La notte alle Trevine

Una passeggiata notturna nella faggeta del monte Penna
È salendo sulle Trevine che si può scorgere bene il Monte Penna.
Sulla cima appena in tempo (1.651 metri), il sole inizia già a indebolirsi, non c’è molto tempo per guardarsi intorno e godersi quel panorama incredibile. Tiro il fiato velocemente, la salita attraverso la sconfinata faggeta si fa sentire. Non c'è tempo per sedersi, c'è da fermare quanto prima quegli attimi che precederanno il buio.
Anche i miei compagni di passeggiata “oliano” la loro macchina fotografica, quel cielo blu notte promette bene, così come i ciuffetti di nuvole e quella foschia là in basso, tra le "Valli d’or", sembrano sedurre ancor più lo sguardo.
Nessuno parla, a deconcentrare quei momenti c’è solo qualche folata di vento tiepido, proveniente dal mare che s'intravede laggiù in fondo. Il sole scompare rapidamente dietro la linea dell’orizzonte e tra intensi nuvoli multicolori si stagliano gli ultimi raggi.
Tra i faggi, sulla via del ritorno, non c’è più il giorno. Adesso quel sentiero non sembra nemmeno più lo stesso, i riferimenti sembrano svanire, sembriamo aver la meglio sull’oscurità, avanzando sicuri e spediti in quel silenzio quasi irreale.
Poi sorge la luna e di nuovo tutto cambia.
Camminare dentro la notte è affascinante, una sensazione mai provata.

Foto: dal tramonto alla notte



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