Forse chi non frequentava le balere nostrane non ricorda della passione di Mauro: la batteria! Eh sì, ed era anche bravo, suonava con Pierino Camisa di Caneso e qualche volta con Putaciello da Franchi. Qualcuno ricorda qualche altro particolare?
Qui un po' di tristezza mi prende al ricordare i bei tempi e dei sani divertimenti.
Caro Mauro,
il tuo sorriso, di sottecchi, quando passavi e ci salutavamo su via Ronconovo, era un inizio bello della mattinata o la chiusura della giornata passata al desco dei "Felici" che odorava di cuoio buono... Il tuo humor metteva sempre di buonumore, indice della tua simpatica intelligenza.
Un ricordo che mi è caro di un personaggio operoso nella Pieve e che ora ci ha lasciato.
Condoglianze a Remo, a Elena e agli altri parenti tutti.
Scusate il ritardo del mio intervento, ma il decesso di mio fratello mi aveva lasciato affranto e completamente esausto. Con la testa la mia innata razionalità mi faceva accettare l'evento ma il cuore correva per suo conto lasciandomi nella condizione dianzi esposta.
L' Esvasante, con la sua solita capacità descrittiva, ha fatto una esposizione da libro "cuore" dettagliando ogni particolare della sua angusta esistenza. Mi resta poco spazio ma voglio aggiungere una peculiarità che riguarda entrambi. Mio padre, nell'immediato dopoguerra, comprò dalla ditta "Sapori" di Firenze una tromba (o cornetta) per me ed un clarino per Mauro.
Perché lo fece ? Era ancora avviluppato dai timori bellici e, nella sua mente, ritenne che, in caso di un analogo avvenimento, se avessimo saputo usare uno strumento musicale, invece di mandarci al fronte ci avrebbero messo nella banda militare. Imparammo a leggere la musica ed a mettere le basi per metterla in pratica. Mio fratello continuò ma io, quando entrai in seminario, dovetti mettere la tromba in soffitta. Poi lui, quando le danze del liscio imperarono un pò ovunque, imparò a suonare la batteria.
Grazie al coro ed alla banda bedonia che hanno saputo indorare anche un evento funebre con la loro partecipazione. Avevano beneficiato in passato di qualche sua elargizione e si sono ricordate di questa piccola generosità che gli fece.
Sentite condoglianze a Elena e a Remo & Gabriella. Che il buon Mauro riposi in pace. Nella piazzetta vicino alla chiesa, c'era un tempo anche un negozietto di scarpe gestito dalla Caterina du Fullettu, proprio davanti al bar Italo.
Peppino Serpagli
Mi dispiace per il ritardo ma ero in vacanza e, come al solito, non ho seguito con attenzione la posta elettronica. Vorrei anche aggiungere che io sono solo un "oriundo" (aggettivo ormai in disuso; era molto di moda negli anni 60 nel mondo del calcio) e non un bedoniese di nascita per cui queste persone le ho conosciute solo marginalmente. Conosco invece benissimo Remo (Ponzini ) e Gabriella
dei quali mi onoro di essere amico di vecchia data.
A loro mando le condoglianze più sentite e la mia vicinanza morale. Presto sarò a Bedonia e non mancherò di incontrarli come al solito. Perdere una persona cara anche se in età avanzata è pur sempre un dolore e una ferita che si può rimarginare solo col tempo.
Un saluto a Mauro e uno a Remo... Ora divisi con dolore... Ma quando questo lascerà posto ai ricordi... Remo ti sentirai meno solo. Un abbraccio forte forte
Francesca Danzi
22/09/2021Mauro, il papà e lo zio sempre nella loro bottega. I rumori che facevano erano sempre gli stessi. Quando vado lì nella piazza adesso mi viene la malinconia. Mancano Italo e la Giulia, Gennari e le sue stoffe, Raggi il farmacista e mio zio Camillo, erano le persone della Piazza e Mauro l'ultimo.
Condoglianze alla famiglia.