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  • tutum-tutum

    Non capita spesso. Però quando accade l'assaporo. Leggere in treno è favoloso. Lì il tempo vola, anzi scorre velocissimo su quei binari tanto dritti quanto infiniti: tutum-tutumtutum-tutum
    Vedi scorrere, tra una frase e l'altra, la campagna distesa attorno a casolari abbandonati. Scruti impercettibilmente, tra una riga e l'altra, gli sguardi assorti delle persone accanto. Avverti inconsciamente, tra una parola e l'altra, gli stati d'animo di ragazzini stretti dentro a un cellulare.
    Sì, la stessa frase letta a casa ha un sapore differente. Lì le parole assumono un'altra percezione, si mescolano a quei paesaggi, a quegli uomini e a quelle donne, cambiano aspetto, prendono vita: tutum-tutumtutum-tutum
    Se poi hai tra le mani un libro come questo, 'Stagioni' di Mario Rigoni Stern, le emozioni che si provano sono ancor più tangibili. Racconta antichi riti e vecchie tradizioni, uomini e affetti di altre epoche, alberi e animali destinati ad annunciare le stagioni, luoghi e paesaggi forse dimenticati ma sempre carichi di ricordi. I ritmi della natura e le storie degli uomini, stagione dopo stagione.

    'Erano belle le sere estive con la luna sopra i tetti. Mi pareva di sentire le stelle e invece erano i grilli sui prati. Allora le voci del paese e della natura intorno, gli odori, i rumori, le nuvole e le luci avevano chiaro riferimento con la vita e seguivano le stagioni dei nostri giochi e del lavoro degli uomini.'
    Milano è ancora lontana...tutum-tutumtutum-tutumtutum-tutumtutum-tutum

4 Commenti

  • OROS

    02/02/2007

    Da montagna a montagna, da valle a valle, da città a città:
    Qui, nell'intenibile intervallo, nella precaria sosta di un peregrinare, nel divaricarsi enigmatico dei sentieri, del silente rovinare delle baite abbandonate in vista delle vette, dell'impenetrabile ricoprirsi di vegetazione delle bocche deserte di antiche miniere. Qui, dove in fondo non si dà che il rapprendersi di poche scarne parole, l'acciottolio e il giacere, pesante e inerte, nell'opaco velarsi di licheni e di muschi. Qui, dove a stento il cuore mantiene dischiuso uno spazio.
    Luisa Bonesio, SILLABARIO DI PIETRA

  • butterbly green

    03/02/2007

    Mi trovo spesso a viaggiare in treno...le considero piccole pause in una dimensione temporale diversa da quella frenetica quotidiana...
    E' come se il tempo fosse scandito in maniera differente,
    se voglio solo mio.
    Alla partenza, pur avendo nella borsa il mio libro del momento, compro una serie di riviste dai temi più differenti, fitness, arte, un quotidiano e l'immancabile settimana enigmistica, poi inizio sempre il viaggio rimettendo a posto la mia agenda copio note, numeri di telefono, appunti, fermo pensieri su cui rifletto guardando un paesaggio in movimento, ma un movimento diverso dagli altri, un movimento rilassante...
    Solo dopo aver messo ordine fuori e dentro di me, inizio a guardarmi intorno, scruto di nascosto i miei compagni di avventura. Guardo cosa leggono per capirne il titolo, se ascoltano la musica, che ritmo percepisco dalle loro cuffiette, c'è sempre chi sgranocchia qualcosa o ti offre una gomma, i più gentili sono quelli che entrando nello scompartimento augurano il buongiorno...sono pochi quelli che abbassano la suoneria del telefono, tanto meno quelli che escono nel corridoio per parlare rendendoci così tutti spettatori di questo piccolo teatro.
    Mi domando sempre . " Che lavoro farà...l'aspetta qualcuno all'arrivo...sta studiando per un concorso?...è timida o semplicemente non vuole essere disturbata?...farà il pendolare o sta andando in vacanza?...
    Poi inizia il gioco, basta poco, veremente poco per iniziare a chiaccherare, c'è chi entra subito nella conversazione, chi aspetta un pà, ma nel frattempo sorride alle battute, c'è chi mperterrito farà tutto il viaggio in silenzio...
    Il mio gioco sta nel fatto che nel breve tempo del viaggio devo riuscire a capire se quelle persone assomigliano a quello che ho percepito di loro nei primi minuti...a volte sbaglio a volte no, ma è sempre divertente...
    So che non riuscirei proprio ad arrivare a destinazione , prendere la valigia, augurare buon proseguimento e pensare dentro di me:
    " chissà come erano i miei compagni di questo piccolo salotto???... "
    La cosa più strana è che immancabilmente , appena scendo dal treno butto nel primo cestino che trovo il mio pacco di riviste, tanto a casa non avrà mai il tempo di leggerle , ma cosa importa sono solo parole su carta, parole scritte, il mio viaggio invece è stato ricco di emozioni, emozioni vere...

  • JPC

    06/02/2007

    Non è proprio invidia, ma sicuramente una sorta di "mancanza"...
    Credo siano anni che non viaggio in treno.
    Sono da pochi giorni rientrato da uno dei tanti viaggi, quest'ultimo durato 26 ore, ma la cosa incredibile è che non ricordo neanche il viso del mio vicino di posto. Forse sarà il caso di riprendere qualche volta il treno? perchè no...

  • J&B

    10/02/2007

    Ieri sera stavo ritornando a casa in treno da parma, ero intenta a leggere un libro con una storia vissuta tra spezie orientali. Poi ho guardato fuori dal finestrino e lì è sbucata dal nulla una fetta di luna bellissima come non mai. C'era una strana aria in quel vagone...saranno state le spezie o il tutum del treno? by J&B

 

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