Spirito montanaro.
Beh, hai già detto tutto tu Gigi, Duccio è una forza della natura! Forse la sua forza proviene dal suo "sempre" sorriso e buon umore. Ha fatto veramente tanto per Bedonia.
Sessantacinque anni or sono tre ventenni: Duccio e Gigi di Bedonia ed Ettore di Compiano percorrevano per vari giorni di seguito i bricchi dei nostri monti e se sopraggiungeva un temporale proseguivano per ore sotto l'acqua per tenere caldi i muscoli. Poi stendevano i vestiti ad asciugare e si preparavano gli spaghetti con burro e Sugoro. Di notte si sdraiavano sotto una piccola tenda rimediata con teli residuati di guerra.
Oggi Duccio ha mantenuto quella grinta e riesce a fare quello che i ventenni attuali nemmeno immaginano e... se si avviano in una impresa, alla prima goccia che cade, corrono al riparo sotto un ombrello. Duccio sia loro di esempio!
La foto del 1951 (che allego) è stata fatta con autoscatto al Passo del Crociglia mentre i tre amici stavano andando da Ferriere in Val Nure a Santo Stefano in Val d'Aveto.
http://www.esvaso.it/dati/fotoalbum/fotoalbum_280616162127_1951passocrociglia-ettoreducciogigi07r.jpg
Certo l'orto-giardino, che si incontra salendo da Via Saffi di Bedonia al Colle San Marco, la dice lunga sul nostro Duccio Moglia : unire l'utile al bello e dilettevole.
Il vecchio orto del Sig. Eligio, simpatico padre di Duccio, era fitto intrico di piante lussureggianti, ben diverso dall'attuale e buono per uso domestico.
La maestra Gina , madre di Duccio, aveva insegnato in tante classi di Bedoniesi e anche a mia madre.
Ecco ora, quando tra le piante odorose di tiglio salgo e rimiro l'orto-giardino,penso con gratitudine alla famiglia Moglia e alla storia bedoniese che continua in Esvaso-Gigi.
Nessun dubbio che Duccio non sarebbe mai "stato fermo". Anche questa volta, da grande organizzatore, vedo che ha fatto le cose per bene. Negli anni di Modena, da bravi bedoniesi, ci frequentavamo, anche se raramente a causa dei rispettivi impegni. Una vota mi mostrò come aveva riorganizzato l'hotel Real Fini e ne rimasi ammirato come pure ero rimasto colpito, alcuni anni dopo, di come aveva progettato e strutturato la casa di riposo di Bedonia. Bravo Duccio, continua così.
HENRY WARD BEECHER diceva : " Non è il lavoro che uccide le persone; è la preoccupazione. Il lavoro è salutare, difficilmente potrai caricare un uomo più di quanto possa sopportare. Ma la preoccupazione è ruggine sulla lama. Non è il movimento che distrugge i macchinari, ma l'attrito. La paura secerne degli acidi; ma l'amore e la fiducia sono succhi gradevoli ".
Questo è il Vangelo di Duccio Moglia. Una persona che conosce solo il significato di una parola : lavoro. Non lo dico in senso riduttivo perchè è anche una persona colta in grado di sostenere qualsiasi argomento di conversazione.L'unica colpa che ha (lo dico con ironia) è che non conosce il significato di: ozio, ignavia, fannullismo, inoperosità ecc. ecc.. Sa coniugare ed applicare solo il verbo : lavorare. Eppure, alla sua rispettabilissima età, è ancora in piena efficienza mentale e fisica.
Quando lo incontri per strada ti sciorina un bel sorriso ed una vigorosa stretta di mano ma non ti concede più di 30 secondi di conversazione. La sua operosità lo avvolge dalla testa ai piedi e non ha tempo di dilungarsi in chiacchiere che ritiene vacue ed improduttive. Arrivo ad affermare che se tutte le persone avessero la sua "produttività" la nostra Italietta sarebbe in testa a tutte le classifiche mondiali. Va da se che io l'abbia, da sempre, ammirato e stimato. E' un esempio da seguire perchè la mole di lavoro che macina lubrifica il suo animo e lo fa vivere serenamente.
Suzanne
27/06/2016I am very jealous of his poly tunnels!