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  • Carnevale "Made in Bedonia"

    L'idea di costruire maschere per essere utilizzate nel carnevale bedoniese iniziò nel primo dopo guerra, più precisamente nella contrada, al piano terra della casa di Siro, in via Vittorio Veneto. È lì che i ragazzi bedoniesi più volenterosi si ritrovavano a preparare teste goliardiche, pupazzi e maschere in carta pesta, in pratica tutto l’occorrente per allestire la sfilata del martedì grasso.
    Tra quei ragazzi ingegnosi c’era anche Gino Pappadà, un vulcano di idee per natura, tanto che pensò bene di trasformare quella passione "carnevalesca" in una vera e propria attività. Fu così che decise di prendere in affitto una stanza nella “Corte di Bindòn” e intraprendere una vera e propria produzione artigianale di maschere… il rischio d’impresa era minimo, bastavano vecchi quotidiani, qualche barattolo di colla per la carta pesta e una pistola a spruzzo per dipingere. L’iniziativa ebbe un buon esordio, i grossisti dell’epoca erano soddisfatti dei prototipi inviati, tant’è che poco dopo si spostò in un locale più grande, presso la ferramenta Squeri "Calamberto"… tutto andò avanti finché non arrivò l’Agip, in altre parole la possibilità di un lavoro “sicuro”.
    Sì perché quelli erano i tempi dell’amicizia di Gianni Moglia "Scarpa" con Enrico Mattei, un connubio considerevole per la nostra zona, tant’è che furono parecchi i bedoniesi, tra questi anche mio padre, ad essere assunti nel cantiere petrolifero dell’Agip a Gela. Fu proprio questa nuova opportunità lavorativa a far decidere Gino di chiudere il “ramo maschere” e partire così per la Sicilia.
    A ricordo dei tempi passati la figlia Angela conserva ancora oggi molti di quei ricordi: le fotografie, i calchi di gesso e le basi in tela che sarebbero poi divenute le maschere "Made in Bedonia".

4 Commenti

  • Dolores

    03/03/2014

    Gigi grazie, come sempre, dei ricordi che fai rinverdire per la gioia di tutti....
    Continua così, ad allietarci anche con le sempre bellissime foto!
    Così ritorna alla mente anche il ricordo di quando eravamo bambini e "squarsando a nèive sènza a rutta", si girava casa per casa, fino ai Pilati, per farsi vedere sperando di essere irriconoscibili... e strombettando con le nostre lingue di benelicche, andavamo a gustare "frittule, chiacchiere e zambajòn"...
    E il tempo è passato, tanto tempo.... ma il ricordo e la nostalgia sono intatti...
    Ai giorni d'oggi, sono i nostri figli a far le nostre veci e ogni anno i ragazzi scopolesi partecipano alle feste bedoniesi coi loro costumi sempre diversi e fantasiosi: quest'anno erano carote e piselli! W il Carnevale!!!!!!

  • Remo Ponzini

    03/03/2014

    Un'altro splendido spaccato di tempi che furono che ci fa rivivere i nostri trascorsi giovanili. Ma penso che queste conoscenze possano interessare anche i ragazzi dell'attuale generazione perchè tutto quello che riguarda il passato fa parte anche della loro storia e della loro cultura. Ed è la "memoria" che ci aiuta a costruire il nostro futuro.

    Ho guardato con interesse le foto che documentano questo chiaro esempio di piccola imprenditoria locale. A quei tempi usava andare ad imparare un mestiere presso chi già ne possedeva le conoscenze ma in questo caso, invece, furono lo zelo e l'estro di Gino Pappadà che gli consentirono di crearsene uno su misura osservando con diligenza l'operato altrui.

    Un pensiero gentile alle persone che hanno avuto la sensibilità di conservare questi meravigliosi ricordi fotografici e di chi si attiva per mostrali a tutta la popolazione. Credo che sia un caratteristica peculiare che nel nostro Comune si è particolarmente affermata e diffusa. Un doveroso ringraziamento a costoro.

  • Luciana Bertorelli

    03/03/2014

    Ma che belle foto!
    nulla da invidiare ai carri di città note..
    Grazie Gigi per queste testimonianze di storia vissuta

  • Piera e Angela

    09/03/2014

    Grazie Gigi... direbbe la Piera. Con gli occhi un po' lucidi nel vedere un tempo ormai passato, fatto di semplicità, spensieratezza, amicizia e rispetto.
    Piera e Angela

 

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