Che bello e' stato rivedere persone conosciute nel mio passato bedoniese e il sindaco Scarpa. Bella anche la storia della cucina di Bedonia e la bomba di riso la preparo anche oggi alle mie figlie ma senza i piccioni
Mio nonno Lino cav. Chiappa, che era stato cuoco in Francia e Germania per diverso tempo, negli anni '40, quando è tornato a casa definitivamente.. era chiamato spesso a cucinare il pranzo di nozze di paesani e dei paesi vicini. Aveva sempre con sé i suoi utensili che aveva portato dall'estero... ma anche la figlia maggiore Maria, la mia mamma, che lo aiutava nella sua proverbiale arte culinaria.
Spesso i pranzi venivano consumati nella casa patronale o nelle sale più grandi del paese dove solitamente i giovani si trovavano a ballare... ma si spostava anche nelle trattorie vicine. Come alla Lecca per esempio. Al pranzo di mia cugina Adirce con Sandro, gli invitati tarsognini, non sapevano come fare a servirsi i salumi in bella vista guarniti di fiocchetti di burro con una fogliolina di prezzemolo... temendo di rovinare quella rosona spettacolare.
La torta finale non aveva nulla da invidiare alla fantasia dei maestri pasticceri di oggi! Come quella che aveva preparato all'arrivo del nuovo parroco nel '50, don Vittorio Cupola, con messale e pisside in pasta dolce. Molte donne del paese offrivano il loro aiuto, quando poi il nonno lavorò in comune al fianco di Gianni Moglia 'Scarpa', che era spesso suo ospite insieme alla giunta comunale.
Metteva tutta la sua inventiva con anche i piatti della nostra tradizione che cucinava nonna ...ho qualche vago ricordo di allegria, fervore, brindisi e il tintinnare di piatti e bicchieri. Ora tutto è passato, ma rimangono nel bel mobile antico dei nonni le vettovaglie che hanno servito tante persone illustri bedoniesi.... riposte e custodite con rispetto e forse tra 30... 50 anni saranno ancora lì...intatte... a ricordare il tempo passato.
... io me li ricordo bene ...
Per me, specialmente da piccolo, la Zia Ines (Bracchi) e lo Zio Gino (Mallero) erano l'incarnazione della Cucina erano I Cuochi ... non cuochi e non chef ... !?!
Per fortuna non erano neppure "stellati" perché erano "solo" due grandi persone che facevano da mangiare in modo eccellente sopraffino con sentimento, esperienza ed onestà intellettuale, facevano piatti semplici ma grandi che tutti potevano capire e quindi gustare con grande soddisfazione per il corpo e lo spirito ... !!!
Senza l'ansia da prestazione, senza l'ansia della "stella" ma con la sola preoccupazione di rendere felice e contento il cliente.
Ricordo ancora le mitiche giornate legate al Santo Natale quando la grande famiglia si riuniva attorno ad un lungo e grande tavolo su cui passavano le succulente libagioni preparate, appunto, dagli Zii Ines e Gino, dalla Nonna Elvira, il tutto sotto l'occhio attento, attentissimo della Bisnonna Lisetta. Tutti gli altri erano considerati poco più che dilettanti e quindi affettuosamente tollerati ... ma guai ad intervenire se non esplicitamente chiamati ... !?!
Una vera gioia lo stare in compagnia in una sorta di luculliano pranzo che iniziava la vigilia a base di crocetti e terminava a S.Stefano con i "resti" ... un lungo cammino le cui tappe erano scandite dai piatti di una tradizione culinaria che ahimè non esiste più se non sulla bibbia dell'Artusi !
Forse il mio breve ricordo, il mio giudizio è influenzato dal fatto che ho parlato dei miei Zii, dei miei Nonni o meglio delle mie Nonne e seppur non citati, di tutti gli altri componenti questa grande famiglia. Però, credetemi, la realtà era questa !!!
Grazie
Stefano Bruschi
ps: a proposito di ricordi, a proposito di Cuochi, senza nulla togliere a tanti altri, sento veramente il dovere ed il grande piacere di ricordare la grande Anna della Pergola ...!!!
Ma com'è bello ricordare le persone a noi care!!!! Quelle che hanno lasciato dei ricordi che ti scaldano il cuore e che non ti lasceranno più... Più.... ma se ci fermiamo a pensare, parlando di cuochi/e... quanta fatica avranno fatto, senza frigo, senza utensili comodi o elettrici che conservano... Che velocizzano!!!!!????
Dovevano fare tutto all'ultimo momento x non fare deteriorare gli ingredienti se nn erano nella stagione fredda che permetteva loro, col rigore delle temperature di conservarli. Chiudo gli occhi e vedo la neve, le finestre in alto.... con le 'superette' col ripieno di ricotta ed erbette x i 'turtei' o di carne x januen'...il gallo coperto x fare il brodo... la panna per la 'fiocca'....
Ma se era estate, povere le nostre mamme, le nostre nonne, dormivano poco x preparare tutto quel ben di dio che poi si sarebbe consumato dopo la messa e dopo il vespero. Se erano feste 'grandi' arrivavano anche i parenti dei paesi vicini ed era tutto un 'lavorare'.... e' u pu' suttu l'era in bucca'.. Ma poi qualche volta facevano 'quattro salti'... e nell' allegria dimenticavano la stanchezza senza pensare che la loro gioventù era già lontana...
Stefania Minoli
05/02/2019Ma... questa e' una foto che conosco molto bene!! E' pure nell'album di nozze dei miei genitori.. sono nella cucina del ristorante dove avevano fatto il pranzo! 62 anni fa...