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  • Quel ciclismo di Lauro Grossi

    Erano i tempi di Gimondi, Adorni e Motta, tutti corridori “targati” Salvarani. È da qui, da questi nomi, da questa squadra, che è iniziata la leggenda e quindi la vera passione di Lauro Grossi per il ciclismo. Gli anni sessanta erano anche i tempi della sua dirigenza alla Valtarese, Presidente della Federazione Ciclistica Italiana e i tempi in cui entrò a far parte della “famiglia” Salvarani, prima come dirigente dell’azienda, poi come responsabile della squadra corse, una delle prime realtà in Italia dove prese il sopravvento la combinazione “Sport-Azienda”, una formula che ha fatto vincere tutto quello che c’era da vincere nel panorama ciclistico italiano, internazionale e mondiale.
    È per questi motivi che il quarto “Premio Compiano Sport”, ideato dal giornalista sportivo Beppe Conti e dall’Amministrazione Comunale, è stato dedicato alla memoria di Lauro Grossi in occasione del 25° anniversario dalla sua scomparsa. Un omaggio questo che va all’uomo “sportivo” e non al “politico”, sebbene sia stato Sindaco di Parma dal 1980 al ’89, tempi in cui la politica era passione civile e spirito di appartenenza, non solo, fu anche un periodo di forti mutamenti che determinarono lo sviluppo e la profonda trasformazione della città.
    Lauro Grossi e Compiano, un binomio già comprovato e conosciuto nel tempo, era infatti il 1981 quando si disputò il Campionato Italiano di Ciclismo, un circuito di dodici chilometri da ripetere diciannove volte e dove ci fu l'assegnazione della maglia tricolore a Francesco Moser. Una competizione che fa ormai parte della nostra onorata storia locale, avvenuta per la perspicacia di alcune persone, tra cui proprio Lauro Grossi che ne fu il principale promotore, assieme all’ex campione ciclistico compianese Renato Ponzini, Gabriele Alpi, Franco Addetti e Gino Caccioli.
    Il Premio Compiano Sport 2014 è stato assegnato a tre personaggi storici del mondo sportivo: al campione di ciclismo Gianni Motta, a Tarcisio Persegona imprenditore parmense e mecenate del grande ciclismo e al famoso calciatore Eraldo Pecci a cui è andato il premio di letteratura sportiva con il suo libro “Il Toro non può perdere” edito con Rizzoli.

6 Commenti

  • Ruggero

    10/09/2014

    Ero un bamboccetto (come ora lo è Remo) e fui accompagnato da mia nonna a Sugremaro per vedere quella corsa di biciclette ad inizio estate 1981 !!!

    Grazie Gigi perché ora so che devo ringraziare Lauro Grossi per avermi fatto conoscere il ciclismo.....

    In realtà delle bici, non me ne fregava proprio niente, ma in quel Campionato Italiano, si scatenò un autentica guerra tra due corridori di cui non conoscevo nemmeno i nomi, solo avevano per me due colori ben distinti!!!

    Perse un certo Saronni mentre Moser tirò una volata ai 60 km/h partendo fin dal cimitero di Barbigarezza!!

    Da quel giorno ho sempre tifato Saronni, comprato le sue bici Colnago e riempito di maglie giallo della "Del Tongo" tutta la casa.......
    il corridore trentino invece l'ho sempre detestato anche se devo ammettere che a cronometro aveva grandi doti!!!

    Nel 1983, Saronni mi ha regalato probabilmente la più grande emozione da quando seguo questo sport....il Mondiale di Woodstock!!!

  • Renato Ponzini

    10/09/2014

    Un ringraziamento Gigi, Lauro era una grande persona, oltre che amico da sempre, meritava il servizio bellissimo che gli hai dedicato.

  • Mimì

    10/09/2014

    Lauro Grossi era anche intimo amico del parmigiano Vittorio Adorni. Vittorio iniziò appena maggiorenne a fare qualche gara amichevole fino al Passo della Cisa a Berceto. Nella sua attivita’ sportiva conquistò 90 vittorie tra il 61 e il 70, tra queste il Giro d’ Italia del 65, il Mondiale del 68 e il Campionato Italiano del 69.

  • Remo Ponzini

    11/09/2014

    Caro Ruggero, nel 1981 tu eri un bambolino (ma lo sei tutt'ora) mentre io ero un bambolone che aveva sulla groppa ben 41 anni. Ricordo benissimo quel campionato italiano che portò all'onore delle cronache Compiano e tutta l'Alta Val Taro. C'era una eccitazione che aveva pervaso indistintamente tutta la popolazione. Pure quelli che il ciclismo non l'avevano mai seguito. Il merito va ascritto senz'altro a Lauro Grossi che, oltre alla sua competenza specifica, si avvalse della collaborazione di Renato Ponzini ben introdotto nell'ambiente ciclistico.
    Io mi piazzai sulla Costa di Compiano per vederli arrancare sulla ripida salita ma prima della fine scesi al Sugremaro per il gran finale.

    Ebbi modo di conoscere casualmente il dott. Grossi e ne apprezzai la gentilezza e la distinzione che aveva nell'intrattenere il prossimo. Qualità che gli permisero di emergere sia in campo sportivo che politico. Persona rara, corretta, capace che tutti ricordano e rimpiangono.

    Ciao bambolino e vedi di non fare disastri quando ti arrampichi sui passi alpini cercando di emulare i grandi campioni.

  • Virgy

    12/09/2014

    Bellissimi ricordi...... e come è bello veder Renato ! Forza Renato sei sempre in prima linea

  • Saverio Strinati

    15/09/2014

    Queste righe per ricordare Renato Ponzini. Lo incontrai a Genova dove mi ero trasferito da Borgotaro ed avevo circa 15anni. Fu in occasione della punzonatura di una corsa ciclistica, non ricordo quale, e saputo che avrebbe partecipato anche Renato per il quale facevo il tifo, ricordo la sua partecipazione al campionato mondiale dilettanti, mi recai alla punzonatura, gli dissi che ero di Borgotaro, mi firmò un autografo ed esclamò contento della mia richiesta: OSTIA!!!
    Ricordo ancora oggi quell'incontro, non ho mai più rivisto Ponzini, sebbene quasi tutte le settimane ritorno a Borgotaro a respirare l'aria dove sono nato. Gli stringerei volentieri la mano!!

 

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