Marco Biasotti

    Ringrazio In'amiga per aver ricordato papà che, ad onor del vero, l'ha ideata....
    Sagra sempre attuale e di successo, grazie ai numerosi volontari, concordo con Gigi, peccato per il gagliardetto.

  4. Remo Ponzini

    Avete mai notato che la festa della Trota, nonostante i decenni che ha sul groppone, non ha mai subito cedimenti e/o momenti di stanca ? Eppure sappiamo che la ripetitività, in tanti aspetti della nostra esistenza, produce assuefazione e logoramento. Quando si tratta di manifestazioni è poi buona norma portare integrazioni che servano ad alimentare e rinverdire le nostre curiosità, ma questa festa, che sostanzialmente è rimasta immutata, nessuno è mai riuscito a scalzarla dal trono in cui è assisa da ben 59 anni.

    E’ un aspetto che mi ha sempre incuriosito ed al quale ho tentato più volte di dare qualche risposta. Penso che le motivazioni principali siamo due. In primis la solida struttura creativa che il socio fondatore Carletto Biasotti ha saputo ideare sin dalla prima edizione ponendo la Trota, prodotto locale per eccellenza, al centro di ogni attenzione. E poi la disponibilità infinita di tanti operatori volontari che si sono succeduti per decenni prodigandosi con generosità e con grande senso di partecipazione/amore per il loro paese. Qualche aggiustamento è stato apportato ma il nucleo centrale sarà sempre quello originario : trota e polenta.

    La struttura di questa manifestazione, che richiede un grosso impegno partecipativo, ha anche impedito che fosse scopiazzata da altri comuni vicini e lontani. E’ anche questa complessità che la rende unica ed inimitabile. Resterà sempre la festa simbolo e l’emblema di Bedonia anche se, quel gagliardetto che la rappresentava, è andato smarrito.
    Un grazie infinito a quello stuolo numeroso di persone che lÂ’hanno resa possibile. Ed un particolare accento ai moltissimi giovani che con grande cortesia ce lÂ’hanno servita ai tavoli accompagnandola con splendidi sorrisi. Un valore aggiunto di grande rilevanza.

  5. Gabriella

    Mi collego al commento di Silvana: sono passati tanti anni dall'ultima "mangiata" di trote e così saporite non le ho più mangiate!

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