Seminaristi si nasce non si diventa

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  • Seminaristi si nasce non si diventa

    I giorni da dedicare a Gesù sono inevitabilmente due: il sabato pomeriggio per la dottrina e la domenica mattina con la messa.
    - E i restanti cinque? -
    Basterebbe recitare le preghiere prima di addormentarsi, non dire parolacce e comportarsi bene durante la giornata che tutto si dovrebbe risolvere per il meglio. Questo capita alla maggior parte dei ragazzi, certamente non a noi.
    A scuola abbiamo la maestra Maura, l'insegnante più devota del mondo. Ogni volta, prima dell'inizio delle lezioni, la mano si alza per il segno della croce, segue ringraziamento per averci donato un'altra deliziosa giornata, tris di preghiere dedicate a Don Giovanni Bosco e infine un piccolo pensiero rivolto ai bambini poveri del Biafra:
    - E ringraziate Dio di non esser nati laggiù! -
    Non siamo mai riusciti a scampare nemmeno le messe di suffragio a San Biagio, quella di Don Giovanni Bosco neanche a parlarne, Sant'Antonio, Sacre Ceneri e poi, ad un passo dalla santità, celebriamo anche la Candelora:
    - Che da 'l'invernu semma fora'! -
    La motivazione è sempre più che valida: con la prima si evita un sicuro mal di gola, con l'altra si ottiene la voglia di studiare, con la terza capiamo che anche i cavalli di Virgilio hanno un'anima, quindi vanno benedetti anche loro.. Poi c'è rammentato che 'Cenere siamo e cenere ritorneremo' e per finire ritiriamo la candela benedetta del mal di gola 'Che questa serve sempre', a volte ci tocca anche San Benedetto - 'La rondine sotto il tetto'.
    Con un tale programma è legittimo poter perdere il conto.
    - La lezione è più che sufficiente per un ragazzo che frequenta le elementari e non il seminario? -
    Nemmeno per sogno! c'è ancora da affrontare l'ora di dottrina.
    Allora tutti lì, puntuali come orologi, sulla scalinata dell'asilo ad aspettare che arrivi la Camilla, la maestra di catechismo più freddolosa del mondo. Viene in pelliccia anche durante gli ultimi incontri di Giugno. Anche con lei non esiste via di scampo. Subito dopo il catechismo, dove ci ricorda sempre di santificare le feste, che l'ostia ricevuta non si deve masticare, che lo scambio della pace non è un saluto al nostro amico, di studiare le parabole e di non commettere atti impuri, ci accompagna in chiesa, dove c'è Don Spazzola ad attenderci con la porta del confessionale aperta. Ad uno ad uno ci avviamo verso la sacrestia ripetendo mentalmente l'Atto di Dolore, riportato anche nel palmo della mano in caso d'improvvisa amnesia.
    Una volta la Camilla, certa che anche l'ultimo dei suoi piccoli discepoli abbia ricevuto l'assoluzione, raccomanda di non combinare guai e di filare dritti per arrivare 'sani e salvi' a domenica, per la messa delle undici.
    Tenteremo, ma sarà dura. La prima violazione alle regole può essere causata dalla sicura disubbidienza alla vetrinetta appesa in chiesa accanto al fonte battesimale. La bacheca riporta i titoli dei film proiettati al cinema nel corso della settimana. Guarda caso quelli della domenica pomeriggio sono sempre sconsigliati, la tripla X rossa è quasi dappertutto.
    - E l'alternativa? -
    Ovviamente quelli proiettati sul lenzuolo teso nel salone della canonica.
    Nuovi, allegri e avventurosi: 'La vera storia di Maria Goretti' lo abbiamo già visto tre volte, 'L'albero di Natale' cinque, 'Zanna Bianca' sette, 'Il lago dei Castori' nove e 'L'incompreso' per dodici domeniche nel corso di un solo anno.
    Basta così per diventare bravi ragazzini? No! Dobbiamo anche diventare bravi chierichetti.
    Le feste santificate diventano così quotidiane. La messa della sera e quella delle undici passino pure, ma quando sulla bacheca compare il tuo nome accanto a quello della prima funzione (le sette) ti passa ogni spirito, anche quello 'divino', e non quello che Lino conserva segretamente in sacrestia nell'ultimo sportello in alto a destra, dietro i messali e con l'etichetta scritta a matita:
    'E' Santo: NON BERE! '.
    Qualche consolazione però ogni tanto arriva. Peccato che i grandi abbiano sempre la precedenza assoluta. A noi giovani chierichetti, quasi confratelli, ci lasciano al massimo un funerale, dove Buon Signore, nelle migliori delle ipotesi, ti sgancia cinquecento lire.
    La vera 'america', quella dei battesimi, dei matrimoni e della benedizione delle case arriverà solo quando saremo al vertice della scala d'anzianità.
    Ma a volte ad essere novizi ci si può anche guadagnare, specialmente quelle volte che Lino ti chiama per andare a casa sua ad aiutarlo a fare le ostie. Quando la pappetta di farina e acqua è versata sulla piastra rovente e si trasforma come d'incanto in una sottilissima pellicola bianca, ti sembra di assistere ad un vero miracolo. Dieci, cento, mille sfogliate da ritagliarci dentro più ostie possibili. Un vero lavoro da certosini. La paga di quell'intero pomeriggio passato a fabbricare il 'Corpo di Cristo' consiste proprio in quel mucchietto di ostie mal riuscite che cresce piano piano nella zuppiera al bordo del tavolo:
    - Questa sera mettile nel caffellatte. Sentirai che buone.. -

    Una prece dietro l'altra, si arriva in prima media, non c'è più la maestra Maura, ma in compenso arriva l'insegnante di religione. Bastano poche settimane di conoscenza che ci ritroviamo tutti iscritti all'ACR. Tra le sue funzioni c'è anche quella di andare settimanalmente alle riunioni, ma poi la conclusione è sempre la stessa: andare a Tasola a lavorare. La casa che dobbiamo ristrutturare è ridotta piuttosto male, infatti i giorni passati a picconare, a mescolare cemento e a svuotare carrette non si contano più.
    Don Angelo però non manca mai di consolarci:
    - Se cantate il tempo va veloce e la stanchezza si sente meno. -
    Lo prendiamo in parola così proveremo anche questa:
    - Oh Alele, Alele ciche tonga, massa massa massa, oh alè aloà aloè... -
    Nulla da fare, la fatica non accenna a svanire.
    - La lezione è più che sufficiente per un ragazzo che frequenta le elementari, la canonica, va al catechismo, serve messa, fabbrica ostie, lavora come un manovale e non è un seminarista? -
    Boh.