Piccole storie che rendono grande l'umanità e la vita pulsante del paese.
Molto pirandelliano stavolta Gigi! Bel mistero sul perché una targa come quella della scuola di taglio "Ada Vassallo" sia finita "intu suree mortu du Giuvita (Salini)". A me pare che i caratteri e il linguaggio della targa siano precedenti agli anni '50 del secolo corso. Prob. la Ada Vassallo della targa in questione era un'ava della gentilissima prof. Ada Vassallo che abbamo conosciuto noi.
Ricordo vagamente che anche il padre di quest'ultima era Professore, ma non so in che materia. Se ben ricordo aveva sposato una delle sorelle Mazzocchi, la più nota delle quali era la Maria, moglie del geometra comunale Federici e molto impegnata nella DC ai tempi in cui tutti (ovviamente non quelli che aspettavano Baffone!) correvano in Chiesa per sentire le bellissime prediche del compianto Don Sanguinetti.
Quanto ai tagli di vestiti da uomo e prete, ricami, lavori a maglia con le Lane Rossi vendute dalla Lucinda Mutti, madre della Sonia, sarei troppo noioso se parlassi di tutto quello che si faceva in casa mia. Anche i calzettoni di lana per ripararsi (non sempre con successo) dai geloni ai piedi.
Peppino Serpagli - Milano
Ada Vassallo era la mia nonna materna. Purtroppo non l'ho conosciuta perchè è morta nel 1946.Ciò che so me lo ha raccontato mia madre.
La nonna aveva fondato a Genova, dove era nata e viveva, una scuola di taglio che si ispirava ad un metodo nuovo da lei creato e brevettato. Il periodo in cui diresse la scuola risale a prima degli anni quaranta. Le allieve che frequentavano, a fine corso sostenevano un saggio ed acquisivano il diploma di sarta.
L'attività si interruppe quando, durante la guerra, Ada sfollò, insieme alla sua famiglia, ad Illica di Bedonia.
Chi ha avuto modo di avvicinarla,me ne ha detto un gran bene. Mi fa piacere ci siano
ancora tracce di lei e che qualcuno ne parli.
Fed Ro
11/01/2019Ada Vassallo è stata un'anima angelica.
Ciò che so di lei e della sua famiglia risale ai tempi della Seconda Guerra: prima di arrivare a Bedonia, i membri di quella istrionica e colta famiglia rimasero a Illica, fuggiti da Genova, per proteggersi dalle ultime derive dei Repubblichini e dele loro atroci scorribande.