Ci sono storie che nascono lontano dai riflettori, tra le mura di una casa qualunque, e che proprio per questo meritano di essere raccontate. Perché non parlano di eroi irraggiungibili, ma di persone comuni, in questo caso un padre e un figlio. Questa è una di quelle, si è svolta a Borgotaro e ha un titolo che dice già tutto: "600 Secondi - Dieci minuti a cuore fermo".
L'autore del libro è Gabriele Marogna, architetto e pubblicitario, residente a Borgotaro da alcuni anni. Per mestiere è abituato a costruire messaggi, a progettare immagini, a trasformare concetti complessi in qualcosa di chiaro e comprensibile. Ma questa volta il messaggio che ha deciso di raccontare è il più importante della sua vita.
L'8 marzo 2025, in una normale mattina di casa, il suo cuore si è fermato. Da quel momento in poi, Gabriele non c'era più. Quella mattina era in bagno insieme al figlio Edoardo, vent'anni. Nessun sintomo, nessun dolore, nessun campanello d'allarme. All'improvviso il suo corpo si è accasciato a terra. Da quel momento, per dieci lunghissimi minuti, la sua vita è stata nelle mani degli altri.
Edoardo, però, non si è lasciato prendere dal panico ed ha messo in pratica un lontano ricordo. Dieci anni prima, quando frequentava la scuola media, aveva partecipato a una lezione di rianimazione cardiopolmonare organizzata dall'Assistenza Pubblica Volontaria Borgotaro-Albareto. Una di quelle attività che spesso gli studenti vivono come una semplice parentesi nella giornata scolastica. Quel giorno, invece, quella lezione è diventata decisiva.
Guidato telefonicamente dall'operatrice del 112, ha iniziato immediatamente il massaggio cardiaco sul padre, mentre la madre Federica, nel pieno dello sconforto, cercava di mantenere lucidità e speranza. Quando il medico, gli infermieri della Medicina Territoriale di Emergenza e i volontari dell'Assistenza Pubblica sono arrivati nell'abitazione, Edoardo stava ancora comprimendo il torace del padre.
Gabriele è tornato alla vita. E, fatto ancora più straordinario, senza riportare danni neurologici.
Da quell'esperienza è nato "600 Secondi - Dieci minuti a cuore fermo", un libro che non è soltanto il racconto di ciò che è accaduto. È anche una testimonianza concreta dell'importanza della formazione, della rapidità dei soccorsi e del valore delle persone che, in quei dieci minuti appunto, hanno fatto una grande differenza.
Un volume che unisce il racconto umano alla volontà di trasmettere conoscenza e consapevolezza.
Lo scorso 26 giugno, nell'ambito delle celebrazioni per il 45º anniversario dell'Assistenza Pubblica Volontaria Borgotaro-Albareto, con il supporto dell'Associazione Gli Amici della Valle del Sole, questa storia è stata raccontata pubblicamente.
Non è stata una semplice presentazione di un libro. Sul palcoscenico sono saliti, uno dopo l'altro, tutti gli anelli della catena che ha reso possibile quel miracolo: Federica ed Edoardo, il dottor Simon Younes con la squadra dell'emergenza territoriale, i volontari dell'Assistenza Pubblica, la cardiologa Laura Torlai dell'Ospedale Maggiore di Parma — che, curiosamente, aveva vissuto la stessa esperienza di arresto cardiaco ed è stata poi tra i medici che hanno curato Gabriele — e Stefano Castagnetti della Protezione Civile, che proprio in quei giorni stava collaborando con lui alla realizzazione della guida alle emergenze del Comune.
La piazza ha ascoltato in silenzio. Non era una serata dedicata alla letteratura. Era una lezione di vita. Il messaggio che è emerso da questa vicenda è semplice ma potentissimo: l'emergenza non avvisa mai. Eppure una lezione seguita anni prima, davanti a un manichino in una palestra scolastica, può trasformare un ragazzo di vent'anni nella persona che salva la vita di suo padre.
È successo davvero. È successo qui, a Borgotaro. E forse è proprio per questo che è valsa la pena raccontarla.
"600 Secondi - Dieci minuti a cuore fermo" è disponibile nelle librerie di Borgotaro e Parma, oltre che su Amazon.