Devo dire che Lino Salini ogni anno si faceva un giro in Veneto e immancabilmente veniva a fare visita a mio padre ... ed era una grande festa, come noi non mancavamo di fargli visita quando venivamo a Bedonia... una grande persona
Ricordi... Angelo è un po' più grande, Paolo l'ha fatta con me. Suo papa' Lino e suo papa' di Lino, senza di loro non ricordo nessuna funzione, il parroco don Sanguineti, il curato prima don Corbelletta e poi don Giuseppe Ferrari, solo ricordi belli.
Le suore dell'asilo ci mettevano tutti a posto per la funzione, mi sembrano pochi anni, invece nel 1956... Immergersi nei ricordi poi ne viene un altro e poi un altro ancora, grazie a te Gigi che li fai venir fuori. Una volta la neurologa mi ha detto ricordiamo di piu' le cose vecchie perché la nostra memoria e' come un armadio pieno di cose di ieri, non ci stanno piu' escono e le dimentichiamo, invece quelle in fondo non possono uscire e le ricordiamo benissimo. Per me e' così.
Lino Salini, tutta la sua famiglia, il negozio davanti alla chiesa, un istituzione e poi simpatico paziente sua moglie, la sorella, vendevano anche i giocattoli... quanti giri a guardare.
Non mi fermo piu' e' una catena...
Io il 31.5.1962 ho ricevuto la Prima Comunione e cresima lo stesso giorno insieme ad altri 10 amichetti, oltre a mio fratello gemello Walter: Severino Chiappa, Giuseppe Pianaro di Scopolo, Patrizia Antolotti dei Manoli, le gemelle Luciana e Renata Chiappa con Paolo Chiappa di Pilati, i gemelli Renzo e Anna Vanzo con Renato Cavozza del Mulino.
Il giorno prima avevamo fatto il ritiro in canonica con un lauto pranzo e giochi: scondilòra (tana o nascondino) - a guardia e ladri- a ruba bandiera - a campanon sul prato dei ciliegi dietro la chiesa, dove mio fratello, pur magrino, avendo cavalcato una gallina del parroco, aveva costretto la perpetua a farne un bel brodo il giorno dopo.
Don Vittorio ci aveva confessato uno dopo l'altro dopo che avevamo fatto l'esame di coscienza per cercare di ricordarsi tutti i peccati commessi. Ricordo 4 cose: (1) il mio vizio di recitare l'atto di dolore finale col titolo, non riuscendo ad iniziare solo con: Mio Dio mi pento e dolgo.... (che mantengo ancora ora...), ( 2) l'attenzione che mettevamo tutti nel tenere d'occhio il tempo che impiegavano gli amici dentro il confessionale e quello relativo della penitenza ricevuta, giudicando e ridendo sotto i baffi, il numero dei peccati più o meno notevole...
Ma l'incubo maggiore (3) era imparare a memoria parte del catechismo che la nostra insegnante Anita Belli di Pilati, ci aveva insegnato. Incubo ...perche' se te perdèivi u fi spariva tùttu dàra testa e t'eri ruvinà... (4) al momento di diventare 'soldato di Gesù, il cardinale Opilio Rossi, nonchè cugino di mio nonno e di molti paesani, mi aveva dato una bella sberletta, e non un buffetto, chiamandomi Maria Dolores, aggiungendo per primo il nome di mia madre e di quella nostra celeste. Sono seguite una serie di foto che ci avevano talmente stancati tutti che solo a vederne il ricordo delle nostre smorfie, possiamo rendercene conto.
Io e mio fratello abbiamo poi festeggiato nella casa paterna dei Pariotti con gli zii dirimpettai e Claudio il nostro cugino-fratello e come invitati c'erano i nostri amici storici di Bologna che ci avevano anche cucito i nostri abiti dell'occasione: io sembravo, come tutte le bambine una sposina con coroncina e nastro sulla fronte, ma anche la borsettina a sacchetto, mio fratello coi calzoncini grigi corti e la ciocca al braccio. Per la Cresima la mia madrina è stata mia zia Maria Chiappa (omonima di mia madre, per cui chiamata a Maria de Minu e la mia de Perèn di Pariòti).
Fu una giornata epocale per tutti noi ragazzini, amici di sempre che poco dopo avremmo dovuto superare l'esame di seconda elementare per accedere alla terza, come si usava quei tempi, ma non sapevamo, io e mio fratello, che a settembre per noi sarebbe cambiata la vita.
Avremmo lasciato il nostro paesello perchè i nostri genitori, rimboccandosi le maniche per ricominciare da zero, volevano darci la possibilità di una vita migliore.
Piansi un anno intero, e se ci penso, piango ancora adesso; avevo lasciato la mia casa nella prateria, del mulino bianco, le mie radici, il profumo dei fiori, l'aria fresca e pulita...
Eravamo in 12 e ripartivamo in 4!....
Ricordo lo zio Mino, quando siamo scesi giù dall'aia verso la chiesa dove avremmo salutati i nonni materni, con le lacrime agli occhi ci disse quello che ogni volta che partivamo ci diceva:- ciau nanan, turnì prestu, turnì quandu pudì...
Ma questa è un'altra storia...
Fortissima la spiegazione sul fornicare.... Non ci ero arrivata a quei tempi... Si potesse collegare alle formiche... Ne nere ne rosse... Io avevo chiesto ai me'... il significato della parola e mia madre sbrigativa aveva indotto mio padre solitamente e prudentemente più esaustivo a rispondere evasivamente "Compurtase ma"... Evidentemente ci era bastata perchè abbiamo continuato a ripetere a memoria la tiritera... senza soffermarci su... almeno per qualche anno...
Frank Longinotti
12/05/2021E lo schiaffo (buffetto) che il vescovo dava ai maschietti e diceva "soldati di Dio" non se lo ricorda nessuno?