Per me “nuova arrivata” in Valle è emozionante leggere ciò, essenziale nutrimento per la la mia vorace “food passion”. Un cammino che nonostante “il pianoro” sarà arduo e tortuoso ma passione, dedizione e amore per la propria terra, le proprie radici sono certa riporteranno ulteriore luce su questo lembo di Alta Valceno; che sia la scintilla per la creazione di una nuova filiera agricola locale.
Bravi bravi bravi ragazzi, ci vediamo presto.
Grazie Gigi per questi preziosi racconti.
Tra i mestieri antichi dal semplice splendore son rimasti rapiti e sono andati controcorrente rispetto al consumismo imperante non davvero accettato piuttosto subito e vessato.
Un esempio di coraggio e dedizione: "la storia come pensiero e azione" riferito a Benedetto Croce.
Da amante dei mulini, per averne acquistato uno, purtroppo ormai privo di tutti i meccanismi, non posso che fare l'in bocca al lupo a voi ragazzi... Soprattutto per questa scelta coraggiosa!
L'uso dell'acqua per fare le centraline elettriche è concesso ma per fare il mugnaio ci vuole il portafoglio gonfio. Si parla sempre di dare una mano alla montagna ma solo in televisione
Andrebbero solo AIUTATI in tutti i sensi altro che farli tribolare con la burocrazia.
Gli auguro ogni bene e possano ruscire a realizzare tutto quello che hanno in mente.
Uno tra i lavori più antichi del mondo è quello del mugnaio, una figura sempre vista come paffuta e simpatica (non è questo il caso), che ha raffigurato per secoli il sunto della vita economica di un territorio contadino. Va assolutamente riconosciuto a questi i ragazzi il merito di non far morire questa abilità, ovvero l'arte di saper macinare questo o quel cereale, agevolando così il passaggio di quell'ultimo testimone. Iniziativa da sostenere ad ogni costo.
Bravi questi ragazzi intraprendenti che danno vita alla nostra montagna. Ce ne fossero di coraggiosi e a loro va la mia ammirazione e augurio di buona fortuna!
C'è un altro aneddoto che riguarda questo mulino, avvenuto all'incirca negli anni 50. Si racconta che una volta scesero dalla corriera di Carpani, sulla strada per Anzola, due signori distinti, cartella in mano e vestito scuro. Quando il mugnaio li vide rientrò nel mulino e buttò dell'acqua sul fuoco per spegnere la stufa, nascose i sacchi del macinato, fermò l'acqua che alimentava le macine, buttò per terra qualche manciata di farina, dopodiché rimise la pipa nel taschino e si abbotonò la giacca fino al collo, poi li attese seduto su di una sedia con le mani in mano. Quando i due arrivarono chiesero informazioni su di un mulino e lui gli rispose che quello era il mulino delle 4 effe: fame, freddo, fumo e fastidi. I due uomini, che non erano nient'altro che quelli del "dazio", ripresero il ponticello e se andarono da dove erano venuti.
Bravi ragazzi continuate così forza
Volevo rispondere al signore Antonio che l'annedoto in parte è giusto ma non riguarda questo mulino ma l'altro mulino che era prima di Anzola, il mulino del ferro appunto... poi fame freddo e fumo... Lo so bene perché mio papà era nato proprio li e mi raccontava sempre questa storia..
Che bella realtà!
qualcuno ha i contatti di questi ragazzi?
Elisa li puoi contattare per mezzo della lora pagina Facebook:
https://www.facebook.com/mulinomarghera/
Maria Camisa
05/12/2021Ero piccola piccola quando andavo con papà a piedi da Tasola al Mulino Marghera.
Emozionante rivederlo in funzione ❤️