Ho letto il libro, ed essendo io figlio di gente di Caffaraccia, dove ho trascorso i giorni più belli della mia gioventù , ho ritrovato storie che da orecchio di fanciullo avevo sentito dire da " vecchi" del paese ma prese così con la spensieratezza dei tempi, ora però le mie orecchie da persona adulta avevano il desiderio di risentire quelle storie di fatti tragici che la mia gente aveva vissuto, ma purtroppo molta di quella gente non c'era più e il mio desiderio di sapere stava diventando utopia.......fino a Giugno quando Ludovico mi ha fatto un regalo davvero grande !!!
Un consiglio che prendo al balzo, siamo noi la nostra storia e non bisogna dimenticare
Partigiano Carbonaro mi era stato offerto assieme alla Gazzetta e lo acquistai. E’ un ottimo elemento di rottura, ha permesso al lettore di liberarsi dai fantasmi degli scrittori di parte a cui è stata costretta la società negli anni seguenti. Ma questo libro lo si può davvero, effettivamente e integralmente valutare solo dopo averlo letto, da qui il mio consenso al giudizio espresso attraverso l’acuta recensione del signor Giorgio.
Avevo assistito, nel novembre scorso, alla serata organizzata dal giornalista Stefano Rotta presso il Bar Mellini. Erano presenti. oltre a Pietro Gnecchi, diversi ex partigiani della vallata compreso il signor Stefanini. Fu in incontro interessante perchè ognuno aveva la sue storie da raccontare.
Non ho letto il libro di cui si parla ma mi viene da pensare che sia totalmente diverso dai tanti scritti su questo argomento. Lo deduco dalla frase iniziale citata " State per leggere un libro allegro .....".
Sono sobbalzato anch'io visto l'argomento ma ritengo che il duo Stefanini/Rotta abbiano voluto dargli una impronta carica di senso dell'umorismo per renderlo più piacevole ed assimilabile.
Mi incuriosisce senz'altro ed a questo punto non mi resta che leggerlo considerando l'apprezzamento e la promozione dell'amico che ci ha lasciati Giorgio Bracchi. Mi sono commosso nel leggere questa recensione perchè con lui c'era stato, proprio qui su Esvaso, uno fitto scambio di corrispondenza che aveva, come argomento centrale, la " lingua italiana". Il suo dizionario era ricchissimo di vocaboli desueti e di espressioni assai argute e convenimmo che, per salvare la nostra lingua, era necessario possederne e memorizzarne il maggior numero possibile. E difatti anche in questo suo ultimo scritto ha usato un vocabolo " agiografico" di cui non conoscevo il significato.
" Ogni giorno bisogna imparare qualcosa " . Eravamo d'accordo entrambi su questo preambolo.
Ciao Giorgio ti ricorderò sempre con stima ed affetto.
Vale DB
03/09/2014Beh io ne comprai una copia, che mia madre mi rubo', e mio padre uguale, la cosa è dilagata in famiglia, con i miei zii che ne comprarono altre copie, mio zio infatti ha conosciuto Lodovico tanti anni fa, e anche lui sta scrivendo un libro!
Da qui il passo è stato breve, altre copie recuperate per i cugini americani e francesi...... sta navigando all'estero ormai.