Group Grease

post commenti
  • Group Grease

    La sede c'è messa a disposizione da Buon Signore al secondo piano della canonica con tutto il necessario per il buon andamento del costituendo Group Grease: tavolo, sedie e una spaziosa libreria, questa neanche a dirlo immediatamente trasformata in mobile bar e le enciclopedie al suo interno, 'I Quindici' e 'Conoscere', in sgabelli d'emergenza.
    Come in ogni club che si rispetti, vige regolamento interno e le regole anche se ferree andranno così rispettate:
    Art. 1
    - Ogni qualvolta si accende e si spegne il giradischi è dovere ascoltare la sigla, stabilita nel '45' Grease.
    Art. 2
    - Ogni membro è consapevole di ciò che beve, è quindi obbligo portare al Club una bottiglia di whisky, brandy o cognac. Nell'impossibilità di acquistarne una di queste, andrà benissimo anche del comunissimo vino.
    Art. 3
    - Uno dei soci, a turni settimanali, dovrà recarsi al Discobolo o Discoteca 33 per acquistare uno o più LP di musica italiana. I dischi di proprietà del Club dovranno essere poi registrati su apposito registro e portato su di ognuno il timbro del Club.
    Art. 4
    - Il fondo cassa disposto per l'acquisto dei beni di prima necessità sarà affidato al segretario amministrativo, qui nominato nella persona di 'Gilòn'.
    Art. 5
    - Le carica di presidente sarà affidata a Zeffiro Squeri (finchè ne sarà all'altezza).
    Art. 6
    - La riunione, rigorosamente a porte chiuse, è fissata settimanalmente nella serata del venerdì (in tale occasione è anche consigliato di rammentarsi l'articolo 2) e ogni decisione dovrà essere annotata su speciale registro portando in calce timbro, data e firma di ogni membro del Club, in caso contrario sarà considerata nulla.
    Ecc. ecc...

    Ma ecco che dopo i primi tempi accadono le prime controversie.
    Eddy viene bollato di venire meno al secondo articolo, porta esclusivamente 'bocce' non troppo bevibili. Risultato: dopo qualche mese il ripiano del mobile bar ha ceduto sotto il peso delle molteplici bottiglie di Alpestre e Strega rimaste imbevute.
    'Il mio canto libero' è sempre immancabilmente a tutto volume e le sbornie, fino ad allora saltuarie, diventano all'ordine del giorno (a Eddy gli basta un semplice Boero).
    Il Toro e Silvo sono accusati di aver scambiato la sede per uno 'scannatoio'. Non scordiamo che anche se è al secondo piano è pur sempre una canonica.
    Ma la parola fine l'ha messa Gilòn con un atto di estrema coerenza: si è messo al balcone con camicia nera, mano tesa al cielo e fiancheggiato dalle casse del giradischi a tutto volume a cantare Faccetta nera. L'Arciprete, ormai stanco di ciò che stava succedendo al piano di sopra, in un battibaleno era già lì, anche lui nero dalla testa ai piedi, ma di tutt'altro spirito, a porre fine all'incauta rivoluzione mussoliniana.. I vari membri, vedendosi alle strette, se la filano a gambe levate, saltando chi dalla finestra che dalla terrazza, chi volando decisamente le scale.
    Da quel giorno, di tutti quei registri redatti, dei dischi acquistati, delle bottiglie rimaste imbevute non ne videro più neanche la forma; nemmeno della chiave che girò bruscamente nella porta dopo la sua uscita.

    A conferma di quanto accaduto... (timbro e firma)