Un bagno da favola

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  • Un bagno da favola

    L'appuntamento è fissato per le quattro, la parola ritardo non è prevista e il solo il pensiero di essere stati invitati ' alla villa ' ci mette in totale subbuglio. Maurino chiede subito chiarimenti:
    - Tu che ci sei già stato, gli hai portato qualcosa? -
    Ma anche a Giacomo sorgono dei dubbi:
    - Boh..Tu invece, dimmi, come ti vesti? -
    E per finire un dilemma generale:
    - Ma bisogna andarci con già su il costume o il costume ce lo mettiamo là? -
    Avrete senz'altro capito che si tratta di andare a far merenda nella piscina della famiglia Galli.
    Alle quattro meno dieci ci troviamo davanti a Las Vegas, gli accordi parlavano chiaro 'Non portiamoci niente!', ma poi per seguire il consiglio dei genitori arriviamo tutti con qualcosa in mano, uno ( io ) con il cabaret di paste, Giacomo con la bottiglia di vino bianco dolce e Maurino con la torta di mele ancora calda.
    Manca solo un minuto all'ora X e tutti confidiamo in Giacomo, l'unico di noi ad essere già stato invitato:
    - Giacomo. cosa dici. suoniamo il campanello o ci presentiamo direttamente in piscina? -
    - Non lo so, perchè quando ci sono andato io ero accompagnato dalle Gemelle. -
    Piccolo concistoro davanti a Las Vegas prima di prendere su per la salita.
    Saliamo e siamo davanti alla villa.
    Sono tutte là, la mamma stesa al sole e le figlie in acqua a nuotare. Ci vedono e ci vengono subito incontro facendoci accomodare sotto l'ombrellone a bordo piscina, ed ecco il primo dubbio che ci assale:
    - Ma le scarpe ce le dobbiamo levare? -
    Giacomo risponde seccato:
    - Non lo so, quando sono venuto io era inverno! -
    La Signora Galli dopo averci salutato ci lascia soli. Le Gemelle molto cortesemente chiedono se qualcuno di noi ha voglia di buttarsi in acqua:
    - Sapete nuotare eh? perchè da questa parte l'acqua è alta quasi due metri! -
    L'imbarazzo è tanto e le scuse che sono venute fuori sono state delle più svariate, tant'è che nessuno ha avuto il coraggio di scendere in acqua.
    Fortunatamente ritorna la Signora con in mano un vassoio che sembra una porta aerei, al centro una grandissima teiera fumante (sarà la famosa lampada di Aladino?), ai lati ogni ben di Dio.
    - Prendete, ragazzi, senza paura.. Ci sono pasticcini, fette biscottate con burro e marmellata di Ribes (e cosìè?).. E poi c'è anche da bere, aranciata, acqua brillante, chinotti e coca.-
    Ora però non possiamo più scansare il famigerato the, lasciato appositamente ultimo per non fare passi falsi. Essendo la famiglia di educazione inglese ci tengono molto alle loro abitudini. Infatti Maurino lancia un'altra occhiatina di soccorso dicendo tra i denti:
    - La bustina va messa nella teiera o nella tazzina? -
    Giacomo sottovoce:
    - Non lo so, quando sono venuto io mi hanno dato una spremuta. -
    Nel frattempo nessuno muove paglia. Tutti in attesa di una mossa della famiglia 'inglese'.
    Improvvisamente, senza dire nè 'a' nè 'ba', Maurino decide. Si spoglia e corre veloce verso la piscina. Eravamo venuti qui per questo o no?
    Ma, mentre saltella sul trampolino, dalla finestra gli arriva un urlo da farlo stramazzare:
    - Nooo!!! Non ci si può tuffare dopo aver mangiato! -
    Maurino con lo sguardo cerca subito Giacomo che finge di guardare da un'altra parte. Se lo sarebbe mangiato vivo.
    - Mezzasega, questo almeno me lo potevi dire! -
    - Non lo sapevo, quando sono venuto io la piscina era vuota!!! -
    Come si fa? Tutti ci eravamo riempiti la pancia. Rassegnati, ci stendiamo al sole con le Gemelle giocando a carte e sfogliando noiosamente fumetti in attesa che quel pomeriggio finisse in fretta.
    I regali che avevamo portato decidiamo di riportarli a casa. Nessuno ha il coraggio di tirarli fuori adesso.
    E' arrivato il momento dei saluti, baci, abbracci e ringraziamenti per quella fantastica giornata:
    - Vi aspettiamo anche la prossima settimana, mi raccomando venite! Bye bye! -
    - E dei dolci che ne facciamo? E del vino? -
    - Ci facciamo una cenetta domani pomeriggio al Taro! -
    Una cosa è certa: quel buon a nulla di Giacomo lo lasceremo a casa.