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  • Parma color malva

    "Parma color Malva" è in edicola in questi giorni, allegato alla Gazzetta di Parma. È un libro che accompagna il lettore, fotografia dopo fotografia, in una splendida passeggiata d’altri tempi, lo fa attraverso strade deserte, uomini con il tabarro, botteghe, vicoli, senza dimenticare l'omonimo torrente e il quartiere aldilà dell’acqua.
    Un bel libro di fotografie in bianco e nero che la famiglia Amoretti, fotografi in città da inizio novecento, ha tirato fuori dal cassetto per mostarcele.
    Quella che si scorge è la Parma del dopoguerra, della miseria, ma anche quella del boom economico per mezzo dei nuovi industriali, gli stessi che la rendereanno poi famosa nel mondo: Barilla, Bormioli, Simonazzi, Salvarani, Chiesi…
    L’opera è davvero piacevole, sia per i testi che la presentano, sia per la scelta delle immagini.   
    Possibile che non si riescano a mettere insieme le forze a fare un volume così anche per il nostro paese? Eppure qualcosa da raccontare ce l'abbiamo pure noi e sarebbe bellissimo trasmettere la memoria del nostro passato, i ricordi di come eravamo, anche attraverso le pagine di un libro fotografico.

14 Commenti

  • Sara

    23/10/2013

    Tu che l hai letto mi dici che c entra la malva ? Pubblicità occulta al bar in via Farini ?

  • Federico

    23/10/2013

    E una domanda la faccio io.. perché fai la recensione a questa rivista, bella che sia non è pubblicità occulta?

  • Gio'

    24/10/2013

    Non è pubblicitá occulta, è solo l'opinione di una persona, cultore di belle immagini, che condivide con chi può, esperienze degne di essere provate. Tuttavia egli stesso protrebbe produrre una raccolta di propie fortografie, magari intitolandola "Borgotaro color verde mischio". Ciao Gigi, continua cosi'

  • Gian Marco Tedaldi

    24/10/2013

    Un libro di fotografie fa sempre la sua figura e i vecchi ricordi che ne emergono fanno piacere ai molti che si rivedono o li rivivono.
    Poi se parliamo del costo di stampa, della distribuzione e del seguito, la questione cambia, specialmente se rivolta ad una sola valle.
    Intendo dire che se un giornale lo finanzia ben venga, tanto sono anche soldi nostri, ma se un'amministrazione pubblica lo appoggia ritengo che ci siano priorità maggiori.
    Realizzarlo in formato digitale (così anche all'estero lo acquisterebbero) e stamparne solo ad uso locale? Magari prenotandolo?
    Io ho avuto esperienza con servizi OnLine e OnDemand funzionanti molto bene.

  • Arcangelo F.

    24/10/2013

    Certo sarebbe una idea bellissima fare la storia della nostra zona.
    In Seminario credo esista un archivio molto ampio, il museo dell emigrante contiene ricordi molto belli. Speriamo

  • Alberto Squeri

    24/10/2013

    L'idea, come sempre, è più che valida...... lo dimostra il successo delle foto esposte lungo la via principale del paese nel periodo estivo: suggestive, interessanti, intriganti...... il problema, però, è sempre il solito: chi finanzia tutto ciò ?????
    bravo Gigi

  • Gigi Cavalli

    24/10/2013

    Ciao Alberto, dal momento che ho "gettato il sasso" è logico che l'ho fatto con intenzione di causa, ma ho anche espresso la volontà di poter unire le forze, vediamo se ci saranno i presupposti... sai com'è, da cosa nasce cosa!
    Grazie

  • Chicchi

    24/10/2013

    Se Proust potesse vedere tutto ciò che è nato attorno a questo colore, il "color malva", chissà cosa scrivebbe ....

  • Luigi Alfieri

    24/10/2013

    Parma color malva è una definizione che Marcel Proust da alla città. Non è una rivista ma un libro. E se la volete rifare a Bedonia non costa poi molto. Posso darvi i numeri.....
    Luigi Alfieri

  • Dolores

    24/10/2013

    Io, nel mio piccolo, dopo la morte di mio padre, temendo che il suo ricordo andasse perduto, ho iniziato a scrivere tutto quello che mi aveva raccontato, cercando nei miei cassetti 'della memoria' con spasmodica attenzione.
    Ho iniziato questo 'libro' per le mie figlie, per trasmettere loro le tradizioni, le usanze, i detti, i proverbi, leggende, fole, ricette e tante storie e storielle che riguardano la gente di Scopolo (Pr): il paese in cui la mia famiglia è nata; anche ricordando i nostri emigrati, partiti per le terre lontane in cerca di fortuna.
    Questo lavoro-ricerca, mi ha entusiasmata così tanto che ne è uscito una specie di enciclopedia-almanacco paesano e l'ho intitolato "Il mandarino nella scarpetta" e chi è emiliano sa che è il simbolo del Natale, quando era Gesù Bambino a riempire la scarpetta posata sul davanzale, di 2 noci, 2 castagne, 1 torroncino invisibile e di un mandarino. Rappresenta l'infanzia e i ricordi dei bambini.
    La 'mia gente scopolese', venendo a sapere del mio scritto, mi ha raccontato altri aneddoti e consegnato molte foto che scegliero tra centinaia, quelle più significative da inserire. Il tutto per ricordare le nostre radici e trasmetterli 'ai nostri posteri'.
    Per me questo lavoro che continuo ancora, finchè potrò stamparlo per il mio paese, è stato terapeutico e mi ha aiutato a superare momenti tristi e difficili.
    lo consiglio a tutti, di scrivere i ricordi del passato perché è un modo per tenerlo vivo nel tempo, perché nulla vada perduto.

  • Brontolo Né

    26/10/2013

    Malva... quasi Viola !
    Voglio dire a Dolores : MI PRENOTO !
    Voglio dire a tutti: scrivete! So bene che molti sono frenati dalla paura di scrivere cose ovvie, cose già dette da altri, o addirittura stupidaggini!
    NON SCRIVERE questa si che è una stupidaggine. Non importa essere degli scrittori, qualcuno che è disposto a correggere la bozza c'è sempre, imprta avere idee e tutti noi abbiamo idee e ricordi, e poi io qua vedo che ci sono tante persone che hanno tanti ricordi e tante idee e che le sanno esprimere bene e con sentimento.
    Allora ... oltre a "piacciare" (cliccare mi piace) diamoci da fare che è bello !
    Stefano

  • Dolores

    26/10/2013

    Giusto Stefano!(che ho già 'letto e conosco 'di vista). Io mi ritengo naif e il mio modo di esprimermi è calcolato perché la persona 'che mi legge'deve avere l'impressione di avermi di fronte. Due chiacchiere semplici e intense che sappiano rispecchiare il mio essere così desideroso di 'trasmettere positività'.
    E per riallacciarmi quanto sopra, volevo aggiungere che scrivendo gli aneddoti che mi hanno raccontato gli altri, nel mio 'libro', oltre alla mia, c'è anche la loro storia e senza fatica alcuna, lascieranno ai loro figli una traccia indelebile. E' un modo per 'tenere vivo'anche una persona che è 'andata avanti'...e porta la mente lontano...
    E così io vi sprono ad ascoltare Stefano: scrivete o raccontate a chi scriverà per voi.

  • Gabriella

    07/11/2013

    Condivido pienamente: sarebbe molto bello un libro sulla storia passata del ns paese anche a livello fotografico

  • Dolores

    12/11/2013

    Nel mio 'libro' ci sono anche alcune foto del paesaggio e dei paesani, anche molto vecchie. Sarebbe pronto, ma fino a quando non lo farò stampare, continua ad oltranza..... tra poco è un'enciclopedia!!!!!!

 

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