Francia - Camargue

post commenti

Maggio 2008 - Marseillan, Sete, Agde.

Farsi trasportare dal fiume per giorni è stato coinvolgente. Un'esperienza senza dubbio al di fuori della comune vacanza. Si inizia con il noleggiare la barca, nonostante la nostra 'Nautilia' sia stata un dodici metri il costo è davvero modesto, e dopo aver appreso le nozioni base per condurla si può salpare, vi assicuro che è veramente facile. Inutile dire che la permanenza a bordo non è agevole e tanto meno confortevole, gli spazi sono veramente ridotti al minimo, però ci si adatta in fretta, dopo il primo giorno il letto, il bagno e la cucina diventano anche loro familiari (che Pinocchio che sono).
Non sono nemmeno mancati chiari riferimenti a film o libri, infatti è stato inevitabile pensare a 'Lungo il fiume', suggestiva pellicola di Ermanno Olmi che racconta il trascorrere delle stagioni lungo le rive del Po, e al capolavoro umoristico di Jerome K. Jerome 'Tre uomini in barca'.
L'itinerario si è sviluppato lungo il 'Canal du Midi', nel Languedoc, a sud della Francia. Si tratta di una celebre costruzione risalente al 700 e formata da decine di chilometri di canali navigabili, intervallati da chiuse di livello e ponti ad arco, che attraversano il territorio della Camargue per poi giungere fino al mare.
Un luogo dove l'acqua ha dominato per secoli il paesaggio e condizionato la vita degli abitanti. Navigare lenti, curva dopo curva, tra quelle doppie file di maestosi platani, ascoltando un silenzio impressionante, osservando le tonalità dell'acqua, che cambia repentinamente colore, si ha l'impressione di essere costantemente al centro della tavolozza di un pittore.
E' stato un viaggio, anzi uno scivolare lungo quei luoghi che si possono osservare solo 'dall'acqua', dove è possibile scrutare dentro alle chiatte dei gitani, comprendere la cura maniacale che i coltivatori francesi dedicano ai loro infiniti vigneti, assistere al volo radente dei gabbiani sugli stagni o al pigro pascolare dei bianchi cavalli della Camargue. Poi, giunta la sera, silenziosamente ci addormentavamo, dentro una notte buia e umida, dentro un mondo che sembrava non esserci, tra l'ombra scura dei platani, l'infrangersi dell'acqua e il bagliore della Luna.