Ed è stato proprio cosi. Nel periodo in cui entrai a far parte del gruppo "Insieme per Vivere", l’associazione di volontari contro il cancro, allora agli albori, era il 1983, stavo architettando una commedia musicale in dialetto bedoniese. Si trattava di "Bes-cie", una specie di Arca di Noè dove gli animali erano i protagonisti di situazioni buffonesche, anche con piccoli risvolti sentimentali.
Quando proposi l’idea di rappresentare questo teatro musicale tutti furono entusiasti. Il debutto vide una Compagnia di giovani bedoniesi, per la prima volta sul palcoscenico dell'allora Cinema Orfeo. Ci fu un ampio uso delle maschere, addobbi e travestimenti: il tutto "fatto in casa", scena dopo scena, come tanti animali di un Circo equestre.
Fu un trionfo e lo spettacolo fu ripreso poi al Teatro Farnese di Borgotaro e ripetuto in estate nella Piazzetta "La Quara". Visto il successo anche "economico" di "Bes-cie", mi buttai a capofitto in un altro spettacolo musicale assai più complesso: "Robe de l'ètru mondu", con tanto di gironi infernali e voli verso il Paradiso: una sorta di Divina Commedia con scenografie complesse ed effetti scenici mirabolanti, curati dal gruppo tecnico de "I Nomadi".
C'era in quel periodo in tutto il nostro Gruppo, capitanato con vigore dalla signora Anna Maria Chilosi, un entusiasmo quasi infantile e perciò straordinariamente bello con serate dove, tra una risata e l'altra, si proponevano idee e invenzioni che portavano poi a successi come le "Grandi Tombolate" supportate dall'entusiasmo generosissimo dei Commercianti di Borgotaro, Bedonia, Albareto e dalla enorme partecipazione popolare.