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  • Fondere non Unire

    Eravamo rimasti all’incontro di Albareto, da quella sera di Dicembre è passato poco più di un anno. Da allora la filippica sulla Fusione dei nostri cinque Comuni (Albareto, Bedonia, Borgotaro, Compiano e Tornolo) è andata solo che peggiorando. Nel frattempo sono nate le Unioni, cioè è rimasto tutto come prima, solo un adeguamento forzato alla Legge, se no neanche quello si faceva.
    Male, molto male, mi viene il dubbio che nei nostri amministratori non ci sia nessuna volontà di vedere la Valtaro proiettata nel futuro, ma di guardare solamente all’attuale vantaggio politico, al loro campanile, al modello: "Piccoli e da soli è meglio".
    Andiamo avanti, ma fino a quando si potrà vivere ancora di rendita? Eppure le avvisaglie ci sono, ci piombano addosso quasi ogni giorno. Un esempio per tutti… ricordate la paura che ha scatenato quell’articolo su “La Stampa”, quello dedicato agli ospedali italiani che dovranno chiudere? Bene, è lì ti rendi conto che non siamo nessuno, che i nostri piccoli Comuni contano tanto come “Il due di coppe quando c’è sotto bastoni”, ma poi è sufficiente una bella smentita e tutto rientra nei ranghi: "Ma sì, era solo una scaramuccia, una sparata di qualche politico romano che neanche sa dov’è la Valtaro, che nemmeno conosce l’opportunità e l’importanza sociale di conservare un ospedale in una zona decentrata come la nostra". Auguriamocelo!
    Ma la preoccupazione non è solo questa, ci sono anche altri servizi che vanno peggiorando nel tempo, ad esempio i trasporti, i finanziamenti pubblici, gli uffici decentrati dello Stato, le infrastrutture, la svendita al primo offerente del nostro bel territorio, ed è qui che ti rendi conto che siamo sempre più deboli, superflui e impotenti, di non possedere un "peso specifico" da poter essere considerati.
    E’ anche per questo motivo che ho deciso di non mollare la presa e di darmi ancora da fare, l’ho fatto insieme a numerosi cittadini (ad oggi sessanta), ora senza connotati politici e senza gerarchie, dove congiuntamente abbiamo creato il "Laboratorio per il Comune Alta Valtaro".
    Qualche giorno fa a Compiano (vedi link) abbiamo tracciato la linea e i concetti da seguire, da far conoscere, pochi punti ma efficaci per costituire e creare un Unico Comune di oltre 15.000 abitanti: "Essere più forti per contare di più - Crescita e sviluppo economico - Più servizi per i cittadini - Più efficacia dell’Amministrazione - Più finanziamenti da Stato e Regione - Pari dignità e rappresentanza degli attuali paesi sede di municipio - Mantenimento, rafforzamento ed equa distribuzione dei servizi municipali".
    Lo ribadisco, solo una rappresentanza coesa, autorevole e determinante potrà garantire la continuità e il potenziamento di tutti i servizi essenziali del nostro territorio, non per ultima la nostra salvezza.

    Per iscriverti o saperne di più: comunealtavaltaro@gmail.com - www.facebook.com/comunealtavaltaro

14 Commenti

  • Luciano Allegri

    03/02/2014

    Dal 1° gennaio 2014 i Comuni hanno dovuto riorganizzarsi.
    Le UNIONI dei Comuni individuano alcune funzioni da gestire, come ad esempio : polizia urbana, statistica, protezione civile, anagrafe.
    La titolarità dei servizi rimane in capo ad ogni Comune associato.
    Gli organi delle Unioni sono : il Consiglio (composto dai Sindaci associati); il Presidente del Consiglio eletto fra i Sindaci associati e la Giunta.
    Nei Comuni associati restano Sindaco e Consiglio Comunale.
    Necessarie saranno le mediazioni fra i Sindaci per il raggiungimento degli obiettivi ed il Sindaco non potrà rispondere direttamente al cittadino, nel senso che le sue decisioni saranno mediate fra i vari territori rappresentati dagli altri Sindaci.
    L’Unione, se intesa come coerenza di identità territoriale, come dimensione importante, come unitarietà dei servizi da offrire, può rappresentare comunque un percorso per raggiungere l’obiettivo della fusione.
    Con la FUSIONE si ha un nuovo ente. Scompare il proprio Sindaco, il proprio Consiglio Comunale, per un solo Sindaco ed un solo Consiglio Comunale rappresentante i vari Comuni della Fusione.
    Occorre prevedere assolutamente un’adeguata rappresentanza, per la tutela degli interessi collettivi ed individuali delle comunità e del loro tessuto sociale, che si trovano ad essere senza Sindaco e Consiglio di vicino riferimento.
    A questo fine si possono istituire i Municipi. La scelta di istituire i Municipi, così come la progettazione delle loro funzioni (quello che devono fare) e le modalità di interrelazione con il nuovo Comune, sono lasciati dal legislatore nella piena disponibilità, quale spazio di negoziazione aperto, dei soggetti politici che realizzeranno il percorso di costituzione del nuovo ente.
    Sarà, quindi, lo Statuto comunale che regolamenterà gli aspetti del funzionamento istituzionale.
    Altro tema è la progettazione di centri servizio sul territorio, che potrebbero, in raccordo con le sedi dei Municipi, diventare o “punti di erogazione” del servizio o momenti di una gestione congiunta dei servizi programmata attraverso i Municipi, consentendo di realizzare innovazione amministrativa, nell’ambito della quale l’efficienza e l’efficacia diventerebbero concretamente legate al protagonismo politico dei territori e dei cittadini.

  • Lorenzo Benedetti

    03/02/2014

    Nella nostra zona sono presenti diverse scuole materne, elementari e medie, distribuite nei vari comuni, ed un importante polo formativo quale l'Istituto Zappa-Fermi a Borgotaro e l'Istituto professionale IPSIA di Bedonia. Ad usufruire dell'offerta delle due scuole sono però non solo gli studenti dei due paesi, ma i ragazzi dell'intero territorio, senza i quali l'istituzione scolastica non potrebbe sopravvivere: pur non ufficialmente, siamo quindi già fusi tra di noi. E la scuola può essere anche un felice esempio per chi pensa che nella Fusione un Comune possa prevalere sugli altri: da due anni infatti l'IPSIA di Bedonia è stata accorpata allo Zappa-Fermi, e da questa "fusione" entrambe le scuole hanno tratto dei vantaggi, quali la nascita dell'indirizzo enogastronomico-alberghiero e la sua immediata dotazione di macchine adeguate. La fusione, anche in ambito scolastico, è quindi fonte di vantaggi economici e sociali, che permetterebbero di avviare con più forza attività, attrezzature e laboratori.

  • Rodolfo Marchini

    03/02/2014

    Il nostro Laboratorio ha voluto sintetizzare in un Manifesto, nella forma più chiara e semplice, i più importanti vantaggi del Comune Alta Valtaro, affinchè tutti noi cittadini possiamo prima di tutto rendercene conto, condividerli e poi, al momento finale del referendum, esprimere un giudizio motivato, maturo e consapevole.
    La legge regionale E.R. n. 24 del 1996 e successive modifiche, nella parte relativa alle fusioni dei comuni, prevede due strade possibili. Una è quella delle istituzioni e dei consigli comunali, strada che sarebbe percorribile se fosse almeno d’accordo uno dei maggiori partiti. L’altra è quella del coinvolgimento dei cittadini, ed è quella che abbiamo scelto noi; una strada forse inizialmente più difficoltosa, ma certamente più sicura nell’esito finale del referendum.
    Così abbiamo intrapreso questa vera sfida, e anche chi di noi ha avuto esperienze politiche di partito, ha deciso di mettersi alle spalle, in second’ordine, le proprie piccole o grandi bandiere. Così, tutti insieme, anziché seguire le logiche politiche o poveri interessi di parte, abbiamo preferito guardare decisamente all’unico interesse che conta veramente cioè l’interesse comune di tutti i cittadini dell’Alta Valtaro.

  • Ettore Rulli

    03/02/2014

    Nell'intraprendere un percorso importante come questo del futuro COMUNE ALTA VAL TARO si dovrebbe dire: "guardiamo avanti", ma in questa occasione io vi dico: "guardiamo dall'alto".
    Si, immaginamio di salire in alto per una decina di chilometri e guardare giù. Noteremo che la nostra Valle è un grande contenitore, per 15-20 mila persone, circondato dai monti e riparato dai venti, con terreni bene esposti al sole (i nostri vecchi direbbero bèn suriâ) abitato ovunque, da Santa Maria del Taro all'Anzola, a Montegroppo, a Tiedoli; e con una buona viabilità che congiunge tutti i luoghi.
    Ora, sulla nostra immaginaria macchina volante, spostiamoci verso il mare, e poi verso la pianura; non troveremo alcun altro territorio così adatto per accogliere una comunità unitaria e ben amministrata.
    Ed ora continuiamo con un sogno: immaginiamo che questa valle sia completamente disabitata e che noi siamo un popolo di 20 mila persone in fuga da non so quale calamità, che arriva qui condotto da un capo da tutti riconosciuto e stimato. Io penso che occuperemmo tutta la Valle, distribuendoci in tutti i luoghi, così come nella realtà abbiamo fatto negli scorsi tre o quattromila anni.
    Ebbene, il nostro capo si insedierebbe al centro della Valle, non per restarci, ma per essere comodo a raggiungere in ogni luogo la sua gente e raccogliere da tutti gli elementi per una buona amministrazione.
    Per questo abbiamo raffigurato la nostra Valle abbracciata da un arcobaleno, un arcobaleno che quando compare, dopo il maltempo, non guarda se sotto c'è il confine tra Borgotaro e Albareto, o tra Compiano, Bedonia e Tornolo.
    E non è che in un paese l'arcobaleno è giallo e nell'altro è rosso: l'arcobaleno splende su tutti e porta nuova luce!
    Vi ho invitati a sognare, e molti di voi , lo so, pensano che noi siamo dei sognatori, degli utopisti, distaccati dalla realtà; e magari questo affermano quando ne parlano con altri... ma voi quando siete soli pensate... ragionate... e vi accorgerete che se veramente lo volete, tutto questo può essere tra breve una realtà.

  • Marco Cacchioli

    03/02/2014

    Il riordino territoriale è una questione non più rimandabile. Le recenti disposizioni regionali e nazionali in materia hanno segnato un percorso dal quale non è più possibile tornare indietro. Un percorso che è possibile intraprendere in diversi modi: a piedi, con passo lento, perché non ci si vuole allontanare dall’idea del proprio campanile; con un mezzo più veloce ma poco performante, come quello dell’Unione dei comuni; oppure possiamo decidere di viaggiare spediti sul frecciarossa della fusione. Un’opportunità da prendere al volo anche per i risvolti economici che potrebbe avere nell’immediato. Infatti, se operassimo la fusione del cinque comuni dell’alta Valtaro, il nuovo ente potrebbe beneficiare di maggiori finanziamenti regionali per 15 anni (circa 500.000 € all’anno), di maggiori finanziamenti statali per 10 anni (il 20% in più dei trasferimenti erariali, ovvero circa 700.000 € all’anno), e verrebbe svincolato dal patto di stabilità per due anni. Un Comune unico vorrebbe dire anche risparmiare e tagliare i costi della politica e dell’amministrazione (circa 250.000 € all'anno per Segretari, Sindaci e Giunta) e poter usufruire di contributi straordinari per il riordino amministrativo e per gli sportelli decentrati. In sintesi, la fusione dei cinque comuni dell’Alta Valtaro sarebbe molta vantaggiosa anche dal punto di vista economico in una fase storica difficilissima per i nostri piccoli comuni montani.

  • Matteo Medioli

    03/02/2014

    Oltre alla scuola, per un ragazzo come me, esiste un’altra importante realtà: lo sport.
    Nella valle ci sono un gran numero di associazioni sportive, singole, piccole e medie, le quali cercano di mantenere vivi valori come la passione, l’impegno e l’aiuto reciproco, proprio quello che lo sport alle volte può dare.
    Ma cosa succederebbe se tutto l’impegno di queste associazioni si fondessero insieme? Non sto parlando di eliminare squadre o inglobare le piccole realtà in quelle grandi, si tratterebbe di collaborare come “unità territoriale” per migliorare risorse e strutture, le stesse che un piccolo comune non può, per ovvi motivi, sostenere.
    Prendiamo ad esempio, la realizzazione della piscina coperta comprensoriale a Bedonia, un progetto che era stato proposto circa 3 anni fa. Un Comune di 3.500 abitanti non potrà mai sostenere un progetto così ambizioso e che andrà alla fruizione di tutta la valle, ma non per un’errata amministrazione, ma perché non è sostenibile dal punto di vista economico, mentre per un Comune di 15.000 abitanti l’impegno sarebbe sopportabile.
    È ormai risaputo che le risorse distribuite in modo frammentario rischiano di andare disperse e di non avere nessun effetto. Ecco perché la Fusione dei cinque comuni potrà affrontare, grazie alla collaborazione di tutti, il mantenimento e il miglioramento delle strutture sportive già esistenti e la creazione di nuove, considerando così le esigenze delle generazioni di oggi, ma soprattutto quelle future. Per vincere questa partita bisogna fare squadra!

  • Marco Franchi

    03/02/2014

    Al primo punto del nostro manifesto e’ scritto. Fondere i cinque comuni dell’alta val taro in un comune unico è un grande vantaggio perché si conta di piu! e questo è l’aspetto più importante di tutti.

    Dobbiamo riflettere che, Con la chiusura della nostra comunità montana prevista a marzo e con la probabile chiusura della provincia di parma prevista nella proposte di legge in discussione in parlamento, di fatto un piccolo comune non conta più nulla nel contesto regionale e provinciale.

    La soluzione che per legge oggi si segue, cioè quella di fare una unione di comuni è sbagliata. Si stanno ancora creando carrozzoni che costano, non si risolvono i problemi dei cittadini e si mantengono le divisioni politiche e campanilistiche dei vari territori

    Fondere invece i 5 comuni dell’alta val taro in un comune unico di oltre 15.000 abitanti significa razionalizzare le spese, tagliare i costi della politica e soprattutto unire le forze per lo sviluppo e per difendere i servizi di tutti. Oggi abbiamo più che mai bisogno di avere forza, di contare e di farci rispettare. Lo possiamo fare solo se siamo in tanti e se siamo uniti. Altrimenti saremo spazzati via

    Attualmente il cittadino di un piccolo comune è un cittadino di serie B, perché i piccoli comuni per mancanza di personale, di risorse, di formazione non sono in grado di garantire la stessa qualità dei servizi e le stesse opportunità di un cittadino abitante in un comune di grosse dimensioni.

    Oggi purtroppo un sindaco di un piccolo comune che non conta nulla nel contesto provinciale, si occupa di fatto solo di piccole questioni di paese. Invece anche i cittadini dei piccoli comuni, hanno bisogno di un sindaco forte, capace, lungimirante, che guardi a cose importanti e di prospettiva. Un sindaco, un amministratore, deve avere la capacità di individuare le soluzioni migliori per lo sviluppo, per la salvaguardia, per garantire un futuro ai propri cittadini e quindi deve essere scelto tra tanti non tra una piccola cerchia di perone come accade oggi.

    Per questi e altri motivi noi abbiamo proposto questa iniziativa di fondere i 5 comuni dell’alta val taro in un solo comune e vogliamo arrivare al più presto prima che sia troppo tardi a farla condividere a tutti gli abitanti. Noi siamo certi che sia la soluzione migliore per il nostro futuro di montanari. Le altre soluzioni sono solo dei ripieghi che non servono a nulla.

  • Gigi Cavalli

    03/02/2014

    Il Laboratorio per la fusione dei 5 comuni ha l’intento di creare un’unica programmazione economica per l’intero comparto Artigianale/Industriale del territorio, una necessità per essere più forti economicamente e in grado di attirare maggiori e nuove realtà imprenditoriali/produttive.

    Poi c’è lo sviluppo turistico dell’intera valle e qui si deve adottare una strategia comune, dove ognuno dovrà mantenere le proprie peculiarità storiche e della tradizione locale, ma nel contempo istituire, coordinare e poi promuovere un solo calendario delle manifestazioni dell’Alta Val Taro, un esempio per tutti: le due fiere del fungo, l’Expo Taro-Ceno a Compiano, le Fiere del biologico a Isola e ad Anzola, la Sagra della Trota, il Planetario insieme ai musei del Seminario… sono tutte realtà che stanno già dando buoni frutti, ma con un maggior impegno unitario si potrebbero sfruttare ulteriormente.
    In questo momento vi sono cinque calendari di manifestazioni, dove ognuno gioca per sé, a volte a discapito dell’altro e il risultato è uno solo: più costi per la pubblicità, meno effetti nella promozione. Continuando con questa logica si potrà solo vincere la battaglia, ma non la guerra… per quanto ancora ci accontenteremo di vivere alla giornata?

    Non dobbiamo poi dimenticare che l’Alta Valle del Taro ha un patrimonio ambientale da sfruttare maggiormente e quasi nessuno lo considera un’ancora di salvezza… questa non è una fabbrica che può chiudere da un giorno all’altro, ma un’esclusività che solo noi abbiamo, inesauribile e utilizzabile a nostro piacimento, questa fabbrica ha un nome e si chiama VALTARO. Sappiamo tutti che con in un’ora di auto si raggiunge il mare, altrettanto tempo per salire su cime da 1600 metri e non per ultima la possibilità di collegare la nostra valle con Zeri, sono necessari 20 minuti per raggiungere i campi da sci… sempre se la strada che li collega venisse definitivamente ultimata.

    Una necessità basilare sarà poi quella di istituire figure create ad hoc, appositamente formate allo scopo di intercettare maggiori finanziamenti regionali, statali ed europei, sempre per migliorarne lo sviluppo.

    Qui stiamo facendo sul serio e bisogna smetterla di rimandare le soluzioni a domani, a quando sarà troppo tardi, a quando non si potrà più tornare indietro, a quando saranno altri, quelli sopra di noi, che decideranno come e quando scomparire.

  • Stefania

    04/02/2014

    Parlando oggi con la mia amica Elisa, residente in MONTEVEGLIO (BO), mi ha comunicato che dal 1°Gennaio 2014, per effetto della Legge Regionale n.1 del 7/2/2013 della Regione Emilia Romagna, è stato istituito il nuovo comune di VALSAMOGGIA (BO), in provincia di Bologna, mediante la fusione dei comuni contigui di BAZZANO, CASTELLO DI SERRAVALLE, CRESPELLANO, MONTEVEGLIO e SAVIGNO. VALSAMOGGIA è uno dei quattro comuni istituiti nel 2014 in Emilia Romagna.
    Il Referendum regionale consultivo per la fusione dei comuni della Valle del SAMOGGIA si è svolto il 25 novembre 2012. Ha prevalso il SI a Castello di Serravalle (51,74%), Crespellano (57,02%) e Monteveglio(59,03%); mentre hanno detto NO a Bazzano (51,88%), Castello di Serravalle (46,35%) e Crespellano(45,83%).
    Considerando l'insieme dei territori il nuovo comune ha una popolazione legale di 29.427 abitanti.
    Ma andando a fondo ho scoperto che anche i comuni di Sissa e Trecasali, dal 1° gennaio 2014 hanno istituito il nuovo comune di Sissa Trecasali mediante la fusione.
    Il Referendum regionale consultivo per la fusione dei comuni di Sissa e di Trecasali si è svolto il 6 ottobre 2013. A Sissa ha risposto SI il 93,35% dei votanti (affluenza alle urne del 44,23% degli aventi diritto), mentre a Trecasali ha prevalso il SI con l'85,51%(affluenza del 31,34%).
    Considerando l'insieme dei territori dei comuni oggetto della fusione, il nuovo comune ha una popolazione legale di 7.991 abitanti.

    .............. PIU' DEMOCRATICO DI COSI'.

  • Giannino

    05/02/2014

    Sì per il "Comune Alta Val Taro". La fusione è la soluzione migliore.
    Il tempo della "dispersione" e dei "campanilismi" penso non abbia più senso.

    Giannino Agazzi (Bedonia)

  • Adina

    05/02/2014

    Mi auguro che i tempi della fusione siano imminenti, non seguano i ritmi esasperanti per lentezza, indecisioni e interessi di parte. Voglio essere ottimista per la vita dei giovani, che trovino qui speranze e prospettive serene.

  • Gilio

    06/02/2014

    Sull'argomento ho già dato e non voglio più far arrabiare nessuno, prendo atto di questo silenzio, rotto solo con qualche pezzo di note intonate come quello di Giannino Agazzi sul cui amore per la propria terra e la sua saggezza nessuno ha dubbi. Ma non basta, ho seguito i lavori del Comitato e sono certo che i più penseranno che gli attori sono tutti di Borgotaro o comunque con Borgotaro hanno a che fare, un alibi in più per disinteressarsi della cosa.
    Sarebbe necessario cambiare buona parte degli attori sulla scena, almeno come attori principali, purtroppo l'aver fatto politica o essere stato consigliere comunale o simili è peggio del peccato originale, quello con il Battesimo si sistema almeno credo, l'altro no.... sarai sempre un ex di qualcosa, e parlo per me, che crea alibi ed intralcia il percorso, almeno per ora, con le arie che tirano, le adesione possono essere 60 piuttosto che cento, ma in ogni caso languono.
    Se metti un banchetto in piazza il sabato o la domenica e raccogli firme contro la fusione ti ci vuole una risma di carta ogni ora. C'è poca aria fresca o per lo meno la gente avverte questo.
    Mi immagino tra 2 mesi quando si parlerà di rinnovo dei Sindaci e dei consigli comunali e purtroppo dovremo assistere quasi per la totalità a discorsi estremamente legati alla difesa dell'autonomia e dell'autodeterminazione contro il fantasma di turno che a volte sarà la Regione, a volte lo Stato, quasi sempre Borgotaro. "Han da passà, ahimè, decine di migliaia di nuttate."

  • Franco Cappelli

    06/02/2014

    La fusione mi sembra una soluzione valida per tutti i problemi esposti nella descrizione iniziale. Certamente occorre sacrificare un po'di "tradizionalismo"......
    Forse però è meglio cercare di sopravvivere piuttosto che soccombere aggrappati alle nostre tradizioni....

  • Laboratorio Comune Alta Valtaro

    21/02/2014

    SABATO 22 Febbraio, alle ore 16, presso il Centro Civico della Peschiera a Bedonia:

    confronto pubblico tra rappresentanti del LABORATORIO PER IL COMUNE ALTA VALTARO, testimonials significativi di Comuni nati da Fusioni, Sindaco e amministratori di Bedonia. Partecipazione del pubblico.


    http://www.gazzettadiparma.it/scheda/167830/Progetto-di-fusione-dei-cinque-Comuni.html
 

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