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  • Giorni pari e giorni dispari

    La compagnia teatrale Lupus in Fabula ha portato in scena un nuovo spettacolo, questa volta omaggiando uno dei padri della drammaturgia moderna, Eduardo De Filippo.
    La commedia “Giorni pari e giorni dispari” è stata adattata dal regista Aldo Craparo, a dimostrazione che certi dialoghi non richiedono necessariamente il Vesuvio come sfondo, grazie all’ironia emiliana e agli attori bedoniesi non ci sono stati rimpianti.
    Due atti adattati e fusi per creare un unico filo conduttore della trama. “La parte di Amleto” mostra l’agitazione dietro le quinte di una scalcagnata compagnia teatrale, in procinto di mettere in scena “Il dono di Natale”, sempre di  Eduardo De Filippo... malintesi, momenti di commozione, smisurato amore, momenti d’ ilarità si susseguono in un crescendo che trasporta il pubblico insieme alla storia.
    Il finale è volutamente lasciato aperto ai desideri di ogni spettatore, però al contrario del testo originale, il regista ci lascia uno spiraglio, una speranza di felicità.
    Come nel più classico teatro nel teatro, i protagonisti si spogliano degli abiti di scena per ingraziarsi gli applausi del pubblico di Bedonia. Così don Mimì torna a essere l’effervescente Giovanni Gardini, donna Sofia l’ironica Anna Guzzetta, Emilia la dolce Wanda D’Auria, Attilio il regista Aldo Craparo, il cavaliere saggio Carlo Zelioli e Vincenzina la promettente Alessia Mariani.

1 Commenti

  • Remo Ponzini

    20/08/2014

    Quando mi capita di andare a teatro provo sempre emozioni e cerco, anche da semplice spettatore, di immaginare come sarà lo svolgimento dell'opera stimolando la fantasia e cercando di immedesimarmi nel lavoro interpretativo dei protagonisti. La realtà sarà poi assai diversa ma mi piace praticare questo esercizio mentale che mi da l'illusione di pregustare quello che vedrò.

    Il teatro può apparire come una semplice finzione, ma in realtà ci racconta sempre, anche quando è in versione favolistica, fatti e situazioni attinenti alla vita quotidiana. Se poi si prende spunto dai drammi di Edoardo De Filippo si esce da qualsiasi metafora e ci si trova immersi in un realismo dove la vita è piena di calamità che in ogni momento devono essere affrontate. Ma risolvere il problema della "fame", quella assai diffusa nel periodo post-bellico, diventa un problema arduo per tutti i protagonisti. E qui entra in gioco la sapiente mano di Edoardo che, essendo anche un ottimo sceneggiatore, inserisce abilmente situazioni farsesche che conferiscono ilarità e sarcasmo anche alle situazioni più tragiche.

    Certo che adattare un melodramma di questa portata alla maestranze di cui si dispone deve essere stata una impresa ardua per Aldo Craparo che ha dovuto sobbarcarsi anche un ruolo recitativo. Molto bravi e proattivi anche gli altri attori che hanno saputo interpretare con molta intensità alla messa in scena di questo spettacolo che ha divertito ed entusiasmato tutti i partecipanti. Un cenno doveroso anche ai tecnici ed a Patrizia Merciari che, come al solito, ha contribuito fattivamente alla realizzazione delle splendida serata.

 

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