Bellissime e tonificanti foto, complimenti. L'immagine più significativa del Pelpi, il monte di Bedonia, é per me quella che si vede a metà strada della passeggiata (quella che inizia con Ri Grande) verso la Costa. Pacifico e protettivo sembra quasi un nume tutelare della Pieve e dei bedoniesi, almeno quelli che abitano non lontano da quel che resta del Pelpirana.
Peppino Serpagli - Milano
Quante passeggiate... quanti ricordi... da lassù panoramica stupenda... da Masanti, salivamo a piedi (un'oretta) si arrivava dalla croce, poi Pic Nik... foto col nostro carissimo Remo... eravamo ragazzi... ci divertivamo un sacco.
Mi ricordo che da bambina guardavo il nostro Monte Pelpi quasi fosse un'immagine sacra..... bellissimi ricordi......
"Quande Pèrpi u gà u capèlu, tùttu u mondu l'è in rebèlu".... Questo proverbio insegnava ai nostri 'vecchi' il tempo di quel giorno, quando al mattino per prima cosa guardavano il 'nostro' monte.
Per 'noi ragazzi' era la prima esperienza di 'uscita' da grandi, coi grandi... Un passaggio dall'infanzia all'adolescenza. Camminata - pic.nic - gioco - canti e ritorno tra i boschi, allegri e abbronzatissimi. Peccato non aver fatto foto così mirate, così varie e così ATTENTE: per fortuna c'è GIGI!
Grazie, mi hai fatto sentire fra voi. Accetto volentieri l'invito a partecipare, zaino in spalla,a qualcuna delle vostre meravigliose escursioni... Buone camminate a te e a tutti gli amici sensibilizzati a godere delle tante bellezze che i nostri monti ci offrono.
Remo Ponzini
03/11/2015E' una montagna che i bedoniesi considerano "cosa nostra". Domina tutta la nostra alta valle con la sua maestosità e ci piace ammirarla tutte le volte che apriamo la finestra come fosse una amica fedele ed una sentinella silente ma presente.
E' sempre stata meta di escursioni su entrambi i lati ma personalmente ho sempre preferito raggiungere la vetta dalla frazione di Monti anzichè dal Passo Colla. Mi piaceva troppo ammirare i panorami dei tre comuni limitrofi e delle tante frazioni che fanno da corollario. Fascinosa in tutte le stagioni anche se la primavera, con il risveglio della natura, era quella che trovavo più suggestiva.
E' cambiato molto l'aspetto in questi ultimi decenni. Ricordo che da ragazzo mi capitava di trovare contadini che tagliavano l'erba con la falce (alta solo quattro dita) per avere un po' di foraggi durante l'inverno. Fatica immensa e reddito di pura sopravvivenza. Ora i prati sono stati inghiottiti quasi totalmente dall'avanzare della foresta e ci rimane solo il ricordo del tempo che fu. Speriamo che il timido risveglio di questi ultimi anni induca altre persone a ritornare ai lavori agresti invertendo la tendenza di spopolamento e di abbandono che si era verificata.