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  • U Pepinu de Giuvanón

    Giuseppe Lusardi, questo nome compariva all’anagrafe e nella firma sugli articoli di giornale, ma a Bedonia era per tutti Peppino, meglio ancora Pepinu de Giuvanón, classe 1931.
    Martedì scorso ci ha lasciati e a dire il vero anche un po’ in sordina, quasi fosse una persona ordinaria del paese. Però Peppino non la era, per quarant’anni è stata parte attiva del tessuto bedoniese: maestro e poi segretario delle scuole elementari, Giudice Conciliatore nominato dal Comune, fondatore della sezione locale dell’allora Partito Liberale Italiano, Presidente della squadra di calcio, Presidente della Pro Loco e corrispondente locale per la Gazzetta di Parma.
    Per tutti questi motivi e per quello che ha simboleggiato, proprio un mese fa, lo avevo segnalato al giornalista Stefano Rotta per dedicargli la pagina di "Gente di Provincia", la bella rubrica domenicale della Gazzetta di Parma.
    Avevo pensato a lui perché di aneddoti curiosi da raccontare ne avrebbe avuti tanti, vuoi per l’organizzazione delle feste in piazza, dalla Sagra della Trota a quelle di Ferragosto, dove negli anni ’60 e ’70 fece esibire molti nomi celebri al culmine del successo, da Claudio Villa a Nilla Pizzi, ma anche Mike Bongiorno, Sandra Mondaini, Iva Zanicchi e Mino Reitano. Poi per i tanti episodi curiosi di sua conoscenza visto che per oltre trent’anni ha raccontato la cronaca locale sulla "Gazzetta". Sono sicuro che non avrebbe nemmeno tralasciato l’episodio del partigiano Sante Amoroso (oggi medico, tuttora vivente a Roma) che la sua famiglia ospitò in casa per nasconderlo ai tedeschi nel ’43, vicenda che ha poi ispirato il Dott. Amoroso a scrivere un racconto dedicato all’esperienza partigiana in Valtaro (qui disponibile in allegato grazie alla disponilità di Paolo Salini).
    Questo e altro avrebbe raccontato, ma all’appuntamento non siamo arrivati in tempo. Giovanni e Betty, mi dispiace.

11 Commenti

  • Marco Biasotti

    21/04/2014

    Ciao giuvanon, salutami il tuo amico carletto!

  • Giacomo

    21/04/2014

    Per qualche tempo è stato in segreteria presso la scuola elementare di Borgotaro. Ho potuto conoscerlo bene. Gioviale, pronto alla battuta, amava parlare in dialetto. Uno di quelli che, quando se ne vanno, portano con loro un pezzo di storia della comunità di appartenenza.

  • 21/04/2014

    Il ricordo dei colleghi maestri era presente tra le onoranze

  • Remo Ponzini

    22/04/2014

    Una persona proattiva che ha sempre messo a disposizione della collettività il suo impegno e la sua dedizione. Un pensiero gentile ai suoi due figli.

  • Pievasco

    22/04/2014

    Bene hai fatto Gigi Cavalli a ricordare Peppino,il suo impegno come presidente della Pro Loco all'epoca di tutti i cantanti famosi che si sono avvicendati sul palco della festa del 15 AGOSTO e del giorno della Sagra della Trota, del concorso ippico e delle corse ciclistiche. Per non parlare di Peppino presidente dell'A.s. Bedonia agli inizi del calcio Bedoniese quando il campo sportivo era la Breia e la paga un panino al rientro dalle trasferte.
    Certo che almeno due righe di ricordo e di ringraziamento l'amministrazione comunale di cui mi sembra fosse stato componente poteva farle uscire.
    Ciao Peppo e se trovi Carletto vedi se potete rimettere insieme la festa della Trota.

  • Bedoniese DOC

    22/04/2014

    Hai detto la verità Pievasco! anche il figlio di Peppino si è pubblicamente lamentato del Comune latitante ma quanti sono i bedoniesi doc seduti in consiglio ? Non lamentiamoci adesso

  • ValeBD

    22/04/2014

    Un altro bedoniese DOC che ci ha lasciato e a dire il vero ormai , sarà l'età o non lo so , sembra che ce ne siano sempre meno purtroppo.
    sono tanti i ricordi che riportano aau Pepinu, dalle passeggiate infinite su alla Costa con mia zia, non c'era volta in cui non lo si incontrava o sulla sua panda o seduto sulla panchina rossa fuori da casa, e non c'era volta in cui non ci si fermava a fare due chiacchiere o semplicemente un "come stai?", una persone come poche . La tappa alla costa era "sacra" , giusto nelle case affianco alla sua era nata mia mamma e viveva la sua famiglia , per cui passeggiare li ancora oggi è come essere a casa! Ciao Peppino e salutaci Carletto !

  • Alberto Squeri

    22/04/2014

    Che dire.....?? un'altra "colonna" del nostro paese ci ha lasciato portandosi via un gran pezzo della storia bedoniese.
    Tutte le volte che passavo, a piedi, da Borio a Bedonia il suo saluto ed il suo sorriso mi hanno sempre accompagnato. Addio sig. Peppino!!!!!!!!!!!

  • Dolores

    22/04/2014

    Ricordando Peppino, anche se non l'ho conosciuto, posso fargli 'un saluto' e ho avuto modo di leggere parte del racconto (che mi è piaciuto molto) di Sante: forse ha conosciuto anche un mio zio Furtunèn Serventi che militava come partigiano sul Penna e ucciso in un agguato a Pelosa, dai partigiani: medaglia d'argento al valore.

  • Claudio M.

    23/04/2014

    Caro Peppino, grazie.
    Per i passaggi che mi hai dato, che ci hai dato, sulla mitica "600", verso la pianura o solo fino "Au Burgu"; per i colloqui ed i tuoi consigli "Pacificatori"...; per le squadre e le feste del Ferragosto che hai ideato e condotto a Bedonia; per il tuo insegnamento; per i tuoi filanti articoli del Lunedi' o sull'estate bedoniese, in Gazzetta; per il tuo sorriso ed il tuo umorismo che smorzava polemiche futili.
    Grazie per tanti altri particolari della poliedrica tua personalita'.
    Ti sia lieve il viaggio e all'arrivo, immagino, troverai il "Panama" bianco di Carletto ed il sorriso di Fausto, anche lui come te segretario al Borgo, e tanti amici.
    Claudio

  • Claudio Agazzi

    23/04/2014

    Tante belle parole. Mi stupisco sempre come sul web ci sia questa grande ostentazione di umanità, di bontà. Cosa succede poi nella vita reale? Ci si vende per biglietti di piccolo taglio al miglior offerente. Di bedonia ci si dimentica. Ecco allora che l'amore, il ricordo, la passione lasciano il passo al tornaconto, alla fazione, ai figli da sistemare, all'appalto da prendere, ci si vende al primo straniero che decide di conquistarci.

    Quanta retorica e quanta poca sostanza nella vita reale. Io sono un BEDONIESE e quando muore un BEDONIESE o uno della nostra terra soffro per il continuo impoverimento, di sostanza e di mente, che subiamo e al quale contribuiamo con il nostro menefreghismo.

    Come dice Valeria, sarà l'età, ma questa bedoniesità la vedo mano a mano scomparire. Un po' è fisiologico, un po' è dannatamente voluto da chi vede queste come terre di conquista e non terre d'amare.

    Arrivederci Sig. Pepinu, la ricordo con affetto. Un punto di riferimento sotto tanti aspetti e per tanti anni della mia vita.

    Condoglianze alla famiglia.

    Claudio Agazzi

 

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