Questa sera ho sentito la mia amica Barbara al telefono, era da un po' che non ci sentivamo. Ci siamo persino detti se abitiamo agli opposti della galassia... Distanze a parte è sempre un vero piacere ritrovarsi a sorridere, spesso per particolari assolutamente insignificanti, ma sono questi gli aspetti più belli dell'amicizia.
Il pendolo di casa sua segnava puntuale la nostra chiacchierata, andata avanti fino a che abbiamo parlato di un libro che lesse tempo fa. Mi stava consigliando l'acquisto, ma in quel momento non si ricordava il titolo esatto, gli ho chiesto di andare a prenderlo, mi ha detto che non poteva perchè nello studio c'era un angelo che dormiva. Lì per lì non ho riflettuto su questo particolare. Gli ho solo detto che non importava, che non era urgente e di comunicarmelo poi con un sms. "Ciao... a presto".
Nella penombra della stanza vedo il display spegnersi. Dopo aver premuto il tasto rosso, in quei brevi istanti di silenzio, ripassano alla mente le frasi dette e ascoltate precedentemente, credo accada per conservarle più a lungo nel tempo. E' in uno di questi momenti che mi è sorto un dubbio: "Un angelo dorme nella camera a fianco...", ma suo figlio non si chiama così... "Un angelo... non me ne aveva mai parlato...".
Premo il tasto verde due volte, devo levarmi la curiosità. Ancor prima che lei mi dicesse "Dimmi... chettisei dimenticato?", gli pongo il quesito, lei subito capisce e sorridendo mi spiega.
"Porca vacca" avevo frainteso, non era un angelo, ma Angelo, un suo zio americano. Ascoltare quella realtà è stata una vera delusione. Un'altra occasione perduta, poteva essere la volta buona visto che da molti anni mi pongo sempre la solita domanda: "Ma gli angeli, quando vanno a dormire, si toglieranno le ali?".
ciaosonorita
23/10/2006Ho appena letto.... forte..... Per questo anche se penso di aver capito male spesso non chiedo..... preferisco le possibilità alla realtà.... siamo sempre così pieni di realtà... poi io sono molto molto razionale, per cui.....