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  • Camöggi

    Oggi mi consolo pensando a domenica scorsa, a quei 20 gradi… a quando alle undici e mezzo sono salito in macchina e all’una ero già davanti ad un piatto di Pansotti con le noci e a un bicchiere di Rossese. Nonostante questa vicinanza non ero mai andato a Camogli. A Camöggi, come la chiamiamo anche noi.
    Prima d’ora l’avevo solo intravista dall’alto, scorgendo il suo faro e l’arenile, ma scendendo giù tutto cambia. La curva del golfo accompagna subito l’occhio verso la chiesa e quel paio di case strette a lei, quasi a proteggerla dalle mareggiate, che a giudicare dai segni, anzi dalle "sberle" che battono su quella facciata, sono solo da immaginare.
    Poi, girandosi, una scala di colori pastello domina il litorale, sono le case di Camogli, altissime e messe lì come se dovessero sorreggersi l’una all’altra, tutte costruite alla stessa maniera, ricordano tante scatole di fiammiferi: "Ma l’appartamento al settimo piano, senza ascensore, costerà anche lui 500.000 Euro?".
    Sul lungo mare, tra gallerie d’arte, souvenir e ristoranti, c’era una libreria… sul banchetto dei libri locali, quelli aperti per attirare l’attenzione dei passanti, ce n’era uno che parlava delle origini del nome: Ca' Mogli, dal dialetto genovese "Cà de muggé" (casa delle mogli), derivante dal fatto che gli uomini erano sempre per mare e le donne dominavano il paese dalle finestre, aspettando il ritorno dei propri mariti.

9 Commenti

  • Fabio

    20/01/2014

    Bravo Gigi.. A S. Rocco hai preso due gallette al forno?.. Poi sei riuscito ad immortalare il maestro Nando "fisarmonicista" l'ultimo personaggio ancora in circolazione,..per non parlare dei famosi 20 gradi dicembrini tipici solo di quel golfetto Camoglino..quante volte noi immersi nelle nebbie e nel freddo e una telefonata mi dice qui é estate...

  • Dolores

    20/01/2014

    Che meraviglia! Un sogno! Ma di questi scorci spettacolari, la riviera ligure, dove mi sono trasferita a 8 anni coi miei genitori dall'Alta Val Ceno, ne è costellata: le 5 terre tutte arroccate sul mare, Boccadasse dove si mangia un gelato divino, la passeggiata sul mare di Corso Italia, Nervi dove andavo col moroso, spianata Castelletto dove si vedono tutti i tetti di Zèna e via via fino alla costa azzurra!
    Meravigliosi scenari, molto simili a quelli di Camuggi e da mozzafiato! Del resto li abbiamo a milioni in ogni regione, in ogni paese, anche dietro l'angolo e nemmeno lo sappiamo: l'Italia è il giardino del mondo e ce lo invidiano tutti!
    Genova poi è sempre stato 'il nostro porto' da dove sono partiti coi bastimenti i nostri emigrati per terre lontane: Zèna coi suoi caruggi odorosi di fritto misto, di frisciò, di panissa, di focaccia e di farinata... dove il clima è sempre mite, dove la montagna confina col mare, dove non si sa dove finisce il mare e comincia il cielo...

  • Remo Ponzini

    20/01/2014

    Una vera perla, una meraviglia della natura che fa parte (lato nord ovest) del promontorio più bello del mondo. Quello che comprende località come Santa Margherita Ligure, Paraggi, Portofino, San Fruttuoso, Punta Chiappa e Camogli. Località inserite in tutte le guide turistiche e locate in un contesto da vero paradiso terrestre.

    Quando lavoravo in Chiavari mi capitava spesso di recarmi a San Rocco di Camogli da dove si diramavano diversi sentieri che, oltre a portare sulle sommità del promontorio, conducevano anche a tutte le località sopra citate. Una miscela di mare e monti che non ha eguali. Panorami indescrivibili che tonificavano anima e corpo. Un senso di beatitudine impagabile.

    Camogli ho sempre cercato di visitarla nelle stagioni intermedie evitando anche i fine settimana. Mi pareva più genuina, più intima, più autentica senza la massa dei turisti che ti pestano i piedi e ti prendono a spallate. Bastava volgere lo sguardo ed inspirare (mi piace l'odore di mare) per beneficiare di tutte le mirabilie dispensate da una natura estremamente prodiga.

    E' una località che, anche partendo dalla nostra vallata, si può raggiungere in novanta minuti. Approfittiamone. Li c'è il meglio che possiamo desiderare; anche per gli appassionati di montagna.

  • Alberto Squeri

    20/01/2014

    Bravo Gigi, una bella gita fuori porta in un posto "particolare"..... la prossima volta ti consiglio la gita da s.rocco a punta chiappe (anche se il ritorno non è per niente agevole) e l'escursione a portofino vetta, sulla ruta, con panorami veramente "unici".
    Complimenti, invece, per il servizio fotografico veramente rappresentativo.........

    ps: hai portato al paesello almeno una porzione di focaccia di recco???????

  • Monica Rossi

    20/01/2014

    Caro Gigi,
    per il puro piacere di parlare di Camogli, mia quasi seconda casa perché mia mamma vi gestiva un'edicola, mi farebbe piacere condividere con te e i tuoi lettori una storia a metà fra fantasia e realtà che ho scritto tempo fa su Camogli... è la mia personale visione di questo borgo così speciale!

    "Immaginate un mercatino di cose antiche, modernariato, bric-à-brac come se ne trovano sempre nelle tante piazze e centri storici delle nostre città... Curiosando fra le mercanzie di una bancarella di uno qualunque di questi mercatini può capitarvi, come è capitato a me, di notare un mazzo di cartoline fin-de-siècle tenute insieme da un nastro ingiallito... A me è capitato e d'impulso le ho acquistate, tutte perché facevano parte di un'unica collezione. Molto delicatamente ne ho sfilata una: la prima era seppiata, ritraeva un borgo di palazzi altissimi accavallati gli uni agli altri in un susseguirsi di facciate. Di fronte, l'immensità del mare. Ne ho poi sfilato un’altra: altro scorcio, stesso borgo ma questa volta in bianco e nero. E poi un’altra e un'altra ancora e finalmente, fra gli svolazzi di una grafia elegante, ho scoperto che il borgo ritratto è Camogli e che a scrivere queste cartoline fu una certa Rosa. Una cartolina via l'altra, leggendole avidamente, ho scoperto che in questo piccolo borgo marinaro la "mia" Rosa ha villeggiato trascorrendovi infanzia e giovinezza ed età matura; e che qui è sempre tornata con marito, figli, nipoti e pronipoti... E allora, un po’ perché quelle cartoline mi hanno stregata, un po’ per rendere omaggio all’antico amore di un'antica signora per questo borgo della Riviera ligure di Levante, parto alla volta di Camogli. Lo faccio d'impulso, senza documentarmi, per il puro piacere della scoperta senza guide, opuscoli o internet.
    Camogli è romantica. A partire dal suo stesso toponimo. Per alcuni infatti “Camogli” sta per “casa delle mogli” (Cà de mugee): mogli di generazioni di marinai e pescatori che aspettavano i loro uomini di ritorno dal mare. Per altri invece sta per Cà a muggi, ovvero "case a mucchi", perché terra di case fitte fitte, ognuna con una facciata diversa, se è vero che così la gente di mare poteva distinguere ancora da lontano la propria dimora mentre il campanile segnava le ore e gli scogli ricevevano l’ennesimo cavallone spumeggiante...
    Romantica è l'atmosfera che la circonda, romantico il pot-pourri di colori che ancora oggi si sfidano dalle facciate degli impossibilmente alti palazzi che si specchiano quasi vanitosi nelle acque del porticciolo, dove gozzi nuovi e vecchi convivono "gomito a gomito" con battelli e barche da diporto. Ovunque pescatori di tutte le età, ma anche marinai in pensione, turisti di passaggio o fortunati habituè che qui vengono a "svernare". Sul lungomare ti accompagna il continuo, spensierato, rassicurante vociare di bimbi che giocano, mentre dai bar, dalle botteghe o dalle finestre spalancate al sole invernale s'odono commenti e battute, qualche volta salaci, nell'inconfondibile inflessione ligure. Ovunque negozietti, forni, pastifici e café, ristoranti di antica gestione e bistrò di nuovissima generazione. E fra vicoli stretti stretti intrisi di salino si respira il mare, quel mare che segna ogni angolo e si "ritrae" solo quando - e se - il sole vi arriva e ne asciuga le ombre e gli umori.
    Scopro che per vederlo davvero com’è, questo borgo eterno e rilassante, bisogna venirci ora, in pieno inverno, quando il confine cielo-mare è ancora sfumato come in una cartolina seppiata; quando ancora tutti rabbrividiamo all’idea di bagni di mare e il sole è appena tiepido; quando la sera piazzette, carrugi e passeggiata tacciono e le luci delle alte-altissime case si confondono con le stelle, mentre dai bar "fuggono" storie, aneddoti, segreti.
    Mentre giorno dopo giorno scopro l'inimitabile romanticisimo di Camogli, ne assaporo la cucina. Scopro la magia di un ricettario affacciato sul mare eppure così strettamente legato alla terra che ne protegge le spalle. Assaporo e mi innamoro delle triglie che sposano i taglierini, dei mandilli (fazzoletti di pasta sottilissima) col pesto più profumato che abbia mai assaggiato, dei pansotti con delicata salsa di noci, della teglia di acciughe, dei rossetti di Punta Chiappa, dei tonni e tonnetti della tonnara di Camogli. Mi regalo pranzetti con zuppe di pesce (magnifico il “ciupin”) e “gallette del marinaio” di San Rocco, lasagne impastate con il vino bianco (specialità di San Fruttuoso) e bagnun di acciughe... Perdo la testa per le focaccette al formaggio di San Rocco, e poi per la fragrante focaccia appena sfornata, con o senza le cipolle. Assaporo i “camogliesi”, ogni giorno uno diverso: rum, gianduia, caffè, amaretto, arancio, mandorla, nocciola... Dolcetti che potrò assaporare ogni volta che torno a Camogli ma di cui non avrò mai la ricetta perché gelosamente custodita dai Revello che li fanno da sempre.
    Parlando con i Revello, scopro che Camogli è una meta amatissima dagli innamorati delle due Riviere (e non solo) quando ogni anno il calendario ci dice che San Valentino è qui e "conviene" festeggiare. "Innamorati a Camogli" è la festa clou del febbraio camoglino e a idearla è stata Maria Rosa Costa, titolare del ristorante "Da Rosa" (forse uno dei migliori indirizzi di Camogli e per la cucina e per la vista che si gode dal terrazzo a strapiombo sul mare).
    La prima edizione 27 anni fa. Ogni anno, romanticismo, arte, cultura e sapori si fondono in una cinque-sei giorni di eventi imperdibili: quest'anno le "danze" inizieranno il 9 febbraio e proseguiranno fino al 14. Per tutte le coppie che lo vorranno i ristoranti di Camogli offriranno cene per due appositamente ideati per l'occasione e per tutte le tasche. E ogni anno un omaggio: il piatto-ricordo ricorderà agli innamorati che qui hanno assaporato un angolo di Italia meravigliosamente intatto. Perché Camogli è una cartolina antica e nuova insieme, un mix di emozioni ogni volta diverse da scoprire fra molo e porticciolo, su e giù per le scalinate, perdendosi fra i carrogini o strusciando pigramente sul lungomare.
    Quel lungomare dove lo sguardo corre all’infinito orizzonte, mentre intorno il vociare dei bambini e i richiami delle loro mamme ricordano quelli di altri bimbi vestiti alla marinara e delle loro balie. Dove, chiudendo gli occhi, portrebbe capitare di "sentire", fra le tante, anche la voce di Rosa che chiacchiera con le amiche mentre il sole le tinge le spalle di oro ed efelidi, che si scambia dolci promesse con l’amato (conosciuto a Camogli? Chissà... mi piace pensare di sì), o che richiama figli e nipoti e promette loro un “camogliese” (senza rum però!) se faranno i bravi."

  • Remo Ponzini

    20/01/2014

    Che Esvaso fosse una officina che ogni tanto forgia pezzi d'autore l'ho sempre pensato e manifestato. A volte bisogna solo pazientare perchè non è facile trovare una conchiglia con una perla dentro. Può capitare inaspettatamente, così, come è successo oggi.

    Sbircio il nome dell'autore, Monica Rossi, e cerco di raffigurarmela. Mi bastano pochi secondi per rammentarmi di Lei perchè mi sovviene che sua madre Rossella, mia coetanea, l'ebbi come compagna di classe nei primi anni di elementari.

    Leggo il bellissimo racconto che fa di Camogli e resto incantato per le sua piacevolissima scrittura e per le sue capacità descrittive. Con la sua narrazione ricca di sensibilità riesce a portare in quell'angolo di paradiso anche colui che non c'è mai stato.

    Me lo sono bevuto in un lampo e quando sono giunto alla fine me lo sono riletto per non interrompere la gratificazione che mi aveva donato.
    Grazie Monica. Ci hai regalato una pagina d'autore, di poesia. Spero solo di rileggerti quanto prima. Un ringraziamento anche a Dolores che ormai è una frequentatrice abituale di queste pagine.

  • Marika B

    20/01/2014

    Wow... Pensavo che fascessi delle foto belle, ma dopo aver visto queste penso che ti superi ogni volta di più! Bravo! :)

  • Monica Rossi

    20/01/2014

    Grazie Remo. Sono onorata dalle bellissime parole che spendi per me e per la mia umile penna! E grazie per avermi ricordato che mia mamma è viva nei ricordi dei bedoniesi.

  • Dolores

    20/01/2014

    Remo, Remo.....grazie di che? Grazie a te! Io cerco sempre di non scrivere molto perché temo di stancare......se partu ne me frèmu pù......
    Ma con Esvaso si impara, ci si 'conosce' e si vedono le meraviglie stando a casa....alla prossima!

 

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