GRAZIE DI AVER RICORDATO MIO PAPA' CORRADO. LAVORAVA DA FELLONI ED ERA PROPRIO LUI CHE ANDAVA IN GIRO A CONSEGNARE IL GHIACCIO.
BRAVO GIGI.
Non tradire mai le tue origini, non dimenticare chi sei stato. La vita è un viaggio e, se non vuoi perderti, devi ricordare sempre da dove sei venuto.
Bellissimi ricordi. Quante volte sono andato con mio nonno al Casello e da Franchi. Bravo Gigi
E c'era anche il Bar Tripoli, posto tra gli alimentari "Baderna" (molto attivi come latteria) e la tabaccheria che era di fronte al negozio di scarpe dei Raggi. Non ricordo se nella pasticceria Biasotti (ora bar Lucia) vendessero anche alcolici.
Peppino Serpagli
Quando ero piccola io (anni 50.60).. era il bar di Italo quello che la mia famiglia frequentava maggiormente. Specialmente la mamma che depositava le borse della spesa... Dopo il giro dei negozi... in attesa della corriera per bardi e quindi x scopolo. Ma era un punto di riferimento e anche il più comodo x le mamme che dovevano accudire i propri bimbi. Da Italo si era come a casa... come molti anni prima... Mia mamma si era trovata protagonista di un piccolo spaccato di vita paesana. Sua madre seppur poco più di ventenne... per il troppo lavoro che durava dalla sua infanzia... era stata colpita da una forma acuta di dolori agli arti e non essendoci ancora la mutua... era andata a Genova a fare la serva ad un dottore che nel contempo la curava. Quando bussò alla sua porta... lei nascose le sue mani deformate dai dolori convinta che se le avesse viste non l'avrebbe assunta.... La prima cosa che dovette fare fu un bucato esagerato.... E passarono i mesi... Senza poter tornare a casa... Nel frattempo nonno Lino mandava avanti casa e campagna... Accudendo anche la piccola Maria (mia madre) che cresceva.
Poi finalmente arrivò il giorno del ritorno e nonno Lino preparò Maria col suo abito migliore... Le pettinò due treccine e arrivato a Bedonia la nascose dietro una tenda del bar di Italo dicendole di aspettare x fare una sorpresa. Senza però spiegarle a chi... Quando mia nonna arrivò e si apri la tenda... non ci fu una corsa felice della piccola... ma tanti pianti... non avendo riconosciuto la mamma.
Erano passati lunghi e interminabili 8 mesi... Di pena e dolore per tutti e tre.... x la malinconia... Per il distacco... Era tardi ormai e di corriere non ce n'erano piu'... Così "presero" una stanza a Bedonia... ma non dormirono nemmeno un secondo... La piccola Maria continuava a urlare a suo padre... nel suo ancora incerto parlare... Gu diro a ara me mama che tav'è a fa u ninen con una brutta dunacia.... (lo dirò certo alla mia mamma che vai a letto con una brutta donnaccia)..... Non l'aveva riconosciuta! Ce n'è voluto del tempo per convincere la piccola... ma nemmeno un istante x cambiare idea a sua madre che sentenziò: duru' o ne duru' ne te lasu mai po'... (dolori o no... non ti lascio mai più).
Stefano G
21/01/2020Bello e interessante, ma mi permetto due 'battute':
- non credo che i baristi attuali rimpiangano l'era delle sputacchiere 🧐;
- il sindaco di Milano Sala ha previsto, a breve, il divieto di fumo alle fermate dei mezzi pubblici e, dal 2030, il divieto di fumo all'aperto. ... fra un po' spariranno anche i posacenere).
(P.S. non fumo)
Veramente un ricordo di un mondo che fu 🙄🙂.