Ora vi lascio in sua compagnia, devo andare, anche perchè qui la primavera tarda ad arrivare.
La tua schietta bellezza promette il ristoro di una fresca sorgente.
Il tuo richiamo è costante: ti vedo con gli occhi chiusi, ti sento nel rumore, ti avverto nella solitudine.
La tua vita padrona della mia.
Ostinato, continuo a scalare il desiderio, sostenuto da un solido filo invisibile.
Il pericolo, la voglia di conquistarti mi nutrono e mi danno energia.
Esausto, mi fermo ad ogni pianoro che la vita mi offre, ma non trovo pace.
Bramo appigli azzardati, da cui scivolo, cado e ricado sospeso solo all'incorruttibile desiderio di te.
Come un fulmine al petto fai esplodere i miei sensi.
Mi travolgi in una tempesta di emozioni, profumi, sapori: esaltati, ineffabili.
Ogni attimo ha il gusto dell'eternità, ma come tormenta passi e lasci, indelebili, solo i solchi delle tue carezze.
Sento, lontano, il fragore della tua passione.
Ti cerco, ti rivedo: si aprono baratri che mi danno vertigini, e mentre ti allontani, cado nei tuoi occhi senza fine.
Luigi
08/03/2008Bravo Max,
ormai ci stiamo abituando a questo appuntamento che volentieri ci ofri.
E' sempre un piacere.
Luigi