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  • Bedonia Bedonia, stazione di Bedoniaaa

    Ogni volta che entro da Stefano Orsi esco con qualcosa in più. Oggi è stata la volta del progetto ferroviario "Borgotaro-Genova", via Bedonia, Monte Penna.
    E pensare che quand’ero ragazzino ne avevo sentito parlare, ma pensavo alla solita leggenda, invece adesso "Carta canta".
    L’Ing. Dante Coperchini, nel 1940, ha redatto un testo che ripercorreva le fasi progettuali della linea ferrovia alternativa alla già esistente Parma-La Spezia, concepita per raggiungere più rapidamente Genova, quindi collegare la pianura padana con il porto commerciale tra i più importanti del Mediterraneo.
    La prima bozza del progetto risale al 1845, poi lo studio si approfondì, con i relativi tracciati, dal 1875 al 1895, dopodiché nel 1921 si formò un Comitato per redigere il progetto esecutivo.
    Nel 1927 una prima soluzione, nel 1929 la seconda e l’opera ferroviaria presentava le seguenti caratteristiche: 71,4 km la lunghezza della linea elettrificata e a doppio binario, di cui 22,4 km a cielo scoperto e 49 km in galleria, tra cui quella di valico (Monte Penna) da 15,9 km.
    Le stazioni ferroviarie sarebbero state 8, la prima era prevista a Gotra con il nome di Albareto, la seconda ad Isola di Compiano con il nome Bedonia, mentre la terza a Sopra la Croce di Borzonasca (dopo il Passo del Bocco). L’ingresso della galleria di valico era stato individuato a Piane di Carniglia, mentre l’uscita a Sopra la Croce.
    Il tutto avrebbe avuto un costo totale di 600 milioni di Lire, pari a 9 milioni di Lire al km (prezzi rivalutati al 1940). Come si sa non se ne fece nulla e lo sanno bene coloro che acquistarono preventivamente dei terreni interessati dal tracciato.
    Però una domanda sorge spontanea: cosa sarebbe successo a Bedonia e tutta l’alta Valtaro se questa imponente opera fosse andata in porto e quale sarebbe stato il nostro destino?
    "Bedonia Bedonia, stazione di Bedoniaaa..."

14 Commenti

  • ValeBD

    28/10/2013

    Un sogno.... magari!!!!!!! Di sicuro Parma l'avremmo esclusa in molti nelle scelte di scuole ecc..... penso quindi che sarebbe stata semplicemente molto diversa e migliore!

  • Andrea

    29/10/2013

    Immaginare oggi una stazione, dei binari, tralicci e gallerie ai piedi del monte Penna vengono i brividi.
    Meglio così

  • PK

    29/10/2013

    "Andrea, dixit: Immaginare oggi una stazione, dei binari, tralicci e gallerie ai piedi del monte Penna vengono i brividi. Meglio così"

    e dopo un commento così possiamo pure chiudere

  • Bedonia Bedonia

    29/10/2013

    Bravi a riesumare questo progetto! Ma si tratta ormai di un documento storico.
    Se la ferrovia fosse stata realizzata alla fine dell'Ottocento avrebbe certamente portato un vantaggio per la nostra valle nella prima metà del Novecento.
    Ma ora la crisi della nostra Valle ci sarebbe egualmente. Per risolverla non bisogna avere nostalgie ma ci vuole il coraggio di portare avanti innovazioni che magari a qualcuno non piacciono e cui molti altri sono insensibili.
    Per quanto riguarda l'economia dobbiamo tornare all'agricoltura; sarà dura, ma è l'unica strada di sopravvivenza e di tutela del nostro territorio.
    Per quanto riguarda l'Amministrazione non lasciamoci trascinare nel pasticcio della unione dei Comuni, ma abbiamo il coraggio di fare la FUSIONE dei sei Comuni, da Valmozzola a Santa Maria del Taro, siamo appena appena il numero di abitanti per fare un Comune economico e autosufficiente. Ed il nome c'è gia: BORGO DELLA VALLE DEL TARO.
    Risentiamoci ed uniamoci su questo argomento!

    Ciao Ettore

  • Andrea Dellanzo

    29/10/2013

    Interessantissimo articolo, almeno per me. Complimenti a te e al Geom. Orsi. Sai o sapete percaso qualcosa, anche sul tracciato alternativo dell' A15, che ci rigurdava ed invece è poi passata a Berceto?

  • Alberto Squeri

    29/10/2013

    Del progetto ero a conoscenza, sentendo parlare i miei vecchi, e sarebbe stata una vera manna per la nostra vallata e per la stessa Genova, accorciando notevolmente la via di accesso alla terra padana. Milano, via Serravalle, e Parma, via La Spezia, non sono ben servite ed agevoli tutt'ora ed il porto ne avrebbe trovato giovamento sfruttando la linea ferrata.
    Il Monte Penna non sarebbe stato intaccato e gli ambientalisti devono comprendere che un conto è tutelare un conto osteggiare il progresso, i posti di lavoro ed il nuovo che avanza..... altrimenti, signori, la buona diligenza sarebbe ancora in auge !!!

  • Remo Ponzini

    29/10/2013

    Avevo sentito parlare di questa antica linea ferroviaria ma non credevo che ci fossero stati degli studi così approfonditi corredati dai relativi progetti. Mi ha impressionato il fatto che due-terzi di questo percorso sarebbero stati percorsi in galleria (49 km.) che equivalgono a sei volte quella del Borgallo (km. 8).

    E' ovvio che se fosse stata realizzata avrebbe stravolto positivamente la vita e l'economia della nostra vallata. Il legame con la Liguria si sarebbe rafforzato e gli interscambi turistici ed economici moltiplicati. Oltretutto questa opera, transitando in galleria, avrebbe lasciato intatte la nostre montagne ed i nostri splendidi paesaggi.

    Un discorso analogo era stato fatto, negli anni 60/70, anche per la bretella autostradale. Ricordo di avere visto il plastico in Borgotaro. Anche in questo caso il casello di Bedonia era stato progettato in Isola di Compiano. Erano 32 i km. che ci avrebbero diviso dall'entroterra di Chiavari. Praticamente in mezz'ora ci saremmo sdraiati in riva al mare.

    Purtroppo, come si suol dire, con i "se e con i ma non si scrive la storia". Ma neppure le strade ferrate e/o le autostrade.

    Grazie Stefano Orsi. Anche tu, parimenti a Gigi e Bruno Cavalli, sei un depositario ed un custode del nostro passato da non dimenticare.

  • Ingegna

    29/10/2013

    Andrea è argomento spinoso... allora si diceva che Berceto aveva più santi nel posto giusto, bisognerebbe chiederlo a chi all'epoca era in politica, di certo non era il tracciato economicamente più vantaggioso, ma sai bene comè

  • Giuseppe Serpagli

    29/10/2013

    Anni fa, ci fu una mostra al riguardo nell'entrata della stazione di Borgo Val di Taro (nome ferroviaro di Borgotaro). Sarebbe stato bellissimo. Per giunta, il treno é ancor oggi il miglior e meno inquinante (sperando che i NoTav permettano che lo si dica) mezzo di trasporto pubblico.
    Pensate, anche se per ora nessuno ne parla al popolo bue, all'inquinamento che ci cade sulla testa a causa del sempre crescente traffico aereo. In certe zone, ci fanno anche molti soldi: vedi il Trenino Rosso del Bernina, che dai 400 metri di Tirano (I) arriva ai 1.800 di St. Moritz (Ch), sfiorando i 2.000 al passo del Bernina.
    Certo, suppongo che ci sarebbero state polemiche campanilistiche se una stazione a Isola di Compiano fosse stato chiamata Bedonia. Due comuni diversi, per giunta!
    Giuseppe (Peppino) Serpagli - Milano

  • E. Mazzadi

    30/10/2013

    Molto interessante. Complimenti al Geom. Orsi: bellissime queste "perle" nostrane!

  • Marco Bernabò

    30/10/2013

    Straordinario. Un progetto moderno, veloce, incredibile. Dettagliato fin nei minimi particolari.
    Come sarebbe stata diversa la vita nei nostri comuni dell'alta valle, collegati direttamente con Genova città. Altro che viaggi infiniti verso Parma che per giunta non ci ha mai notato nemmeno un po'!
    Scuole, turismo, mercati, sbocchi per i Liguri verso la nostra pianura. Ma poi cosa sto ad elencarli sono davanti agli occhi di tutti ed a doppio binario pure! Fantascienza.
    Ma teniamo presente che al relazione tecnica dell'Ing. è del gennaio 1940! A giugno dello stesso anno siamo entrati in guerra e per i successivi 5 anni.... solo distruzione. Ma avevano pensato anche al movimento truppe dell'esercito, protetti dalle gallerie ecc ecc.
    Una favola senza il lieto fine. 73 anni dopo irrealizzabile. Tempo perso e occasioni mancate.

  • Paul Mariani

    01/11/2013

    Facciamo una proposta al Governo per risolvere il problema NO TAV.....vengano pure a bucare da noi che gli offriamo anche la cena, magari gliela facciamo pagare dai dimostranti della Val di Susa, che finalmente potranno tornare alla vita di tutti i giorni! Risolti 2 problemi in un colpo solo!

  • Brontolo Né

    02/11/2013

    Mi piace l'intervento spiritoso, ma sagace di Mariani che mi ha spinto ad intervenire .
    Cui prodest ? si domandava Cicerone riuscendo a trovare il bandolo della matassa ...
    Escludendo la Valle ed i suoi abitanti La ferrovia di cui si tratta a chi conveniva ?
    Quasi 100 anni di progetti di studi di commissioni di sopralluoghi ecc. questo e solo in questo evidentemente era l'interesse, non in altro .
    E' la solita storia da sempre, si ambisce ad un posto in politica per la pensione e per quanto sia possibile lucrare, non per il bene della nazione e della popolazione, detta questa banale verità, a prescindere da essa, risultano essere molto occulte le motivazioni dell'abbandono dell'idea della ferrovia , in quanto una ferrovia risulta essere molto meno onerosa di una strada di pari tracciato, e più redditizia per il territorio sia dal punto di vista inquinamento, impatto ambientale, trasporto merci e civile; francamente sarebbe stata un'opera che avrebbe dato uno sviluppo notevole a tutta la valle, e non solo, ma così non è stato. Evidentemente lo sbocco al mare doveva essere La Spezia.
    Mi viene in mente la ferrovia facile facile di 25,3 km tra Pontedera e Lucca la cui costruzione iniziò il 23 Aprile 1926 ed inaugurata il 28 Ottobre 1928 , due anni e mezzo ! Durante la guerra fu bombardata, ma subito dopo fu iniziata la ricostruzione iniziando dai primi due ponti, purtroppo non solo fu deciso di interrompere i lavori, ma anche smontarono i ponti appena ricostruiti e così la linea che univa la linea Firenze Pisa a quella Firenze Lucca Viareggio con evidentissimi vantaggi cadde nell'oblio fino a che nel 1958 ne fu deciso il definitivo smantellamento.
    I veri perché di questo fatto stanno nelle fantasie dato che ancora oggi ne esiste il facile tracciato .
    Il vero problema sta nella mancanza di una legge che preveda il carcere ed il risarcimento danni per chi appalta studi, progetti e quant'altro per un lavoro che non verrà eseguito, ed anche per chi , una volta appaltato il lavoro non si rientra nei costi previsti e/o nei tempi previsti prevedendo pene severe per i politici e per un responsabile delle ditte che hanno commesso questo reato.
    Bisogna agire con lo stesso animo del "divieto di sosta": hai messo la macchina in divieto ? MULTA ! il vigile non vuol saper ragioni ... Ugualmente per il lavoro pubblico .
    Il lavoro pubblico studiato non viene eseguito o non rientra nei tempi e nei costi ? galera ! poi si farà un processo per le eventuali aggravanti che prevederanno pene severe oltre a quella base che non potrà essere condonata , graziata ecc. in quanto tradimento e spergiuro contro la Patria o Stato come altri preferiscono definire la nostra terra .
    Dieci righe di legge e si risana tutto in poco tempo , uh! come andrebbero bene le cose ...

  • Gabriella

    07/11/2013

    Magari questo progetto fosse andato in porto! Avrei evitato tanti "mal di macchina" nel percorrere il passo del Bocco!Non parliamo poi dello sviluppo che avrebbe avuto la ns valle..

 

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