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  • E se tornasse la Scuola di Sport

    È di questi giorni la lettera aperta di Carlo Devoti, conosciuto a bedoniesi e valtaresi per la sua ex Scuola di Sport Barilla, al quotidiano “La Libertà” di Piacenza, in cui esprime il proprio rammarico per dover lasciare Ferriere (PC), sede che rimpiazzò Bedonia nel 2003.
    Perché non cogliere l’occasione e sottoporre nuovamente l’opportunità di tornare a Bedonia a svolgere la sua attività nei mesi estivi? In fondo questa scuola di sport ne è stata protagonista per diciotto anni, dal 1984 al 2002, facendo conoscere a livello internazionale il nostro paese.
    Lo dico pur ricordando bene le voci dei bedoniesi, sia quelle favorevoli alla sua presenza, ma soprattutto quelle che gioivano per la sua partenza.
    Fatto è che Bedonia, da allora, ha vissuto gran parte delle serate di Luglio con l’assenza di iniziative, difficili comunque da allestire per il periodo di scarsa presenza turistica, mentre a quel tempo erano ravvivate da centinaia di ragazzi che davano origine a manifestazioni etniche, culturali, musicali, sportive.
    Mettere da parte vecchi rancori e ritornare a crederci non sarebbe un passo falso, specialmente con l'aria che tira. Le strutture ricettive ci sono e nel frattempo sono pure aumentate e migliorate, perciò vagliare nuovamente questa opportunità potrebbe rappresentare un concreto sostegno alla vita del paese e alle attività commerciali, soprattutto per le iniziative che potrebbero nascere in occasione dell'EXPO 2015.
    "Patti chiari amicizia lunga", basterebbe questo semplice concetto per evitare nuovi screzi o incomprensioni tra pubblico e privato.

22 Commenti

  • ValeBD

    09/10/2014

    Fa male leggere queste cose... dopo quanto era accaduto a Bedonia anni fa speravo di non avere piu notizie di questo genere.... una risorsa e un progetto cosi importante come la Scuola di Sport di nuovo lasciato solo.... io che in quella Scuola ci ho passato le estati piu' belle dell'infanzia!
    Dai 6 anni in poi ho fatto praticamente almeno un turno all'anno, addirittura una volta ne ho fatti cinque filati.... si non volevo tornare a casa! E' li che ho imparato il vero senso dello sport, la squadra, convivere e stare tutti assieme, si perche eravamo centinaia ad ogni turno, da tutta italia e da tutto il mondo! Qui ho imparato la fratellanza, il rispetto, la condivisione... ho praticato tutti gli sport possibili dalla canoa, all'equitazione, alla pallavolo, al tiro con l'arco.... faccio prima a dire quelli che non ho avuto di fare, tipo lo sci ecco !
    Qui ho conosciuto tanti amici, tanti maestri di sport e di vita, che mi hanno insegnato tanto, ho conosciuto anche tanti campioni olimpici tra i quali Alberto Tomba, Andrea Zorzi e Giulia Staccioli ( che si conobbero proprio alla Scuola di Sport).... Ovviamente c'erano anche i momenti meno belli tipo la dieta a cui eravamo sottoposti, gli svariati tentativi di corrompere le cuoche per quei due cucchiai di pasta in piu, i tentativi di prendere qualche merendina in piu' durante le operazioni di scarico dai camion Barilla, il povero Don Costa a cui rubavamo le ciliegie sugli alberi e non solo, affamati come lupi, le cuscinate in faccia di notte nei corridoi ecc ecc
    Posso solo dire a Carlo di non mollare mai, è stato un grande maestro di Sport ma soprattutto di vita, tanti ragazzi oggi sono quello che sono grazie a te e ai tuoi insegnamenti.... non mollare mai!
    E speriamo che torni a Bedonia

  • Lorenza Bianchi

    09/10/2014

    Quanti ricordi e tutti meravigliosi. Bedonia la porterò sempre nel cuore <3 <3 <3

  • Giuseppe Lusardi

    09/10/2014

    Bedonia tornerebbe ad essere viva per tutta l'Estate

  • Luigi

    09/10/2014

    Visti i precedenti hai detto bene PATTI CHIARI E AMICIZIA LUNGA per esempio rifornirsi in paese e dare commercio un pò a tutti e poi che venga pure

  • Alessandro Lusardi

    09/10/2014

    Ma perché non si dice anche perché è andata via la scuola di sport?
    Forse c erano sempre più pretese dalla scuola? Dal seminario?

  • Virgy

    09/10/2014

    Speriamo! Sarebbe una delle carte vincenti, forse l'unica x Bedonia
    le strutture non mancano, forza Carlo...... anzi a tutti e due i "Carlo"

  • Fiorella

    10/10/2014

    Sarebbe per Bedonia come manna dal cielo.
    Gigi vai avanti e batti il ferro intanto che e' caldo

  • Arturo Cura'

    10/10/2014

    Sarebbe davvero una gran cosa riavere a Bedonia la "fatale" Scuola di Sport. Il paese avrebbe mesi di straordinarie manifestazioni con gruppi arrivati da mezzo mondo e i nostri bambini educati ad ogni sport possibile. Ho avuto a questa "Scuola" i due miei figli che ancora oggi ricordano con orgoglio le manifestazioni e la bellezza di essere in tanti guidati dalla competenza di Carlo Devoti, un Maestro straordinario.
    Ma per riavere la Scuola di Sport occorrerà, come diceva già qualcuno, una visione
    più aperta: l'uso dei commercianti del paese, una comunicazione più larga tra Devoti e il Seminario eccetera....
    Ci spero molto.

  • Angela Berni

    10/10/2014

    Ottima idea, così un giorno quando saranno grandi ritorneranno a visitare Bedonia con i loro figli.

  • Mauro Mozzani

    10/10/2014

    Non è equo Carlo Devoti vale più del museo degli Orsanti... anche perché Lui fa cultura "viva"

  • Virgy

    10/10/2014

    Voglio rispondere a Luigi..... commercio a tutti? Penso che di commercio ne abbiano dato parecchio a tutti. Se ti riferisci agli alimentari devi sapere che i primi anni (se non erro) la Barilla voleva dare l'opportunità ai commercianti di rifornirsi tramite il comune di tutti i suoi prodotti a basso costo x poi rivenderli...... naturalmente avevano rifiutato!

  • Remo Ponzini

    10/10/2014

    Ho salutato questa notizia con somma gioia e con molte speranze. Diciamo che, per ora, il nostro paese ha una grande possibilità da sfruttare. Ovviamente per renderla attuabile occorre che le forze politiche ed anche ...quelle religiose mettano in atto, con determinazione, tutte le energie affinchè "il grande ritorno" possa concretizzarsi.

    Io non so se il sign. Devoti abbia valutato questa ipotesi considerando che le avversità che aveva subito l'avevano "costretto" a fuggire da Bedonia per rifugiarsi a Ferriere dove c'era solo una struttura obsoleta da ricostruire. Non ci resta che augurarci che consideri che qui, oltre ai disfattisti, c'erano anche tante persone che l'hanno sempre sostenuto, apprezzato, rispettato per la valenza del suo operato.

    Mi è molto piaciuto l'intervento della Valeria Danzi (ValeBD) che ci ha fatto una esauriente descrizione di quello che veniva svolto in quel contesto ludico-sportivo condotto con grande professionalità. Era un ambiente sano sotto ogni aspetto e dove si faceva anche cultura come sottolineato da Mauro Mozzani. Una cultura profusa anche verso l'esterno perchè spesso, nella belle serate estive, si poteva assistere a stupefacenti spettacoli folcloristici dei giovanissimi ospiti stranieri che provenivano da nazioni molto remote.

    Tutto questo contribuiva in modo determinante a dare uno sviluppo sia economico che artistico a tutta la nostra comunità ed ai villeggianti che ci frequentavano. Per avere la possibilità di poter rivivere quei tempi meravigliosi sarà determinante NON frapporre ostacoli o paletti di sorta come avvenuto nel passato. Vanno abbandonati gli atteggiamenti vittimistici imbottiti di perfida invidia. Il signor Carlo Devoti è una persona straordinaria e di rara rettitudine morale. Facciamo in modo che trovi una Bedonia più aperta, e più propensa a considerarlo come un benefattore nel senso più esteso del termine.

  • Carlo Devoti

    12/10/2014

    Cari amici di Bedonia, fra le vostre espressioni di apprezzamento della nostra Scuola Sport Barilla c' è anche un commento sul bisogno di chiarezza che serva a prevenire quelle incomprensioni che hanno poi determinato la nostra partenza da Bedonia.
    Premetto che, a tale proposito, sarebbe indispensabile un incontro aperto alla comunità tutta da farsi prima della mia partenza per l'Est europa fissata per il 19 ottobre. L' incontro dovrebbe servire a chiarire le aspettative reciproche e i diversi compiti che ciascuno è chiamato a svolgere per il successo dell'iniziativa.
    Ciò che mi preme da subito dire è che il mio compito non è quello di fare vendere più gelati o riattivare il commercio, bensì di realizzare la nostra mission che è quella di favorire l' incontro fra quei giovani artisti e sportivi che verranno da ogni parte del mondo al fine di migliorare la comprensione ed il rispetto reciproco.
    Il compito di incrementare il commercio locale non mi compete anche se è mio convincimento che la presenza umana sul territorio la induce proporzionalmente alle capacità di ogni singolo operatore a mettersi in gioco producendo uno sforzo di partecipazione attiva.
    Resto a vostra disposizione per un incontro. ciao carlo

  • Marco Mariani

    13/10/2014

    Trovo molto interessante questa notizia e ovviamente, qualunque iniziativa volta all'incremento turistico/commerciale e culturale del paese non può essere vista in modo negativo. Concordo con il Sig. Carlo, che ho avuto il piacere di conoscere e con il quale ho "collaborato" nonostante avessi poco più di 12 anni, sul fatto che parlare non farebbe male a nessuno. Alcune cose sono cambiate e diversi aspetti dovrebbero essere valutati sia dal suo punto di vista che da quello dell'amministrazione che gestisce le numerose strutture.
    Il ricordo della mitica Scuola di Sport è indelebile nella mente di tutti. Forse è arrivata l'occasione di chiarire tutti quegli aspetti legati al suo allontanamento, che come spesso accade, si è colorato di accenti e sfumature esagerate e magari false. Per quel poco che posso contare sul piano commerciale a Bedonia, invito Carlo a contattarmi sulla mail del CCN di Bedonia per scambiarci un saluto e capire cosa potrebbe accadere in futuro: info@ccnbedonia.it
    Vorrei sottolineare a tutti che così come la presenza dell Scuola di Sport è da considerarsi una buona opportunità per il paese, allo stesso modo, Bedonia, con le sue splendide strutture, un contesto ambientale spettacolare, un seminario in grado di dare accoglienza ad alto livello ad oltre 150/200 persone, rappresentano una combinazione di fattori rarissimi a livello nazionale.
    Quindi teniamo alta la testa e affrontiamo le opportunità con la giusta dignità e consapevolezza.

  • Tommy

    16/10/2014

    Se Carlo ha dimostrato che un modello di educazione, di animazione culturale e di vocazione territoriale era possibile, ha anche creduto che ciò sarebbe di nessun valore educativo, culturale e comunitario se non ottenuto attraverso uno sforzo (lui direbbe "allenamento") di tutti i portatori di interesse a superare le proprie comode convenienze e appartenenze.
    Vorrei dire a tutti... alla base di tutto il progetto, ogni allievo lo ricorda, non c'era l'aver pagato la quota, l'appartenere ad una squadra blasonata o avere una maglietta firmata. Tutti piuttosto avevano l'occasione di partecipare, di farsi apprezzare: chi perché dotato sportivamente, chi artisticamente, chi perché sapeva coinvolgere e farsi voler bene, chi perché animava le serate e chi perché riusciva a portare i biscotti in camera.
    E oltre ai maestri che lo aiutavano a rivelarsi, aveva i suoi compagni, tanti, mai conosciuti prima, coi quali poteva provare ad essere se stesso.
    Vorrei dire a tutti: parlatene pure, chiarite i patti, ma alla fine quello che conterà sarà la voglia di mettersi in gioco, di tirar fuori le proprie caratteristiche migliori appena si presenterà il momento, e se mi permettete, di arrivare a conoscere meglio i vostri valori alla luce di una platea vitale, internazionale: nella mia esperienza, ogni allievo che superava la crisi del terzo giorno, alla fine aveva trovato quel modo e con esso tanti nuovi amici.
    Ho fatto tanti turni: all'inizio la stessa confusione, la paura di non conoscere nessuno, di essere meno bravo o popolare. Poi, stando dentro, stando assieme, succedeva qualcosa, ogni volta.
    Carlo lo chiamava "il miracolo".
    Ecco quel che serve per crescere davvero e naturalmente.

  • Gigi Cavalli

    21/10/2014

    Per non lasciare che questo argomento sia fine a stesso, posso dire che dopo aver sentito le due parti in causa (i due Carlo per capirci) è emerso che non ci sono le condizioni economiche (per entrambi) per questo auspicato ritorno a Bedonia.
    Ora ne so qualcosa di più, ho capito che gestire una simile esperienza sportiva non è affatto facile, soprattutto al giorno d'oggi, con bilanci sempre più scarni, sia da lato pubblico che privato. Grazie comunque a tutti per la collaborazione.

  • Remo Ponzini

    22/10/2014

    Caro Esvaso, apprendo la notizia con molto rammarico. Probabilmente l'assenza di un grande sponsor, come ci fu in passato con la Barilla, ha privato l'iniziativa delle risorse necessarie.
    Ci stiamo impoverendo sempre più. Sia economicamente che culturalmente. E' una amara verità.

  • Otty

    10/11/2014

    Dopo avervi passato le migliori estati della mia vita, vi manderei subito i miei figli

  • Yuliana

    10/11/2014

    Ferriere - il posto migliore per il festival!

  • Pippo

    15/02/2015

    Sarebbe x bedonia una nuova opportunità,ho passato estati indimenticabili e conosciuto tanta gente, vai carlo

  • Grigna

    03/04/2015

    Da Videotaro apprendo che Devoti della scuola di sport andrà da questo anno a Berceto. Volevo complimentarmi con gli amministratori di Bedonia per avergli chiuso la porta in faccia e facendo impoverire sempre piu' la nostra Bedonia

  • Sofia

    05/11/2016

    In questa foto,anche se sfuocata,mi riconosco...ho dei bellissimi ricordi,sia di Carlo Devoti che della scuola,importante per l'accrescimento psico/fisico di tutti i bambini.

 

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